Rassegna del 23 Gennaio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

POST DELL’AICAT

Legge sull'omicidio stradale: Il difficile equilibrio tra giustizia e misericordia.

Sorvolo sulla penosa imboscata a danno della quasi - legge nella giungla parlamentare in cui codardi e voltagabbana hanno fatto lo sgambetto ed hanno anche avuto il coraggio spudorato di applaudire alla bocciatura in spregio delle vittime e dei loro familiari.

La dignità e la sacralità del Parlamento sono anche loro vittime ma non da oggi di questa fauna politica.

Sono molto più interessato a cercare di darmi risposte sul senso della adesione che come AICAT abbiamo assicurato all'impegno delle associazioni promotrici della legge alla luce di alcune domande che oggi mi pongo.

Mi chiedo in particolare se, accanto alla esigenza di garantire certezza e rigore di una giusta pena a chi si è reso colpevole di gravi reati sotto effetto di alcol e altre sostanze, sia offerta attenzione ed opportunità alla strada del riscatto umano di chi ha sbagliato attraverso l'offerta di un percorso di revisione e cambiamento del proprio stile di vita.

Mi chiedo se certezza di pena e offerta di riscatto siano in giusto equilibrio senza indulgere né al giustizialismo né al buonismo.

Mi chiedo se oltre ad esigere giustizia dopo si lavori con pari impegno per tutelare salute e legalità nel rispetto delle evidenze scientifiche e delle leggi nel prevenire stili di vita rischiosi .

Domande concrete che dovrebbero interessare non solo e non tanto l'Aicat ma tutti.

Domande non retoriche nell'anno del Giubileo della Misericordia.

COMUNICATO AIFVS

Omicidio stradale: la richiesta dell’AIFVS 

Il Governo chieda nuovamente la fiducia al Senato per la riforma 

22/1/2016 - Dopo l’approvazione con il voto segreto dell’emendamento sull’opportunità di non arrestare gli ubriachi al volante dopo un incidente stradale con feriti, per il timore che si diano alla fuga, ritiene che il tempo utile per inasprire le pene ai pirati della strada ed ai criminali stradali stia per scadere e quindi chiede ai Senatori, che si troveranno di nuovo ad esaminare il testo di riforma, di approvare all’unanimità la legge sull’omicidio stradale così come proviene dalla Camera, ed al Governo di chiedere la fiducia per evitare altre perdite di tempo mentre sulle strade italiane si continua a morire e nella case dei familiari delle vittime si soffre.

La AIFVS che sin dal 2008 ha chiesto di inasprire le pene per i sinistri mortali e con lesioni e la revoca della patente, rappresenta che la legge sull’omicidio stradale è di massima urgenza, dato che nel 2015 i sinistri mortali sono aumentati rispetto al calo graduale degli anni precedenti, e nelle aule dei Tribunali troppe sentenze con pene minime ed attenuate causano indignazione popolare. 

L’AIFVS censura aspramente le esultanze fuori luogo dei Parlamentari dopo l’approvazione dell’emendamento che, anche se proposto per migliorare il testo finale, di fatto ritarda l’approvazione della legge che riguarda morti, feriti e condotte criminali. 

La Presidente della AIFVS Giuseppa Cassaniti Mastrojeni 

SALUTEUNCOME

QUANTO DURA L'ALCOL NEL CAPELLO

In questo articolo, Uncome.it ti spiega quanto dura l'alcol nel capello ed in particolare quindi la sua cosiddetta finestra di rilevabilità temporale, utile quando ci si deve sottoporre a prelievi per accertamenti sul consumo di alcolici ad esempio per il riottenimento della patente di guida sospesa.

Mentre si abbassa l'età del primo approccio con un alcolico, si rileva che l'abuso di alcol così come le varie forme patologiche collegate al bere abbiano raggiunto rilevanti proporzioni, secondo quanto viene puntualmente diffuso dai media. D'altra parte, l'abbassamento dei tassi alcolemici consentiti ha aumentato la schiera di persone che devono sottoporsi a controlli che ne rilevino periodicamente la quantità. Vediamo quindi più nel dettaglio quanto dura l'alcol nel capello ed anche nelle altre tipologie di prelievo.

Quanto dura l'alcol nel capello: indicatori e periodo di rilevabilità

Il rilevamento dell'etanolo su siero è verificabile entro 6 ore dall'assunzione ed è normalmente utilizzato per determinare lo stato di ebbrezza a seguito di un controllo da parte delle forze dell'ordine.

L'etanolo attraverso l'esame dell'urina è rilevabile entro 24 ore dall'assunzione ed è usato per controlli quotidiani del tasso alcolemico; questo per esempio, è un metodo usato per rilevare il tasso alcolemico degli assistenti di volo.

L'esame dell'urina tiene traccia anche dell'etilglucoronide fino a 3/4 giorni dall'assunzione ed è sfruttato per prelievi non necessariamente giornalieri (è sufficiente eseguirlo in media un paio volte a settimana).

