Rassegna del 27 Gennaio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

TORINO. SCUOLA: ALCOL TEST PER I PROF, NUOVA PROTESTA

TORINO, 27 GEN 2016 - Nuova protesta degli insegnanti, a Torino, contro l’alcol test a scuola. A risollevare la questione, che due anni fa era stata portata all’attenzione delle cronache dai docenti del Regina Margherita, sono i professori del Convitto Umberto I, che parlano di “umiliazione” e di “attacco alla dignità dei docenti”.

La norma è prevista dal decreto legislativo 81 del 2008.

Ignorata da quasi tutte le regioni italiane, ha trovato invece applicazione – ricorda Repubblica – in Piemonte, dove la protesta degli insegnanti è tornata a farsi sentire in questi giorni. Del resto, come ricorda la presidente del Convitto Umberto I, “la legge e la legge”. “Siamo obbligati dalla legge nazionale”, ricorda anche l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, che annuncia: “nelle prossime settimane la Conferenza Stato-Regioni proporrà di escludere gli insegnanti dalle categorie per cui il test è obbligatorio”.

Una posizione, quest’ultima, sostenuta dall’assessore regionale all’Istruzione, Gianna Pentenero, che ha proposto di dirottare le risorse per gli alcol test alla manutenzione degli edifici scolastici. (*) 

(*) Nota: delle altre numerose categorie professionali a cui è vietato consumare alcolici durante il lavoro nessuna ha protestato per l’applicazione della legge. Solamente gli insegnanti. Ora qualcuno propone di esentarli dai controlli. La loro protesta meriterebbe invece ancora maggiore attenzione, discussione, e perché no, controlli. 

TORINOTODAY

Alcol-test per gli insegnanti torinesi, ecco il questionario che fa discutere

Ancora polemiche dopo la decisione di sottoporre ai controlli i professori degli istituti scolastici

Redazione

27 gennaio 2016 - Non smette di generare polemiche la decisione di sottoporre all’alcol-test gli insegnanti delle scuole torinesi. Tra gli istituti che hanno già avviato le operazioni c’è il convitto Umberto I di via Bligny, dove la preside Giulia Guglielmini ha incaricato il medico della scuola di procedere con i controlli a professori e lavoratori, scatenando le ire del Cub Scuola che ha parlato apertamente di “attacco alla dignità dei docenti”.

A far discutere è inoltre il test relativo al consumo di bevande alcoliche che ogni insegnante dovrà compilare per poi sottoporlo al medico. Qui l’equivoco, se vogliamo, nasce dal fatto che si tratta di un questionario autovalutatvo, per cui ottenere il massimo dei punti significherebbe riconoscere di essere un dipendente da alcol, con il rischio di andare incontro a una sospensione o, peggio ancora, al licenziamento. (*) 

Ma quali sono le domande del test AUDIT – acronimo di Alcohol Use Disorders Identification Test – a cui i professori delle scuole torinesi dovranno dare una risposta? Eccovi l’elenco:

1. Con quale frequenza consuma bevande contenenti alcol?

2. Nei giorni in cui beve, quante bevande alcoliche consuma in media?

3. Con quale frequenza le capita di consumare sei o più bevande in un’unica occasione?

4. Con quale frequenza, durante l’ultimo anno, si è accorto di non riuscire a smettere di bere una volta che aveva iniziato?

5. Con quale frequenza, durante l’ultimo anno, non è riuscito a fare ciò che normalmente ci si aspetta da lei a causa del bere?

6. Con quale frequenza, durante l’ultimo anno, ha avuto bisogno di bere di prima mattina per tirarsi su dopo una bevuta pesante?

7. Con quale frequenza, durante l’ultimo anno, ha avuto sensi di colpa o rimorso dopo aver bevuto?

8. Con quale frequenza, durante l’ultimo anno, non è riuscito a ricordare quello che era successo la sera precedente perché aveva bevuto?

9. Si è fatto male o ha fatto male a qualcuno come risultato del bere?

10. Un parente, un amico, un medico o altro operatore sanitario si sono occupati del suo bere o le hanno suggerito si smettere?

