Rassegna del 26 gennaio 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 VITA del 22 gennaio 

Marco Orsega nuovo presidente nazionale di Aicat

Sabato 23 gennaio, a Firenze, l'insediamento e il primo consiglio dell'associazione italiana club alcologici territoriali. Orsega succede a Nello Baselice di Salerno

Si insedia domani a Firenze il nuovo presidente nazionale di Aicat (Associazione italiana club alcologici territoriali) Marco Orsega che, dopo otto anni succede a Nello Baselice di Salerno. Nominato anche il nuovo vicepresidente Manfredo Bianchi, toscano, membro del direttivo della delegazione Cesvot di Livorno.

L’insediamento sabato 23 gennaio nel corso del 1° consiglio direttivo nazionale della nuova presidenza che si terrà nella sede di Cesvot in via Ricasoli a Firenze. Nel capoluogo toscano sarà aperto un ufficio operativo Aicat e nell’attesa che questo venga messo a regime l’Arcat Toscana e la presidenza di PierFranco Severi faranno da transizione.

«Sono felice di poter dare il mio contributo e orgoglioso di questa nomina» ha dichiarato Orsega. «Mi aspetto e auspico di trovare assieme al direttivo nuove risposte alle problematiche dei comportamenti a rischio e di poter avviare un percorso di lavoro in grado di sostenere concretamente chi ha bisogno. Credo che sia necessaria la collaborazione e la cooperazione di tutti i soggetti sociali per costruire una comunità più sobria, solidale e competente».

 BERGAMONEWS

Ubriaco e in contromano uccise 4 giovani: il video choc della Polizia 

In un video la terribile sequenza dell'incidente dell'agosto 2011 in cui morirono 4 giovani francesi: un ubriaco percorse in contromano la A26 e, dopo essere stato evitato da parecchie vetture, si schiantò provocando quattro morti.

Un video impressionante che ripercorre passo passo i terribili attimi dell’incidente mortale avvenuto sulla A26 nell’agosto del 2011, quando persero la vita quattro giovani ragazzi francesi tra i 21 e i 26 anni: lo ha condiviso sul proprio profilo Facebook “Agente Lisa” la Polizia di Stato per sensibilizzare gli automobilisti sul tema della guida in stato di ebbrezza.

Una sequenza ricostruita al computer, tra immagini reali e chiamate scioccanti al 113: “Spero che questo video faccia il giro di più bacheche possibili – scrive l’Agente Lisa – Perchè se c’è ancora in giro qualcuno che pensa di bere alcolici e poi guidare, è meglio che guardi i danni che provoca la guida in stato di ebbrezza”. 

Video simili vengono utilizzati spesso in Europa perchè considerati d’impatto sul pubblico e capaci di arrivare al cuore del problema in modo diretto e più efficace rispetto a semplici campagne pubblicitarie: “Vi avverto – continua la Polizia – il video contiene immagini forti e noi in Italia non siamo abituati a vederle e diffonderle se non quando è proprio necessario e sempre a scopi educativi. E ora a mio avviso è necessario per l’educazione stradale”.

La ricostruzione, effettuata dalla Polizia stradale di Vicenza attraverso un programma ideato da un poliziotto, mostra i fatti di quella notte quando un veicolo guidato da un conducente ubriaco, dopo aver seminato il panico in autostrada, andò a schiantarsi contro altri due mentre procedeva contromano sulla A26 all’altezza di Ovada, in provincia di Alessandria.

L’uomo, un imprenditore albanese che rimase leggermente ferito nell’incidente, è stato condannato pochi giorni fa in appello a 18 anni e quattro mesi di reclusione per omicidio volontario: in un primo momento aveva negato di aver guidato contromano ma testimonianze, rilievi, riprese delle telecamere di sorveglianza dei tratti autostradali attraversati a folle velocità lo inchiodarono.

