Rassegna del 29 Gennaio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

DIREGIOVANI

Se guidi non bere

29 gennaio 2016 - In Italia l’alcol alla guida rappresenta la prima causa di morte tra i giovani. L’incidente stradale è spesso evitabile a fronte di un comportamento responsabile e soprattutto di buon senso. Se ci si deve mettere alla guida, ad esempio dopo una serata con gli amici, è opportuno evitare di consumare una quantità di alcol che possa pregiudicare l’integrità dei riflessi, dell’attenzione e della capacità fisica e psichica richiesta per poter rispondere con immediatezza ai numerosi stimoli che provengono dalla guida. Le forze dell’ordine possono controllare il tasso alcolemico di chi guida, vale a dire possono verificare la quantità di alcol ingerito. Ricordati che se hai bevuto alcolici, non esistono stratagemmi per far calare l’alcolemia rapidamente in previsione di un controllo con l’etilometro, e che non esistono livelli sicuri di alcol alla guida. Se si beve un bicchiere di qualsiasi bevanda alcolica, si ingeriscono in media 12 grammi di alcol:

1 BICCHIERE 

= 1 UNITA’ ALCOLICA

= 12 GRAMMI DI ALCOL

12 grammi di alcol determinano in media un’alcolemia pari a 0,2 g/l che varia da persona a persona, essendo influenza da peso, liquidi corporei, sesso, stomaco pieno o vuoto. Il fegato impiega 2-3 ore per riportare a zero l’alcolemia corrispondente a 1 bicchiere di bevanda alcolica. Va sottolineato che le ragazze, a parità di consumo, sono più vulnerabili dei ragazzi, raggiungono più velocemente livelli elevati di alcolemia e smaltiscono l’alcol molto più lentamente. Per questo è molto importante conoscere gli effetti di livelli crescenti di alcolemia sull’organismo e le sanzioni a cui si va incontro in caso di infrazione ai limiti vigenti. Se ti trovi in un locale pubblico e vuoi saperne di più, consulta le tabelle che devono essere obbligatoriamente esposte.

Secondo il codice della strada (art. 186, 186 bis e successive modifiche) il livello di alcolemia (concentrazione di alcol nel sangue) durante la guida deve essere pari a ZERO g/l (0,0 grammi per litro) per i conducenti di età inferiore a 21 anni, per i neopatentati e per chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone o cose. Per tutti gli altri non deve superare 0,5 g/l. Se devi guidare non bere alcolici e, se ti fai accompagnare, chiedi a chi ti accompagna di non bere. Rilassati, goditi i tuoi amici in un clima di divertimento sicuro e fai di tutto affinchè l’alcol non pregiudichi la tua sicurezza o quella di chi ti circonda. Se scegli di bere sii responsabile e consuma entro i limiti che non espongono te o altri ad un rischio o ad un pericolo.

Ricordati: la tua sicurezza dipende da te!

TEMPOREALE

Cassino / L’Istituto Alberghiero San Benedetto organizza il seminario “Bere sicuro alcoolfree” 

CASSINO, 29 gennaio 2016 – Le cronache quotidiane locali e nazionali, ma anche estere, ci riportano notizie di giovani e giovanissimi sempre più giovani e sempre più usi ad abusare di sostanze alcoliche alla ricerca del divertimento senza limiti e pudori e dello sballo; ugualmente ci riportano notizie di incidenti mortali che quasi sempre vedono coinvolti giovani.

L’Istituto Alberghiero di Cassino, proprio per le finalità che gli appartengono e nella ferma convinzione che solo una formazione attenta ai bisogni di crescita e maturazione consapevole del proprio sé, delle proprie potenzialità e, contestualmente, dei propri limiti, tenendo conto che i giovani sono giovani anche per la loro ricerca di svago e divertimento, tra gli altri, ha progettato un percorso di informazione e formazione che ha per obiettivo la promozione di azioni educative orientata alla prevenzione delle dipendenze in primis dall’alcol sin dalla più tenera età.

In tale contesto educativo e formativo, data anche la specificità dei indirizzi di studio, in collaborazione con le forze di polizia locali, la Città di Cassino e la Planet One, ha organizzato per il prossimo 2 febbraio un Seminario – conferenza destinato agli studenti delle scuole primarie e medie del territorio del cassinate dal titolo: “Bere Sicuro + bere alcol free = divertimento assicurato”.

Il seminario costituisce il momento iniziale di un percorso informativo che si svilupperà nel corso della seconda parte dell’anno scolastico e coinvolgerà gli alunni delle scuole dell’obbligo del territorio in un confronto diretto con gli esperti della Asl e i medici di base nonché i rappresentanti delle forze di polizia.

