Rassegna del 25 Gennaio 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 LA PROVINCIA DI VARESE

«Schiacciato e ferito per fermare un’ubriaca. La mia vita è cambiata»

L’agente di polizia Antonio Reiner è stato premiato ieri, 24 gennaio, durante la festa dei vigili. «A un anno di distanza ho quattro punti di invalidità e non esco più sulla strada»

VARESE - «Sono contento di tutto ciò che ho fatto in divisa, ma dopo l’incidente la mia vita non è stata più la stessa». Così Antonio Reiner, uno degli agenti di polizia locale premiati con un encomio solenne ieri, durante la festa dei vigili che si è svolta a Bregazzana (nella chiesa di San Sebastiano per la messa celebrata dal vescovo Franco Agnesi, poi all’agriturismo i Mirtilli).

Tasso alcolemico alle stelle 

Reiner – già insignito del titolo di «poliziotto coraggioso» e soprannominato bonariamente «mamma» nel Comando per la propensione a dare consigli ai più giovani – il 10 gennaio 2015 è riuscito a fermare una donna tedesca di 59 anni con un indice alcolemico sette volte superiore alla norma. Quella donna, al limite del coma etilico, guidando avrebbe potuto causare gravi incidenti. Ma l’azione è costata cara: Reiner è stato agganciato da un auto ed è rimasto imprigionato tra questa vettura e un pullman, riportando lesioni gravi agli arti inferiori. 

«Non è stata una bella esperienza – è il racconto del vigile – Io e un collega ci trovavamo in piazza Monte Grappa e, intorno alle 17, ci siamo accorti di un’auto che procedeva zigzagando. L’abbiamo raggiunta e fermata in via Veratti. Ho tentato di parlare con la signora che guidava, ma questa non diceva nulla. In attesa dell’alcol test, sono riuscito a tirare il freno a mano. Cercavo le chiavi dell’auto (una Yaris con cambio automatico) per toglierle dal cruscotto, quando la donna ha schiacciato l’acceleratore». «L’auto mi è passata sopra al piede destro, per non rimanere arrotato con la spalla mi sono dovuto aggrappare al tetto – continua l’agente - Nel mentre arrivava un pullman di linea che, passandomi affianco, ha finito con lo schiacciarmi contro la vettura. Io ero bloccato tra la portiera e l’auto». Sostanziale l’aiuto di due colleghi. 

«Non sentivo più le gambe» 

«Andrea Mantovani si è prodigato in mille modi per darmi una mano in attesa dell’ambulanza. Marco Monticelli, non appena ha sentito alla radio “mamma help via Veratti”, è corso in mio aiuto. Ma io dicevo loro: «Ragazzi non pensate a me. Andate avanti con quello che dovete fare». La realtà, però, era che non mi sentivo più le gambe». «Oggi, a un anno di distanza, ho quattro punti di invalidità, non esco più sulla strada e sono stato spostato nell’ufficio logistica del Comando – conclude l’uomo - Il mio comandante mi è stato vicino e così i miei colleghi, ma la mia vita non è più la stessa. Prima facevo arti marziali. Oggi, finite le ore di lavoro, devo sdraiarmi sul letto per i dolori alla schiena e alla gamba». 

I writers e l’incidente 

Il comandante Emiliano Bezzon e l’assessore alla polizia locale Carlo Piatti hanno dato un encomio anche gli agenti che si sono occupati dell’inchiesta sui writer (i cui nomi devono rimanere nascosti) e alla squadra che è intervenuta in viale Belforte per trovare l’automobilista fuggito dopo aver investito un motociclista. 

I nomi degli agenti in azione in viale Belforte sono: Salvatore Zavaglia, Massimiliano Mozzanica, Sebastiano Piscitello, Antonello Santopolo , Patrizia Lussana, Vincenzo Campisi, Alessandro Conte, Michele Prioni e Paolo Broggini. 