La sua corsa avrebbe potuto interrompersi in qualsiasi momento contro uno dei tanti veicoli, auto e tir, incrociati sul percorso: si andò a schiantare contro un’auto sulla quale viaggiavano i giovani francesi, tutti morti.

“In questi giorni sui giornali troverete le vicende processuali con la sentenza e le disquisizioni giuridiche sul tipo di reato – aggiunge l’Agente Lisa su Facebook – Non è questo però l’aspetto che voglio rimarcare con il post perchè la giustizia seguirà il suo corso con tutti i gradi di giudizio. Qui vorrei solo far riflettere che una frase tipo ‘che rottura ‘sti poliziotti che fanno tutte queste storie per un paio di bicchieri’ non è più giustificabile. Dobbiamo realizzare che possiamo diventare tutti carnefici o vittime”.

IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=V-h1fHRYPMc 

 IO DONNA

Alcol e giovani: quanto conta la tv?

I mezzi di comunicazione (social network compresi) rafforzano i modelli di consumo

Anche nell’era degli smartphone e di internet è ancora così importante la televisione nell’influenzare i comportamenti in tema di alcol? Sì, secondo un team di ricercatori americani che hanno pubblicato una analisi sul numero di gennaio del Journal of Studies on Alcohol and Drugs. Negli Stati Uniti, i produttori di alcolici seguono un sistema di auto-regolamentazione per limitare le pubblicità sui media o i programmi seguiti da minori. Un sistema però giudicato insufficiente dagli autori della ricerca, che sottolineano come dal 2005 al 2012 i bambini siano stati esposti 15 milioni di volte a spot che sfuggono alle linee-guida. E raccomandano perciò la creazione di “no buy list”, ovvero liste di programmi tv che i produttori dovrebbero evitare, con particolare attenzione alle fasce orarie mirate ai giovani e ai programmi via cavo a basso costo.

GLI EFFETTI – Non sarà la soluzione al problema del consumo precoce di alcolici, ma è un passo importante secondo i ricercatori, perché “le immagini della pubblicità contribuiscono a impostare le aspettative dei bambini sull’alcol, possono creare una predisposizione positiva verso il bere, spingere a iniziare o a bere troppo”. Secondo diverse analisi, in effetti, l’esposizione a messaggi positivi sull’alcol ha la potentissima funzione di normalizzare il consumo di bevande alcoliche agli occhi di bambini e ragazzi, che familiarizzano con il gesto, imparano a riconoscere i brand e vi si affezionano. Una paziente analisi sulle ore di programmazione tv in Italia, condotta nel 2001 dall’Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss, parlava di un “atto-alcol” ogni 13 minuti, “una frequenza praticamente doppia rispetto a quella registrata per gli atti-fumo e pari a 1 ogni 26 minuti – 6 all’ora”. Nella maggior parte dei casi il bicchiere era associato a momenti di convivialità e all’idea di successo.

LIMITI – In Italia la pubblicità radiotelevisiva di alcolici è vietata nei programmi rivolti ai minori e nei 15 minuti che li seguono e li precedono, non può “rivolgersi espressamente ai minori né “incoraggiare il consumo smodato di bevande alcoliche”. Non può attribuire all’alcol “efficacia o indicazioni terapeutiche che non siano espressamente riconosciute dal Ministero della sanità” o rappresentare minori che bevono alcol o presentare in modo positivo l’assunzione di bevande alcoliche.

SOCIAL NETWORK E NON SOLO – Ma l’industria pubblicitaria da tempo ha imparato a occupare i nuovi spazi, social network compresi. Nonostante i vari sistemi di filtro basati sull’età, ricerche recenti hanno evidenziato una notevole permeabilità ai messaggi delle aziende produttrici di alcolici dei profili Twitter e Instagram riconducibili a utenti anche molto giovani. L’advertising, comunque, raggiunge alte proporzioni di ragazzi senza bisogno di spot tradizionali: tutta l’industria dello spettacolo, della musica, dello sport e, più in generale, del divertimento è territorio di caccia per fidelizzare nuovi consumatori.