Il seminario “Bere Sicuro + bere alcol free = divertimento assicurato” si terrà presso l’Auditorium della Scuola Media Di Biasio di Cassino a partire dalle ore 8.30 con la registrazione dei partecipanti. Il programma della giornata prevede, dopo il benvenuto e la presentazione della giornata da parte del dirigente scolastico, prof.ssa Filomena Rossi, il saluto del sindaco della città di Cassino, avv. Giuseppe Golini Petrarcone e di sua eccellenza il vescovo della Diocesi di Cassin-Sora-Pontecorvo-Aquino, mons. Gerardo Antonazzo, gli interventi del dr Danilo Salvucci, del prof. Maurizio Esposito, della dr Stefania di Russo, della prof.ssa Sabrina Cusano, del comandante della Compagnia dei Carabinieri di Cassino, maggiore Silvio De Luca, della presidente di Confesercenti di Cassino, sig.ra Carla Cascella, l’intervento – testimonianza di Exodus, dello spazio bartender con la partecipazione del campione nazionale di free style. Per l’occasione, il prof. Esposito presenterà gli esiti dell’indagine condotta nel passato mese di novembre tra i giovani under 18 del territorio su “Dati statistici uso alcol e gli effetti negativi nel percorso di studio”. A seguire degustazione di cocktail analcolici e finger food per tutti.

CORRIERE ADRIATICO

Carnevale, divieto di vendere alcolici e bombolette spray in centro ad Ascoli (*)

ASCOLI - In previsione del Carnevale il sindaco Guido Castelli ha firmato un'ordinanza con la quale limitatamente nell'area del centro storico dispone: l'assoluto divieto di somministrare e vendere bevande in bottiglie di vetro e lattine. La somministrazione deve avvenire in bicchieri di carta o di plastica nei quali le bevande devono essere versate direttamente da chi effettua la somministrazione o vendita. Le violazioni di tali disposizioni comportano una sanzione fino a 500 euro. Inoltre si vieta l’utilizzo, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, di bombolette spray e di qualunque oggetto o materiale che possa mettere a rischio la pubblica incolumità (manganelli, petardi, giochi pirici etc.). Si consente la sola vendita di coriandoli confezionati, a norma di legge, in sacchetti di plastica o di altro materiale, debitamente sigillati. 

IL MATTINO

Napoli. Movida sicura: stop alla vendita di alcolici e altoparlanti vietati nella notte all'esterno dei locali (*)

No alla vendita di alcolici e superalcolici da asporto soprattutto in contenitori di vetro e no ad altoparlanti all'esterno dei locali dopo un certo orario. Queste le prime misure individuate nel corso del Comitato per l'Ordine e la sicurezza che si è riunito oggi per dare risposta alle lamentele di cittadini residenti nei cosiddetti luoghi della movida napoletana.

 A riferire rispetto alle azioni che saranno messe in campo, il sindaco Luigi de Magistris al termine dell'incontro in Prefettura. «È nostro obiettivo - ha detto il sindaco - mettere in campo tutte le azioni necessarie per trovare il miglior punto di equilibrio possibile tra una città che vuole vivere h24 e le esigenze giuste, che meritano pieno rispetto, dei residenti di quelle aree».

L'attenzione del Comitato si è focalizzata in particolar modo sul Centro storico con piazza San Domenico e piazza Bellini, l'area di Bagnoli, i barettì a Chiaia e via Aniello Falcone. A quanto riferito da de Magistris, nei prossimi giorni il vicesindaco Raffaele Del Giudice e il comandante della Polizia municipale Ciro Esposito terranno una serie di incontri con gestori e proprietari dei locali perché - ha spiegato il sindaco - «il punto di equilibrio si raggiunge, non solo con attività formali e di natura restrittiva, ma soprattutto se i soggetti interessati comprendono che dopo una certa ora non si può avere lo stesso tipo di suono e di attività. Noi da tempo lavoriamo per chiedere un loro coinvolgimento e aiuto». In questa direzione, il primo cittadino ha ricordato che esiste una delibera che consente di fruire dei servizi «aggiuntivi» della polizia municipale «attraverso la corresponsione degli straordinari da parte dei commercianti. Ciò - ha sottolineato - ci consentirebbe di impiegare risorse con l'ausilio degli esercenti».

I componenti del Comitato si sono dati come "time limit" la fine di febbraio. Al termine di questo periodo, qualora le misure adottate non dovessero dare i risultati sperati, sarà indetto un nuovo Comitato sulla movida per studiare misure diverse. 