«Ringrazio i miei agenti che mi hanno fatto passare quasi 5 anni di assessorato in maniera molto leggera. Era un assessorato difficoltoso, ma grazie alla vostra voglia di aiutare la cittadinanza, sono stati anni splendidi, che spero si ripeteranno» è il saluto di Piatti.

 IL SECOLO XIX

Ubriaco e drogato uccide pensionato sul marciapiede

Genova - Ucciso da una macchina mentre passeggiava su un marciapiede. È accaduto questa mattina in via Canepari, a Certosa, in Valpolcevera. Vittima un pensionato di 59 anni, Giuseppe Buttaro originario di Gaeta (Latina) e residente ad Albisola Superiore, nel savonese: stava aspettando l’autobus. L’autista, di origine ecuadoriana, residente nel quartiere, ubriaco e drogato, è stato fermato dalle forze dell’ordine.

La morte dell’uomo ha scatenato l’ira dei residenti che sono scesi in strada e hanno bloccato la viabilità. La protesta è stata rilanciata anche via Facebook dal gruppo “Quelli... che tengono a Certosa” . Sul posto è presente la polizia per calmare gli animi. I residenti protestano contro l’elevato numero di incidenti e risse provocati nei fine settimana dagli immigrati della comunità sudamericana ubriachi. Ma tra i manifestanti vi sono anche sudamericani che insieme ai genovesi protestano per la pericolosità della strada. «Non ci spostiamo di qua se non arriva il sindaco di Genova» hanno gridato i manifestanti ai vigili urbani. 

La manifestazione. 

Un centinaio di persone è sceso in strada stasera nel luogo dell’investimento. «Questa è la ciliegina di un degrado che abbiamo sempre più forte - spiega Gianluigi Bisio tra gli organizzatori su Facebook e del gruppo “Quelli che tengono a Certosa” - Noi siamo stufi. La legge deve essere uguale per tutti e non si deve bere a tutte le ore. Non ce la facciamo più, deve venire l’assessore e il sindaco. Non siamo razzisti, siamo contro tutti quelli che rispettano le leggi». In via Canepari tante persone, anche una coppia di giovani sudamericani, solidali con la protesta. <È sempre una vergogna una cosa simile, a prescindere dalla nazionalità - spiega Ivonne Robles, ecuadoriana da 8 anni a Genova -. Quell’uomo deve avere la patente ritirata per sempre e bisogna mandarlo in Ecuador. Qui non deve restare».

La viabilità è rimasta sostanzialmente bloccata fino a Sampierdarena fino alle 19.40 circa, quando le persone sono tornate nelle proprie abitazioni. Nei prossimi giorni i cittadini organizzeranno una fiaccolata di protesta a cui si chiede la partecipazione del sindaco. 

Sul posto e sui social network si è scatenata la discussione, che talora ha assunto toni razzisti. Un esempio qui sotto: 

- Ginger: Chi ha colpa Paghi.. Condoglianze per la famiglia di questa povera anima.. Mi vergogno di alcuni della mia gente.. Ma non siamo tutti uguali... Ci sono anche dei ubriaconi e assassini italiani.. Non voglio giustificare nulla perché ciò che ha fatto..il solo aver guidato in quelle condizioni é imperdonabile..ed é giusto che paghi.. Però mi sento in dovere di difendere anche quelle brave xsone che vengono qui a lavorare e guadagnarsi il pane con sacrifici e sudore...al contrario di altri che si lamentano del fatto k non c’è lavoro..e che lo danno solo agli stranieri.. Beh devo dire k tante volte ho assistito nel vedere alcuni italiani rifiutare lavori non troppo belli come (pulire gabinetti nei mercati o pulire un anziano) cose che altri stranieri hanno accettato senza pensarci due volte.. Accusiamo chi c’è da accusare e non un paese intero! Per colpa di uno non possono rimetterci tutti!! 

- Luca: Dovete essere voi onesti ad emarginare i cattivi dei vostri.. 