Ed ecco le valutazioni:

Con un punteggio da 0 a 8, il risultato è negativo.

Con un punteggio da 8 a 14, il paziente ha un consumo a rischio oppure ha o ha avuto problemi alcol-correlati – infortuni o forti bevute occasionali – ma, probabilmente, non si tratta di un paziente fisicamente alcol-dipendente.

Con un punteggio pari o maggiore di 16, il paziente ha problemi alcol correlati e/o si tratta di un soggetto alcol-dipendente.

(*) Nota: l’applicazione dell’AUDIT in tale contesto lascia in effetti un po’ perplessi. Tuttavia, a distanza di due anni da analoghe polemiche, gli insegnanti di questo Istituto protestano per l’applicazione della legge, meriterebbe che qualcuno offrisse loro una spiegazione della legge e del suo significato. 

Per chi volesse scrivere all’istituto l’indirizzo è il seguente: convittonazionale@cnuto.it. 

LEVANTENEWS

Tassa per ubriachi soccorsi: rinviata in commissione

26 gen 2016 - Dall’ufficio stampa del Consiglio regionale riceviamo e pubblichiamo la cronaca della seduta relativa ala tassa di trasporto in ambulanza a carico di chi viene soccorso se ubriaco o drogato

Su richiesta dello stesso proponente, il Consiglio regionale, con 16 voti a favore maggioranza di centrodestra) e 15 contrari (minoranza), ha rinviato in commissione la mozione presentata da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) in cui si impegna la giunta ad istituire una tassa sul trasporto in ambulanza a carico di chi viene soccorso perché ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti e a devolvere i proventi rispettivi ad un fondo a favore delle vittime della strada e/o ad altre iniziative legate alla prevenzione. Nel documento si rileva che sono in costante aumento ferimenti e decessi dovuti alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: «I volontari di Pubbliche Assistenze si trovano costantemente ad effettuare soccorsi in incidenti stradali causati dall’eccessivo consumo di sostanze alcoliche e stupefacenti – ha spiegato Piana – e l’addebito del costo relativo al trasferimento in ambulanza rappresenta un messaggio importante, con una forte connotazione educativa, soprattutto per i nostri giovani; questi ultimi devono prendere coscienza che il divertimento deve essere responsabile. Tanto più che il costo del trasporto in ambulanza rappresenta una spesa notevole per il Sistema Sanitario pubblico e le ambulanze, quando sono impegnate in un soccorso di questo genere, non sono disponibili per altri interventi». (*) 

Nel dibattito sono intervenuti Valter Ferrando (Pd), Francesco Battistini (Mov5Stelle), che hanno espresso parere contrario a nome dei rispettivi gruppi. Voto contrario hanno annunciato anche Sergio Rossetti (Pd) e Gianni Pastorino (Rete a sinistra), il quale ha chiesto a Piana di ritirare il documento. Piana, invece, ha proposto al Consiglio di rinviare la mozione nella commissione competente per effettuare alcuni approfondimenti. Angelo Vaccarezza (FI) si è dichiarato favorevole al rinvio in commissione.

(*) Nota: non credo una tassa sul soccorso a persone sotto effetto di alcolici o droghe abbia un effetto educativo. Può al contrario allontanare dalla sanità persone che invece andrebbero avvicinate. Col rischio di ritrovarsi dopo delle patologie ancora più gravi, e costose, da curare. Sarebbe utile invece organizzare una continuità terapeutica affinchè le persone che si presentino al pronto soccorso sia offerta la possibilità di accedere a trattamenti adeguati. 

LA STAMPA

Schianto mortale a Casa Coppi, c’è un indagato per ubriachezza

Dopo un sorpasso vietato si era scontrato con una “Punto”: due vittime

MASSIMO COPPERO

ASTI 27/01/2016 - Un sorpasso azzardato da parte di uno dei conducenti probabilmente ubriaco. Le indagini della polizia municipale sul tragico schianto fra due auto domenica notte a Casa Coppi, sulla provinciale tra Asti e Portacomaro Stazione, nel quale hanno perso la vita Roberto Borrino, 38 anni, informatico astigiano e Alessandra Stona, 20, giovane cuoca portacomarese, stanno portando ad ipotizzare una gravissima imprudenza da parte del conducente di una delle vetture, una vecchia «Palio» a bordo della quale viaggiava la ragazza. 