(*) Nota: siamo passati in pochi anni dalla difficoltà a deliberare dei limiti alla vendita di alcolici alla banalizzazione. Ormai non c’è festa o assembramento che non sia accompagnato da vincoli e divieti. In assenza della possibilità o volontà di effettuare seri controlli il risultato è lo stesso. 

CORRIERE.IT

A Cetraro, in provincia di Cosenza

Dottoressa uccisa, l’ex cognato confessa: «Il mio divorzio colpa sua»

Annalisa Giordanelli, medico di 53 anni, colpita alla testa con un piede di porco ritrovato con tracce di sangue e capelli. Gli inquirenti non escludono una « pista famigliare»

di Carlo Macrì 

Colpita alla testa con un piede di porco. Una mazzata violentissima alle spalle, dopo essere stata seguita in macchina. Lasciata priva di vita sul ciglio della strada. C’è un fermato, reo confesso, per l’omicidio di Annalisa Giordanelli, medico di base, 53 anni, uccisa mercoledì verso le 16 a Cetraro ( nel Cosentino) mentre faceva due passi abituali verso il mare. L’arrestato è il cognato, Paolo Di Profio, infermiere nell’ospedale cittadino. I sospetti si erano concentrati subito attorno a lui. Dopo 10 ore di interrogatorio nella caserma dei carabinieri alla fine è crollato. Confessando tutto. «Il mio divorzio è stato per causa sua», ha raccontato. L’uomo era sposato con la sorella del medico, Serena, la più piccola di quattro sorelle, ma l’unione era in crisi da tempo. Anzi: naufragata. Un fallimento per il quale lui aveva incolpato proprio la dottoressa. Sarebbe stata lei - avrebbe detto agli investigatori - a insistere con sua moglie. «Lascialo, è un poco di buono». Queste le parole ripetute riferendosi anche al passato di alcolista dell’uomo. E forse pure alle percosse inflitte in casa. Quelle che avevano spinto la donna a lasciarlo, ad andarsene da casa per vivere assieme ad Annalisa. Non lontano. A un tiro di schioppo. 

 Il colpo con il piede di porco Decisivo nella svolta dell’indagine il ritrovamento dell’arma del delitto, un piede di porco - lasciato poco lontano dal corpo senza vita della povera Annalisa - intriso di sangue e con tracce dei capelli che potrebbero appartenere alla vittima. La donna sarebbe stata seguita per qualche centinaio di metri, durante la sua passeggiata pomeridiana verso la costa. Quattro passi per distendersi, a metà tra sport e relax. L’infermiere l’avrebbe avvicinata fermando la sua auto poco prima. Un colpo violento con quel piede di porco lasciato poco lontano. 

L’autopsia giovedì In un primo momento la morte di Annalisa Giordanelli, sposata, due figli, professionista molto apprezzata in paese, era sembrata un incidente stradale. Un investimento pirata. Il cadavere era stato infatti trovato con la testa in giù tra l'asfalto e il marciapiede. La donna era da poco uscita di casa e aveva imboccato una strada che dal centro cittadino conduce giù, verso la marina. L’ipotesi dell'incidente stradale era stata avanzata perché sono state trovate tracce di pneumatici. Il medico legale ha, però, escluso che il trauma cranico che avrebbe causato la morte del medico fosse dovuto all'impatto con una macchina. Sulla testa di Annalisa Giordanelli sono state riscontrate lacerazioni molto profonde, causate da colpi di pietra o altro corpo contundente. L'autopsia in programma per giovedì mattina, dovrebbe chiarire altri dubbi sulla dinamica dell'omicidio. 

Una vita normale Annalisa Giordanelli era medico a Cetraro da parecchi anni. Padre medico, e anche lei dottoressa. Nessuna indiscrezione sul suo conto. Una vita normale, dedicata al lavoro e alla famiglia. 

LA STAMPA – ASTI

L’alcol test obbligatorio divide i docenti astigiani 

Molti protestano: “Costoso e già superato”. Ma c’è chi è d’accordo li insegnanti è obbligatorio l’alcol test che viene fatto a campione

elisa schiffo

Asti, 29/01/2016 - Ma quanto ci costa?». A scuotere il mondo della scuola torna lo spettro dell’alcol test per i professori con tutte le polemiche che si porta dietro. Non è una novità. Se ne era già all’inizio del 2012 quando la giunta Cota recepì l’accordo tra stato e regioni del 2006 sulle verifiche anti alcol deliberando di estendere i controlli anche ai professori (che erano stati inclusi tra le categorie interessate). Passaggio regionale obbligatorio per poter rendere «esecutivo» il test che però non decollò per la mancanza di soldi. Lo scorso ottobre, però, la giunta Chiamparino si è trovata a dover rifare una nuova delibera. E così ha fatto, rendendo le regole un po’ più tenui e i presidi sono stati costretti a obbedire. 