- Simonetta: Ma se non ci riusciamo noi a emarginare i nostri cattivi. Le nostre leggi fanno ridere .... per non parlare delle condanne non scontate.... oramai gira tutto al contrario e l’indifferenza ne fa da padrone. 

La politica. 

Ovviamente Matteo Salvini ha colto l’occasione per invocare espulsioni di massa: «Madre e figlio uccisi a Pescara, arrestato un immigrato dell’Est. Pensionato ucciso a Genova da un’auto pirata, arrestato il conducente (drogato e ubriaco), un immigrato sudamericano. Ma quante belle RISORSE... Espulsioni di massa ci vogliono, altro che palle!». 

«Basta tollerare l’illegalità! Vogliamo più sicurezza sulle strade, più controlli, più militari. Vogliamo una Genova più sicura», scrive invece il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti su Facebook e Twitter, esprimendo le condoglianze alla famiglia della vittima a nome di tutta la giunta. 

La vittima e l’assassino. 

Buttaro, amante del mare e appassionato di modellismo, stava aspettando il bus per andare dalla figlia e dai due nipotini per il pranzo della domenica che avrebbe voluto preparare lui.

Altre due persone che erano alla fermata del bus, sono riuscite a evitare l’auto. Alcuni testimoni hanno raccontato che l’auto, giunta ad alta velocità da via Fillak, ha prima sbandato e poi senza perdere velocità è finita sul marciapiede investendo l’ex finanziere. Altre quattro persone a bordo dell’auto sono fuggite e sono ora ricercate per omissione di soccorso e concorso in omicidio.

Alla guida dell’auto, una Fiat Stilo, c’era un operaio ecuadoriano di 35 anni, Jorge Wilson Cevallos Valverde. Il sudamericano dopo alcune ore in questura, dove è stato fotosegnalato e identificato, su disposizione di magistrato e investigatori è stato arrestato trasferito a Marassi. 

Nel suo sangue un tasso alcolemico di 1,90 (il massimo consentito è 0,50) e anche tracce di droga. Al contrario degli amici che erano con lui, che sono fuggiti, è rimasto stordito nell’auto. Cevallos stava tornando a casa dopo una lunga notte insonne passata in una “fiesta” in cui ha consumato birra e cocaina. Le sue condizioni psicofisiche erano visibilmente precarie, come hanno testimoniato i cittadini che hanno assistito all’incidente e lanciato l’allarme. 

Cevallos, di mestiere operaio, nato a Guayaquil è residente in via Rossini, non lontano dal luogo dell’incidente. La ricostruzione della giornata dell’arrestato è stata possibile grazie alle indagini svolte dai vigili urbani della sezione infortunistica. Per l’arrestato le accuse sono di omicidio colposo e guida in stato di alterazione e stato trasferito nel carcere di Marassi. (*)

 (*) Nota ASAPS: ECCO LA SOLITA SCENEGGIATURA

 Ubriaco 1,9 g/l se la caverà con la solita pena irrisoria, in attesa che le anime belle del Parlamento si decidano a varare la legge sull’Omicidio stradale.

Cominceremo a conteggiare gli Omicidi stradali del 2016 si cui la quasi certa impunità avrete sulla coscienza. (ASAPS)