Donatella Barus

Fondazione Umberto Veronesi

 LA STAMPA

La figlia del pensionato ucciso da un ubriaco a Genova: “Se esce di galera lo ammazzo io” 

Lo sfogo della 33enne Sara Buttaro: «Non si può morire così». 

L’investitore in lacrime accompagnato in carcere: «Non volevo fare male a nessuno, chiedo scusa a tutti»

marco grasso, marco menduni

«Se dovesse capitare, come spesso purtroppo accade, e quell’uomo dovesse uscire, lo uccido. Fino a quando avrò fiato e forza mi batterò per far sì che quell’assassino non esca più di galera». È lo sfogo di Sara Buttaro, 33 anni, figlia di Giuseppe, l’ex finanziere travolto e ucciso ieri mattina da un’auto guidata da un uomo di origine ecuadoria ubriaco e drogato. «Quell’essere - scrive Sara su Facebook - pensando di essere Dio lo ha strappato a tutti noi. Chiedo sempre a papà di darci la forza per sopportare tutto questo. Non si può morire così. Ti amo papà, tantissimo». 

CACCIA A DUE UOMINI 

Ieri mattina Giuseppe Buttaro aveva la testa sul pranzetto che avrebbe cucinato alla figlia e ai nipotini una volta arrivato a casa loro. Gliel’aveva promesso. Aspettava l’autobus alla fermata a Certosa, rione della Valpolcevera. Lì converge via Fillak, una strada tutta dritta e lunga più di un chilometro che, alle 11 del mattino di domenica, è sgombera. Irresistibile tentazione di premere sull’acceleratore, soprattutto se in corpo ci sono alcol e cocaina e tutto lo sballo di una notte di fiesta. Jorge Wilson Cevallos Valverde è un operaio ecuadoriano di 35 anni ed è al volante. Quando la volata finisce, l’auto perde aderenza, sbanda, si schianta sulla fermata del bus. Altre due persone in attesa fanno un gran salto e la evitano. Buttaro, un finanziere di 58 anni in pensione, originario di Gaeta e abitante ad Albisola Superiore, viene centrato in pieno e non ha scampo. Sull’auto investitrice ci sono altre quattro persone: aprono le portiere e scappano, la polizia li sta cercando. Il sudamericano alla guida rimane lì, intontito dalla droga e dall’alcol: un tasso alcolemico di 1,90 quando il massimo consentito è 0,50. Viene fermato, l’accusa è omicidio colposo e guida in stato di alterazione.

L’UOMO ARRESTATO IN LACRIME 

Valverde Cevallos, dopo essere stato medicato al Villa Scassi per lievi ferite, passa praticamente tutto il giorno negli uffici della sezione infortunistica di piazza Ortiz. Solo alle 21.30 viene accompagnato in carcere a Marassi. Piange e chiede scusa per quello che ha combinato: «Non volevo, non volevo fare una cosa del genere chiedo scusa a tutti», non smette di ripetere negli uffici della polizia municipale dove vengono terminati gli atti . Nelle prossime ore comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida dell’arresto. 

 REPUBBLICA.IT

Roma, flop sicurezza. Rintracciato dopo 15 ore l'uomo che ha seminato il panico alla stazione Termini

Dalla metro Jonio ad Anagni con un fucile giocattolo e senza mai essere fermato

E' stato rintracciato dai carabinieri dopo 15 ore di caccia all'uomo, la persona che ieri, con un fucile giocattolo, ha seminato il panico alla stazione Termini di Roma. Sessantasei minuti di paura con un italiano che dalla stazione della metro B1 di Jonio è arrivato ad Anagni — dove non è stato fermato — attraversando indisturbato otto fermate di metropolitane e, soprattutto, Termini con un fucile in bella vista.