Il super testimone A fare chiarezza sulla dinamica sono state le dichiarazioni di un testimone oculare, un falegname di 41 anni di Tigliole, e le immagini di una telecamera di sorveglianza di un’abitazione vicina al luogo dell’incidente. Il falegname era alla guida della sua Toyota, diretto da Asti verso il Moncalvese. E’ stato sorpassato dalla «Palio», in un tratto nel quale è tracciata la linea continua e sono quindi vietati i superamenti. 

Poco dopo il violentissimo schianto frontale con una Punto proveniente da Moncalvo, alla guida della quale c’era Borrino. Alcune fasi del sorpasso sono state filmate dall’impianto di videosorveglianza di un’abitazione: il file è già agli atti dell’inchiesta. Il falegname è riuscito a frenare ed è rimasto illeso. Ha cercato di prestare i primi soccorsi alle quattro persone a bordo delle due auto, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco e delle ambulanze del 118. Per Roberto e Alessandra c’è stato nulla da fare. 

L’autista è grave Stando ai primi e ancora sommari accertamenti della polizia municipale, al volante della «Palio» c’era un ucraino di 47 anni che abita a Tonco: sulla sua vettura erano trasportati il nipote di 23 anni e la ragazza portacomarese, fidanzata del giovane. L’uomo ha riportato lesioni molto gravi: lunedì è stato sottoposto ad un’operazione di chirurgia maxillo-facciale all’ospedale Massaja e i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. Gravissime le condizioni del nipote, al quale è stato necessario asportare la milza: è ancora in pericolo di vita. Il presunto conducente in ospedale è stato sottoposto all’alcoltest: le prime analisi hanno fatto registrare un tasso superiore di circa tre volte al consentito per mettersi alla guida. Ora è indagato per duplice omicidio colposo, con gravi violazioni del codice della strada, e guida in stato di ebbrezza. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Delia Boschetto. 

SARDEGNA OGGI

Cagliari, ubriaco al volante investe 17enne. È grave

Gravissimo incidente stradale nella notte a Cagliari. Un uomo di 74 anni, alla guida di una Ford, ha investito un 17enne mentre attraversava le strisce pedonali in viale Poetto. Il conducente era ubriaco.

CAGLIARI mercoledì, 27 gennaio 2016 - L'incidente è avvenuto intorno alle nove di sera. Z. A, 74enne cagliaritano, percorreva il viale Poetto diretto verso viale Diaz alla guida di una Ford Bmax. Una volta giunto all'altezza della caserma Monfenera ha investito un pedone, un ragazzo di 17 anni di Quartu, che attraversava sulle strisce pedonali. L'urto è stato violento, il ragazzo è stato scaraventato a circa 10 metri di distanza.

Sul posto è intervenuta la polizia municipale per eseguire i rilievi e un'ambulanza del 118. Il giovane è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Brotzu dove si trova ricoverato in prognosi riservata. Il conducente dell'auto invece è stato sottoposto all'alcoltest con il quale è stato riscontrato un tasso alcolemico 4 volte oltre il limite consentito. La sua patente è stata ritirata.

IL MATTINO DI PADOVA 

Esce dalla finestra e si rompe una caviglia

Probabilmente già alticcia di prima mattina, quando la figlia le ha impedito di uscire dalla porta di casa per andare a comperare dell’altro alcol, una sesantenne moldava di Tencarola è...