Prime verifiche E così anche nell’Astigiano la «macchina» in alcune scuole è già partita, come al liceo scientifico Vercelli e alla scuola media Brofferio dove i controlli sono già stati fatti: insegnanti sorteggiati a campione che si sono sottoposti alla “prova del palloncino” davanti al medico della scuola. 

I commenti «Sono piuttosto perplesso – dice Ugo Rapetti, dirigente scolastico dell’istituto Castigliano, oltre duecento docenti tra Asti e Castelnuovo Don Bosco – mi piacerebbe capire chi paga senza considerare il fatto che il test del “palloncino” ha grossi margini di errori e che quindi se emergesse un problema si renderebbe necessaria un ulteriore visita di conferma con ulteriori spese. E poi c’è la privacy con tutti i problemi che si porta dietro». Per Giorgio Marino, dirigente del liceo Monti: «Non solo costoso anche dal punto di vista gestionale ma anche già superato dai fatti – anticipa il dirigente scolastico - Pare ormai assodato che la categoria dei professori sia stata eliminata da quelle soggette ai controlli obbligatori, manca solo la formalizzazione ufficiale. E così ci troviamo nell’assurda situazione di dover obbedire ad una norma che non sarà più vigente». I docenti si dividono: «Sono trent’anni che insegno – dice Giovanni Bosco, prof di matematica allo scientifico – non ho mai visto un collega ubriaco. Così come è stato prospettato mi sembra poco rispettoso nei nostri confronti. E poi tolleranza zero significa che anche la caramella ai propoli in soluzione alcolica per curare il mal di gola diventa pericolosa». Per Stella Perrone, istituto Castigliano: «Sono convinta che la mia professione imponga sobrietà ad ampio raggio, anche perché rappresentiamo un esempio per gli allievi, oltre ad insegnare loro a combattere le dipendenze ». 

E le droghe? «All’Agraria è un controllo che esiste già, ci si deve sottoporre ogni volta che si fanno degustazioni – dice Daniele Piotti, docente di tecniche agrarie - E’ una sicurezza che andrebbe forse estesa anche alle droghe. Proprio per la trasparenza totale sarebbe da applicare anche a tutte le funzioni, parlamentari compresi». Non tutti la pensano nello stesso modo. «Se vale per gli impiegati non vedo perché i professori non debbano sottoporsi al controllo – dice Giuseppina Bogliolo che insegna matematica allo scientifico di Nizza – per me non c’è nessun problema». «Sono stata fra quelli sorteggiati per l’alcol test – dice Laura Tosetto, vicepreside della scuola media Martiri – non mi ha creato alcun disagio» 

ADNKRONOS

Il distributore di preservativi sicuro per le donne: si disattiva se sei ubriaco

In Inghilterra il progetto per difendere le donne dagli uomini 'ubriachi': ecco il distributore di preservativi intelligente (*) 

Di Fabiola Granier 

28 gennaio 2016 - Si chiama Johnny Be Good ed è il nuovissimo distributore di preservativi installato da pochissimo nel The Brass Monkey pub di Victoria che permette di erogare i condom solo a coloro che possono dimostrare di essere sobri. Come? Attraverso l’etilometro, che andrà a valutare il tasso alcolico di chi lo utilizzerà. Se sei ok, allora potrai prendere i tuoi preservativi. Altrimenti no.

Ecco il metodo sicuro e che protegge le donne dai malintenzionati. In Inghilterra la campagna lanciata da Johnny Be Good è quella di “non fare sesso se si è ubriachi”. Gli utenti dovranno soffiare nel dispositivo e chiunque sia sotto il limite legale di guida riceverà un preservativo gratuito. L’iniziativa è in fase di sperimentazione presso il Brass Monkey pub di Victoria, ma ha la possibilità di un lancio a livello nazionale.

Questa iniziativa si è sviluppata proprio dopo aver scoperto che un terzo delle persone avrebbe ammesso di non avere la confidenza necessaria per dormire con qualcuno per la prima volta completamente da sobri. Ha inoltre rilevato che il 73% dei single britannici pensa che l’alcol renda più facile e divertente un appuntamento con una donna.

Gli uomini, inoltre, sono meno propensi a fare sesso con una donna da sobri, preferendo bere qualcosina prima dell’approccio. Madeleine Mason, psicologa, ha dichiarato: “Quando si è agitati o in ansia prima di un appuntamento, l’impulso è quello di calmare il sistema nervoso con il consumo di alcol”.