Si tratta di un pizzaiolo di 44 anni, residente a Roma, separato, che ogni settimana si reca ad Anagni per incontrare il figlio al quale aveva comprato il fucile giocattolo. L'uomo è stato identificato e sarà ascoltato dai carabinieri.

Ma ieri, per il sistema della sicurezza, c'è stato il materializzarsi della paura più temuta: la possibilità del terrorista solitario. Rintracciato solo dopo 15 ore. La prima segnalazione al 112 è di una donna, alle 19.42: «Sono a Termini. C’è un uomo armato in metropolitana, l’ho visto dalla fermata Bologna». La donna fornisce anche la descrizione di quel potenziale terrorista: cappellino bianco, scarpe a punta, giubbotto celeste, fucile che spunta dalla giacca. Cinque minuti dopo, alle 19.47, dalla sala operativa della questura vengono spedite 14 volanti a Termini. La stazione viene “cintata”, è questo il termine tecnico degli operatori della sicurezza, i binari bloccati da 70 agenti, e da Doppia Vela, il nome in codice della polizia in radio, arriva anche la suddivisione dei compiti tra gli equipaggi delle volanti. La Polfer intanto scandaglia le immagini delle telecamere e individua le immagini giuste dell’uomo che intanto sta facendo tremare i passeggeri di Termini. Sui social network c’è chi twitta le immagini dei treni bloccati.

Ma intanto lui, il ricercato numero uno della città, cosa fa? Non si accorge di nulla: scende dalla metropolitana a Termini, attraversa tutta la stazione con il fucile giocattolo per il figlio, e sale su un treno, probabilmente delle ferrovie laziali. Si siede nel convoglio, accanto c’è un carabiniere in divisa ma libero dal servizio: il militare ignora quanto sta accadendo a Termini. Il maresciallo vede il fucile dell’uomo che appare instabile e odora di vino. «È per mio figlio, un regalo di Carnevale» (*), dice l’uomo mostrando lo scontrino e anche il biglietto neppure vidimato con destinazione Anagni. Il maresciallo scende, l’uomo non viene mai fermato, viene visto salire a bordo di un pullman per Fiuggi e il militare soltanto a casa guardando la televisione capisce chi aveva accanto, e dà l’allarme. 

 Alle 20.48 Doppia Vela segnala il cessato allarme: «Si torna al pattugliamento ordinario». Ma solo oggi l'uomo è stato identificato.

 (*) Nota: che si costruiscano armi giocattolo, da secoli, che si regalino ai bambini mitragliatori giocattolo per Carnevale, rivela la precisa volontà di educare i piccoli a una cultura di guerra, violenza, combattimento.

Viene considerato normale.

 IL GAZZETTINO

Provoca tamponamento a catena, era ubriaco: tasso 4 volte il limite

di Vittorino Bernardi

PIOVENE ROCCHETTE – Inaugurata sabato, la sede staccata di Piovene della polizia locale Alto Vicentino di Schio ieri sera, domenica 24 gennaio, ha rilevato il primo serio incidente stradale con tre auto coinvolte, fortunatamente con feriti lievi. Protagonista un ubriaco al volante, un 50enne italiano di Cogollo del Cengio, che alle 17.40 alla guida di una Fiat Punto nella centrale via Rossi una volta giunto in prossimità della curva all'intersezione per Velo d'Astico ha urtato lateralmente una Seat Leon ferma in strada per svoltare a sinistra. Per il violento impatto la Fiat Punto ha invaso la corsia opposta per urtare contro una Ford Focus che stava sopraggiungendo. Anche il secondo impatto è stato forte, con intervento dei sanitari del Suem di Santorso che hanno medicato gli occupanti delle auto coinvolte.