SELVAZZANO. Probabilmente già alticcia di prima mattina, quando la figlia le ha impedito di uscire dalla porta di casa per andare a comperare dell’altro alcol, una sessantenne moldava di Tencarola è uscita dalla finestra: ma è

caduta rompendosi una caviglia. Si è calata dal terrazzo della sua abitazione posta al primo piano, convinta di atterrare in piedi, invece nell’impatto col suolo, ha appoggiato male il piede e se l’è spezzato. Sul posto i carabinieri di Sarmeola, per verificare quanto accaduto. (cri.s.)

LACUCIANITALIANA

Emicrania: il ruolo dell'alcol

Mal di testa, cibi amici e cibi nemici

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L’emicrania si cura anche a tavola: alcuni alimenti, dalle patate allo zenzero, possono aiutare a sconfiggerla. Altri invece, come salumi e formaggi, ne rendono i sintomi più fastidiosi

Il mal di testa può essere un fastidioso compagno di viaggio che si alza con noi al mattino e non ci abbandona fino al termine della giornata. Ne esistono diverse tipologie, causate da svariati fattori, tra cui lo stress, la carenza di sonno o l’affaticamento della vista. Anche l’alimentazione però può giocare un ruolo importante: alcuni cibi contengono sostanze in grado di scatenarlo (in questo caso si tratta di emicrania, dolore pulsante e localizzato in una parte del capo), altri possono invece alleviare il dolore.

I cibi da evitare Premettendo che ognuno di noi è sensibile in modo diverso all’influenza dell’alimentazione sul mal di testa, ci sono diversi alimenti e sostanze da cui chiunque dovrebbe stare alla larga per schivare le cefalee.

In primis l’alcol, che accelera il flusso sanguigno e rilascia tossine dannose: un mal di testa prolungato è non a caso il ricordo più frequente di una serata ad alta gradazione alcolica.

Ma ad aumentare la pressione contribuiscono anche tiramina e feniletilamina: non bisogna quindi esagerare con formaggi stagionati, yogurt e insaccati. I salumi e le carni rosse, inoltre, sono fonte di nitrati, conservanti in grado di stimolare il mal di testa. Un po’ a sorpresa, attenzione anche al cioccolato: il cacao è un concentrato di istamina, che ha più o meno lo stesso effetto.

Da prendere a piccole dosi il glutammato monosodico: una sostanza che abbonda nei dadi da cucina, nella salsa di soia (diffusissima nella cucina orientale) e nei formaggi.

Al netto delle cefalee improvvise causate dall’ingestione di alimenti freddi (meglio bere acqua a temperatura ambiente e mangiare il gelato lentamente), un buon consiglio legato all’alimentazione è quello di non saltare mai la colazione né restare a digiuno a lungo: spesso è la mancanza di glucosio nel sangue a provocare il dolore.

Gli alleati contro il mal di testa Al contrario, mangiare determinati alimenti può aiutare a combattere i sintomi del mal di testa. Si parte dalle patate (meglio se mangiate con la buccia): i carboidrati complessi in genere favoriscono il relax dei nervi rilasciando serotonina ed energia a lunga gittata, mentre il potassio è ottimo per i vasi sanguigni. Così come il magnesio, che insieme alla salicina rende le mandorle uno dei migliori rimedi naturali alla cefalea. Agiscono contro il dolore anche il peperoncino, grazie alla capsaicina, le banane, gli spinaci e i semi di lino e sesamo. Ma il vero toccasana in questi frangenti è lo zenzero, spezia utilizzata fin dai tempi antichi come analgesico: una tisana o una caramella possono avere gli stessi effetti dei medicinali tradizionali.

È importante anche bere molto: un litro e mezzo d’acqua al giorno, associata al consumo di frutta e verdura fresche, tiene lontana la disidratazione, una delle principali cause del mal di testa.

Caffè, ma non troppo Il Caffè, invece, è un’arma a doppio taglio, perché può rientrare in entrambe le categorie: la caffeina è infatti un pronto rimedio capace di diminuire il dolore provocato dal mal di testa, ma al tempo stesso, se assunta in grandi quantità, provoca dipendenza. Bere più di tre caffè al giorno può dunque sortire l’effetto opposto e provocare dolorose emicranie da astinenza quando si salta l’appuntamento con l’espresso.

Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it