(*) Nota: gli alcolici sono incompatibili con la maggior parte delle attività umane. La tecnologia permette di evidenziarlo anche nei suoi aspetti più intimi. Rimane però il problema di come una persona sotto effetto di alcolici possa recepire le indicazioni proposte. Il distributore di profilattici sarà pure intelligente, ma chi beve spesso non lo è. In assenza di una seria limitazione dell’offerta di alcolici, molte lodevoli iniziative rischiano di essere vanificate. 

CALCIOMERCATO

Abbiate pietà di Paul Gascoigne

di Fernando Pernambuco

Chissà cosa gli faranno dopo quella battuta da avanspettacolo nei confronti di un agente di polizia nero? Paul Gascoigne, circa due mesi fa, è stato messo sotto inchiesta dalla polizia inglese per aver detto che “la sala era troppo buia” e perciò non riusciva a vedere bene un poliziotto di colore. Immediata la denuncia per razzismo di cui, a breve, si attendono gli esiti giudiziari. Ora, per carità, la battuta non fa ridere, ma su Gazza sembra che si scateni in pieno quel misto di amore e odio che caratterizza una società ancora un po’ vittoriana e forse per questo infatuata dalla trasgressione, come quella inglese.

Non vorremmo che Gascoigne pagasse un ulteriore dazio al suo carattere che poi è diventato il suo destino. Un destino d’artista, come fu quello di Best e di Maradona, che lo ha fatto entrare nella leggenda dei sublimi eccessi del calcio. Vi ricordate quel dribbling stretto, su cui già danzava una pancia gonfia di birra? E quando, alle ripetute uscite da cliniche o ospedali, pronunciava le fatidiche parole: “No! Non finirò come George (Best)”? E le pozze di sangue in cui di solito lo trovano le cameriere di un albergo alla periferia di Newcastle o di Leeds?

Senza più un soldo, beatificato e condannato dai media, immortalato da un recente documentario, Paul è quel misto di genio e sregolatezza, di sentimento e brutalità, che pianse a dirotto dopo la semifinale persa ai rigori contro la Germania nel Campionato del Mondo 1990. E’ quell’ amico dei tifosi laziali che, nel ritiro dolomitico, nonostante il più ferreo divieto della società, tornava in macchina con loro e si divertiva a buttar fuori dal finestrino tutto quello che trovava. E’ quel bullo che il giorno dopo essere ritornato con sua moglie la riempie di botte.

Vorrebbe uscire dal labirinto turbinoso in cui è entrato fin da ragazzo, ma non ce la fa. Proprio come Best. E’ un artista dannato, di quelli che senza dannazione non sarebbero artisti. Come il pittore Francis Bacon, l’immenso poeta Dylan Thomas; come Ernest Hemingway, il più grande scrittore bevente. Tutti morti sul bicchiere in un turbinio d’immagini, parole, tristezze e slanci. Togliete loro l’alcool, l’eccesso e ne farete delle equilibrate sedazioni su due gambe. Sono uomini che ben presto hanno trovato intollerabile vivere con i propri fantasmi e hanno provato ad affogarli nell’alcool. Solo che l’alcool ha affogato loro.

Devastati e devastanti, in molti casi rappresentavano quell’ urlo vivente, nascosto e rattrappito nel profondo di ognuno, che potrebbe sempre uscire fuori: gli istinti che albergano negli abissi interiori. Quegli abissi spesso rappresentati dalla grande arte (e in questa ci mettiamo il calcio) con le parole, la musica, i segni, i dribbling. 

Campione dell’eccesso come Maradona, Gascoigne però non fa nulla per apparire diverso. Ovvero il redento che impartisce lezioni agli altri e pensa addirittura di candidarsi alla Presidenza della Fifa. Forse un Paul, ad alto tasso alcolico, come CT di una nazionale di calcio avrebbe fatto meglio di un Diego Armando normalizzato.

Una sola cosa non gli perdoniamo: aver bevuto 60 lattine di Redbull in un giorno. Nella patria del Single Malt e del Gin, non è bello andarsene così. Paradossalmente Gazza non può smettere di bere di colpo. Se lo facesse rischierebbe un collasso. Deve scendere, di bicchiere in bicchiere, lentamente. Ci sta che nelle penombre dei sobborghi inglesi non riesca, nel fatidico e doloroso dimezzamento dei bicchieri, a distinguere i colori dell’incarnato umano. Se davvero lo vogliono mettere in galera siano generosi: non si dimentichino il Gordon o il Laphroig. Pietà per l’uomo che beve.