 Per i rilievi sono intervenuti gli agenti della polizia locale di via Laguna che nel 50enne di Cogollo hanno riscontrato con l’alcoltest un tasso di 2.13 grammi/litro, oltre il quadruplo del consentito di 0,50. L’uomo è stato così è stato differito alla Procura della Repubblica di Vicenza per il reato di guida in stato d'ebbrezza alcolica con il conseguente ritiro della patente di guida e la confisca del mezzo. A suo carico sono state elevate sanzioni amministrative per un migliaio di euro.

 GAZZETTA DI MANTOVA

Preso a botte in strada da tre ragazzi 

Aggredito per una manovra in auto. 

I giovani lo picchiano con violenza sulla testa e prendono a calci la vettura 

di Giancarlo Oliani

MANTOVA. Non gradiscono il suo modo di guidare e lo insultano pesantemente. Lui ferma l’auto. Scende e li affronta chiedendo spiegazioni del loro comportamento. Per tutta risposta viene aggredito e picchiato.

È successo domenica sera in via Bligny, nel quartiere di Valletta Paiolo. Un episodio di violenza assurda, dettato ancora una volta dallo smodato abuso di alcol. Una pattuglia della Volante è intervenuta sul posto, ma al suo arrivo degli assalitori nessuna traccia.

Sono circa le venti di domenica quando un 69enne, dopo aver percorso via Brigata Mantova, s’infila in via Bligny, dove incrocia tre ragazzi in bicicletta. E lì qualcosa accade. Forse una manovra improvvisa dell’uomo spaventa i giovani. Coperto da insulti si ferma e scende dalla vettura. Nasce una discussione che sfocia in una violenta aggressione. Uno dei tre giovani colpisce il 69enne con un pugno in testa. L’uomo è stordito.

Ne approfitta un secondo giovane che comincia a prendere a calci l’auto del malcapitato, danneggiando la portiera. Sfogata la loro rabbia i tre giovinastri fuggono facendo perdere le loro tracce.

La vittima dell’aggressione chiama la Polizia che invia sul posto una Volante. Agli agenti l’uomo spiega nel dettaglio l’accaduto e fornisce una descrizione sufficientemente dettagliata dei tre aggressori che hanno un’età compresa tra i venti e i venticinque anni.

È sicuramente gente del luogo che la Polizia non tarderà ad individuare.

A tutt’oggi però non è ancora stata presentata alcuna denuncia. Che appare comunque inevitabile per ottenere un risarcimento del danno sia materiale che fisico. Non è nemmeno certo che il ferito sia ricorso alle cure del pronto soccorso di Mantova.

 105.NET

Jennifer Lopez: “L’alcol è uno spreco di denaro” 

La cantante americana odia così tanto il sapore dell’alcol da considerare sprecati i soldi spesi per comprarlo

Jennifer Lopez: “L’alcol è uno spreco di denaro”. La cantante di “Booty” è sempre in bella vista impegnata come è tra la nuova serie e la sua residency di Las Vegas ma se c’è una cosa che non farebbe mai, quella è bere alcol. (*) Ha spiegato al quotidiano The Indipendet: “Non bevo, non mi piace il sapore. Per me è uno spreco di denaro, così come le droghe”. Oltre al fatto che non le piacciono determinate cose, la cantante 46enne cerca sempre di essere un modello per i suoi figli oltre che per se stessa. Ha spiegato: “Mia madre mi diceva che potevo fare qualsiasi cosa, anche il presidente degli Stati Uniti, ma dovevo essere sempre attenta”.

Esibirsi. Parlando della sua residency al Planet Hollywood Hotel di Las Vegas, che conta anche molti ospiti speciali come Justin Bieber e Kelly Osbourne, la cantante americana ha fatto spiegato: “Non sono una vocalist di talento come altre persone, ma so comunicare. E’ un’esperienza intima e bisogna essere bravi ad esibirsi. Non tutti lo sanno fare”.

 (*) Nota: è sempre utile ricordare che l’alcol non lo beve nessuno. La gente lo assume per il tramite di vino, birra e altri alcolici.