 GAZZETTA DI MANTOVA

porto

Ubriaca alla festa

Ragazza di 17 anni finisce all’ospedale

Con un centinaio di amici ha partecipato a una festa di compleanno all’agriturismo La Rasdora di Porto Mantovano. Ma, poco prima delle due, si è sentita male ed è stata trasportata in ospedale. Era ubriaca fradicia. A soli 17 anni. È stata posta in osservazione al pronto soccorso pediatrico del Carlo Poma di Mantova, dove le hanno praticato una flebo. Con il passare delle ore si è ripresa. A quanto pare a quella festa i ragazzi hanno soltanto bevuto, miscugli micidiali e stomaco vuoto. A un certo punto la 17enne ha accusato il malore. Un’amica, spaventata nel vederla in quelle condizioni, ha chiamato i suoi genitori che a loro volta hanno fatto intervenire l’ambulanza della Croce Verde. All’ospedale, ad aspettarla, c’erano la mamma e il papà, naturalmente molto preoccupati per le condizioni della figlia. «È l’ultima volta che ospito una festa di questo tipo nel mio locale - commenta il titolare dell’agriturismo -. Hanno veramente bevuto tanto. I genitori quando sono venuti a prenderli se ne sono resi conto». Nella giornata di ieri la 17enne è stata dimessa. Appena una settimana fa un analogo episodio in città, con un quattordicenne ubriaco fradicio. Il ragazzino non si reggeva in piedi, per questo è stato portato al pronto soccorso pediatrico dove è stato sottoposto alla terapia del caso: una flebo per ridurre l'alcolemia nel sangue. Il tasso naturalmente si è ridotto ma il quattordicenne è stato trattenuto in osservazione fino al pomeriggio del giorno dopo. Il tasso era particolarmente elevato e che avrebbe potuto avere gravi conseguenze se i medici non fossero intervenuti con estrema rapidità. Secondo dati dell’Istituto Superiore di Sanità l’alcol è il primo fattore di rischio di malattia cronica, invalidità e mortalità prematura nelle persone di sesso maschile di età compresa tra i 15 e i 29 anni. I giovani, infatti, sono più vulnerabili ai danni dell'alcol. Sempre a proposito di alcol, sabato i carabinieri della stazione di Monzambano hanno denunciato un ragazzo di 23 anni del paese perché trovato alla guida in stato di ebbrezza alcolica. Il tasso di alcol nel sangue era superiore a 1,50 grammi per litro.

 DALLA PAGINA FACEBOOK DI ANIELLO BASELICE

Alcol e Movide: la terra di nessuno della legalità e della responsabilità 

Il sangue e la violenza che contrassegnano i week end di ordinaria paura e tensione di grandi e piccole città sono il tributo inevitabile ai riti tribali dell'alcolizzazione di massa? 

Sono il pegno da pagare alla sete di guadagno di chi per qualche migliaio di euro in più alcolizza senza pudore ed etica migliaia di giovani che diventano incontrollabili inevitabilmente nelle conseguenze del loro bere senza freni?

È questa la politica per i giovani concepita da chi governa le nostre città? 

Le conseguenze di tale indirizzo sono devastanti ai sensi di una convivenza sostenibile per chi abita interi quartieri sedi delle Movide per il clima di paura violenza e rabbia che si respira.

Dagli schiamazzi agli accoltellamenti alle risse all'inquinamento acustico ed ambientale cosa ne ricava in qualità di vita e di attrazione socio-culturale una comunità che preferisce la militarizzazione delle city al coraggio di cambiare rotta e di assumersi la responsabilità una politica giovanile capace di offerte decisamente migliori? 

Il fascino del business ottunde l'intelligenza molto primordiale di chi dovrebbe comprendere che il reprimere costa molto più del prevenire.

Ma a chi interessa davvero il benessere psico- fisico e spirituale dei nostri ragazzi? 

Possibile che la legalità è solo la presenza delle forze dell'ordine che vigilano uniche sull'applicazione delle leggi, a partire dal divieto di vendere e mescere alcolici ai minori?

Dove sono offerte sociali e culturali altre sostenute dai Comuni?

Dobbiamo aspettarci le ronde di residenti esasperati che si fanno giustizia da soli? 

Sono domande che interpellano tutti e anche chi scrive spingendolo alla consapevolezza che denunciare ormai non basta più.