 ALTOVICENTINONLINE

Arsiero. Guida ubriaco in pieno pomeriggio. Denunciato 68enne

68 anni ed una vita irreprensibile, ma venerdì, in pieno pomeriggio, guidava dopo aver alzato il gomito. Un cittadino di Arsiero è stato denunciato dalla Polizia Locale del distaccamento di Piovene Rocchette, dopo essere stato fermato a bordo della propria Fiat Panda. Secondo quanto riferito dagli stessi agenti, l’anziano è stato fermato in via Cartiera di Mezzo e quando ha aperto la portiera dell’utilitaria, il suo alito non ha lasciato dubbi.

La conferma è arrivata dal test etilometrico che ha riscontrato un tasso pari a 1,61 g/l. Per questo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Vicenza per guida in stato d’ebbrezza alcolica con il conseguente ritiro della patente di guida e la confisca del mezzo.

N.B.

 GAZZETTA DELLA SPEZIA

Al volante con un tasso alcolico da coma etilico e recidivo: guidava con un permesso provvisorio

Nella giornata di ieri gli uomini della Polizia di Stato in servizio di pattugliamento del territorio hanno denunciato un cittadino italiano per guida in stato di ebbrezza.

Il controllo è scaturito da una segnalazione al 113 da parte di un cittadino che si era accorto della guida scomposta e pericolosa dell'uomo. La volante della Polizia di Stato ha raggiunto l'auto segnalata in viale Italia, poco distante dal luogo in cui era stato visto, e ha sottoposto il guidatore all'alcool test.

Il risultato dell'etilometro è stato un dato al limite del coma etilico: 3,42 g.l. alla prima prova e 3,68 g.l. alla seconda, effettuata pochi minuti dopo.

Tali valori, che superano abbondantemente la soglia massima consentita di 0,5 g.l, hanno fatto scattare la denuncia penale a carico del guidatore e il fermo amministrativo del mezzo. Il trasgressore, tra l'altro, non è nuovo a questo genere di provvedimenti, visto che gli era stata sospesa la patente pochi mesi fa e circolava grazie ad un permesso provvisorio di guida. (*)

 (*) Nota; sarebbe importante sapere a quele percorso verrà avviata questa persona, per risolvere i suoi problemi con il bere e tutelare la comunità dai pericoli che potrebbe creare ancora in futuro.

 L’ADIGE

Ubriaco minaccia la madre e attacca i carabinieri

È stata la madre a chiamare i carabinieri, disperata: il figlio quarantenne è rientrato a casa ubriaco, domenica pomeriggio, e si è messo a rompere tutto, minacciando la donna di morte. Poi se ne è andato.

Si è ripresentato alle 3 di notte. Una pattuglia del radiomobile è subito accorsa sul posto, in un sobborgo della città.

L'uomo, ancora sotto l'effetto dei fumi dell'alcol, anziché prestare ascolto ai carabinieri che lo invitavano a calmarsi, ha inveito e si è scagliato contro loro. È scattato l'arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Domani mattina si terrà la direttissima in tribunale a Trento.

 LIGURIAOGGI.IT

Genova, donna cacciata da un locale perché ubriaca, sfonda la saracinesca con l’auto

Genova – Alza il gomito un po’ troppo, il titolare del locale la allontana ma non immagina quanto sta per accadere: la donna, allontanata dal fast food, sale in macchina e si lancia contro la saracinesca dell’ingresso del negozio.

Questo è quanto avvenuto a Genova, nei pressi della stazione di Principe poco prima dell’alba. Il proprietario del locale, rimasto bloccato all’interno con la serranda distrutta, ha atteso l’arrivo dei Vigili del Fuoco per poter uscire. La donna è stata rintracciata pochi minuti dopo dalla Polizia ed è stata denunciata per guida in stato di ebrezza e danneggiamento aggravato. Le è stata ritirata la patente ed ha subito il sequestro del mezzo.