 IL TEMPO

A processo per aver chiesto l’alcol test

«Colpevoli» di aver chiesto a un uomo di sottoporsi all’alcol test e di non aver accettato l’intervento sul posto del legale di fiducia, privo di qualsiasi documento d’identità, sono stati accusati di falso ideologico dalla coppia di amici fermata due mesi prima per un controllo. Per due volte i giudici hanno chiesto l’archiviazione del procedimento penale, e per due volte i fermati hanno presentato atto di opposizione. L’ostinazione del conducente «pizzicato» ubriaco alla guida e del suo avvocato senza tesserino porta ancora una volta in giudizio due poliziotti che rischiano il posto di lavoro e la reputazione. (*) La storia inizia a Roma, in via Portuense il 4 ottobre 2008, quando alle 5 del mattino i due assistenti capo della Polizia di Stato in servizio al Reparto Volanti fermano per un controllo E.F. 41enne alla guida visibilmente ubriaco. L’uomo rifiuta di sottoporsi all’etilometro e all’invito dei due agenti di nominare un legale di fiducia, propone all’istante l’amico accanto a lui. A.R. 48 anni, accetta dichiarandosi avvocato. Senza documenti non può però figurare nel verbale che i poliziotti fanno. Due mesi dopo, il 30 dicembre, i due denunciano per falso ideologico gli agenti accusati di aver dichiarato il mancato intervento dell’avvocato di fiducia e di aver omesso la verbalizzazione delle eccezioni difensive. «Il legale che ha denunciato i miei assistiti – spiega l’avvocato Eugenio Pini, difensore dei poliziotti – sa bene che senza il tesserino l’identificazione in qualità di difensore non sarebbe mai potuta essere annotata. Nonostante questo ha avviato il procedimento penale e continuando a presentare opposizione nonostante una prima richiesta di archiviazione del sostituto procuratore Caporale e la successiva accolta dal gip Palmisano». Il 22 marzo ci sarà la prossima udienza.

Silvia Mancinelli

 (*) Nota: non mi pare affatto a rischio la reputazione dei due poliziotti, cui sostituto procuratore e gip già hanno dato ragione. A fare brutta figura non sono certamente loro.

 LA CITTA’ DI SALERNO

Ubriaco spinge un’auto sui binari

Tampona un’auto e la spinge verso i binari: era ubriaco. È accaduto ieri poco dopo le 6, sulla Statale 19 tra Eboli e Battipaglia. Un giovane battipagliese è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. I carabinieri della compagnia di Eboli, diretta dal capitano Alessandro Cisternino, lo hanno trovato con un tasso alcolico di molto superiore al massimo consentito. I militari hanno proceduto anche al sequestro della sua vettura. L’automobilista spinto giù, invece, è un bracciante agricolo che stava raggiungendo il luogo di lavoro. La sua auto, finita nella scarpata, è arrivata a pochi metri dalla linea ferrata Battipaglia-Potenza. 

(m. l.)

 WINENEWS

Anche Federvini critica sulla proposta di decreto per l’attuazione della misura Ocm sulla promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi firmata dal Ministero delle Politiche Agricole. “Filiera non ascoltata, è irragionevole”

Dopo l’Istituto del Vino Grandi Marchi ed il Consorzio Italia del Vino, anche Federvini, le aziende del vino che aderiscono a Confindustria, prende una posizione decisamente critica sulla proposta di decreto per l’attuazione della misura Ocm sulla promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi firmata dal Ministero delle Politiche Agricole.

“La promozione del vino è una misura settoriale che beneficia di un budget annuale di 100 milioni di euro, cui le aziende partecipano con proprie risorse in misura almeno equivalente. Nonostante ciò - spiega l'organizzazione guidata da Sandro Boscaini - la proposta di decreto per l’attuazione della misura Ocm sulla promozione del vino nei mercati dei Paesi terzi, dopo una gestazione lunghissima, pare confermare una attenzione pressoché nulla alle esigenze delle imprese. Federvini non può che condividere le preoccupazioni espresse dall’Istituto del Vino Grandi Marchi e dal Consorzio Italia del Vino”.

“A più riprese, la filiera, ha proposto modifiche al testo del decreto - aggiunge Federvini - che finora non sono state recepite dal Ministero e dalle Regioni. E ciò proprio mentre il primo Ministro Renzi continua a spronare il settore ad una sempre maggiore attenzione allo sviluppo dei mercati esteri. Il Ministro Martina era stato sollecitato a maggio 2015 dai Presidenti della Associazioni della filiera, sull’esigenza di un programma di promozione che consentisse agli operatori di confrontarsi con i competitors di altri Paesi con armi più efficaci. A settembre 2015 i presidenti avevano nuovamente sollecitato il Ministro sul tema, senza ottenere riscontri. E fa pensare questa tempistica, visto che proprio la risorsa tempo nella competizione sui mercati appare ormai una discriminante chiave per il successo. Ad oggi il testo di decreto diramato dal Ministero per le Politiche Agricole contiene criteri di priorità in contrasto con le finalità di rafforzamento della presenza internazionale dei nostri vini, e ciò sia con riferimento ai mercati, in quanto tende ad escludere quelli che siano stati già oggetto di interventi, che - guarda caso - coincidono con quelli a più elevata intensità concorrenziale, sui quali maggiormente necessita un intervento massiccio e continuativo; sia con riferimento ai beneficiari, poiché il testo tende a penalizzare gli operatori che hanno attuato in precedenza programmi di promozione e aperto la strada a opportunità di sviluppo dei mercati. Un atteggiamento punitivo che pare del tutto irragionevole. Federvini auspica che vi sia una pronta revisione, nel rispetto delle finalità dei programmi di promozione Ocm e nell’interesse di un comparto produttivo così rappresentativo e trainante dell’intero comparto agroalimentare nazionale”.

 CORRIERE.IT – FORUM NUTRIZIONE

Scrive ommene 

alcool, vino e riviste "indipendenti"

doc lo ammetto, ce l'ho col vino o meglio con chi, per evidenti interessi economici (siamo una potenza mondiale in materia e gran parte della nostra economica si regge sui vitigni) o per autoassolvere se stesso omette ciò che conviene omettere: nel vino c'è l'alcool e l'alcool è cancerogeno, punto.

 Non mi arrenderò fin quando anche sulle bottiglie non si scriverà ciò che c'è scritto sui pacchetti di sigarette (probabilmente mai!)

A quel punto, comincerò a bere anch'io perchè la mia battaglia verso la corretta conoscenza e contro l'ipocrisia sarà vinta

Detto questo, dissento dall'utente che giorni fa ha descritto come sostanzialmente ineccepibili le liste di proscrizione della nota rivista altroconsumo, prodotti sott'aceto a parte. Sono talmente non corrette che, senza entrare nel merito delle singole voci, indicano come da scoraggiare le bevande alcoliche e immediatamente a fianco come da promuovere il vino (con moderazione, solo se desiderato, bontà loro! meno male che non verremo obbligati a berlo!!)

Morale: devono avere inventato il vino analcolico e mi sarà sfuggito! :)

 Con immutata stima

Risposta di Andrea Ghiselli 

Guardi, basterebbe solamente che non se ne millantassero azioni benefiche, poi forse trattarlo alla stessa stregua delle sigarette potrebbe essere eccessivo. Quello che bisognerebbe che emergesse è la consapevolezza che nel vino c'è un cancerogeno e una sostanza fortemente psicotropa e quindi alimento molto pericoloso. Se abbiamo questa consapevolezza, così come l'abbiamo sui salumi, sui grassi, sugli zuccheri, ecc. (non che siano psicotropi o cancerogeni ovviamente, ma che siano potenzialmente pericolosi) siamo in grado se scegliere di farci una carezza con un sorso di vino, con un tiramisu, con un fritto misto, correndo un rischio, ma sapendo che minore sarà la porzione e la frequenza di consumo, minore sarà il rischio. Tutti siamo convinti di non poter consumare due tiramisu al giorno, perché invece in molti pensiamo che invece due bicchieri di vino al giorno proteggano la salute?