Per l'abuso cronico di alcol l'analisi preposta è la cosiddetta CDT su siero, capace di rintracciare il valore di transferrina carboidrato carente fino ad un mese dall'assunzione. Il CDT non si modifica se l'assunzione di alcol è semplicemente occasionale.

Per quanto riguarda nello specifico l'alcol nel capello, l'analisi relativa rileva l'etilglucuronide: la finestra di rilevabilità temporale è di alcuni mesi, a seconda della lunghezza del capello (3 centimetri di capelli equivalgono a circa 3 mesi). Se la lunghezza del capello non è adeguata (l'alcol si concentra vicino alla radice e tende a disperdersi presso le punte), l'esame viene rinviato.

Quanto dura l'alcol nel capello: indicatori e periodo di rilevabilità Il capello è un materiale biologico in grado di rivelare l'assunzione di sostanze in abuso o medicinali per via orale, nasale, intravenosa o per inalazione. In linea teorica sono utilizzabili tutti i tipi di pelo per accertare la presenza di sostanze stupefacenti: per un campione valido si necessita di una ciocca spessa quanto una matita. Il taglio avviene tendenzialmente sulla nuca, con le forbici più vicino possibile al cuoio capelluto: singoli capelli non sono sufficienti per il rilevamento.

Elena Piu

IL GIORNALE

Addiction Biology: le abitudini alcoliche dei futuri padri incidono sulla salute dei nascituri

Futuri papà, attenti all'alcol: fa male al bambino

Le regole per uno stile di vita sano non riguardano solo le aspiranti mamme. Anche gli uomini che hanno intenzione di concepire un figlio devono evitare di bere. Ecco perché

Il dibattito sull'ereditarietà o meno dell'alcolismo è aperto. Ma ora una ricerca scientifica dimostra per la prima volta che l'alcol influenza il Dna paterno incidendo negativamente sullo sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino.

E che gli abusi del padre possono indurre nel figlio adulto il rischio di assumere comportamenti analoghi. I futuri padri quindi dovrebbero evitare di bere.

Lo rivela un esperimento condotto dall'Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Cnr con il Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Addiction Biology.

Alimentazione sana, attività fisica e soprattutto niente fumo e alcol sono le regole base che le aspiranti mamme dovrebbero seguire prima di programmare una gravidanza. Ma per l'alcol oggi c'è una nuova raccomandazione che riguarda gli uomini.

Anche le abitudini alcoliche dei padri prima del concepimento infatti possono influenzare l'esito della gravidanza e la salute del feto e del bambino.

"Secondo i dati del nostro esperimento - spiega Marco Fiore, ricercatore dell'Ibcn-Cnr e coordinatore dello studio insieme al collega Roberto Coccurello - l'esposizione paterna prenatale all'alcol è in grado di influenzare lo sviluppo dei piccoli e in particolare il corretto funzionamento delle cellule del sistema nervoso centrale. In particolare - aggiunge l'esperto - l'alcol inciderebbe sul fattore Ngf, scoperto da Rita Levi Montalcini più di cinquant'anni fa e che le è valso il premio Nobel per la medicina nel 1986, elemento chiave per la sopravvivenza e la funzionalità di diverse popolazioni cellulari neuronali e non neuronali, e sul Bdnf, coinvolto prevalentemente nella fisiopatologia cerebrale. Questi due fattori insieme costituiscono degli indicatori chiave del danno indotto dall'intossicazione da alcol".

Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it

ONLINENEWS

Sanità&ricerca/Capacità cognitive ridotte per chi guida con 0,5 grammi di alcol per litro di sangue

Uno studio della Fondazione S. Lucia Irccs

di Marco De Leo

Chi si mette alla guida dopo avere assunto dosi anche minime di alcol può essere pericoloso per sé e per gli altri. Le normative di molti paesi, tra i quali l’Italia, stabiliscono il limite massimo di 0.5 grammi per litro di sangue (corrispondenti a circa due bicchieri di vino per le donne e a tre per gli uomini), oltrepassato il quale non è consentito guidare, pena pesanti sanzioni civili e penali. Tale limite, purtroppo, non è universalmente riconosciuto tra i diversi paesi del mondo, tant’è che varia sensibilmente da valori inferiori allo 0.5 g/l (addirittura 0 g/l di sangue in Russia e molti altri paesi dell’est europeo) a valori perfino nettamente superiori (es., 0.8 g/l in paesi come Regno Unito – Scozia esclusa, Lussemburgo, Canada e Albania, o addirittura 1 g/l negli USA). Questa variabilità deriva dal fatto che, ancora oggi, nonostante l’alcol sia considerato una delle più importanti concause di incidenti stradali, il suo reale effetto sulle capacità cognitive deve essere specificamente quantificato. Alcuni ricercatori della Fondazione Santa Lucia di Roma hanno recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Archives Italiennes de Biologies uno studio- ideato dal dott. Umberto Bivona, psicologo, in collaborazione con la dott.ssa Rita Formisano, Primario dell’Unità Post-Coma della Fondazione e la sua équipe – sugli effetti nocivi dell’alcol etilico su alcune importanti capacità cognitive coinvolte durante la guida di un veicolo.

La ricerca ha coinvolto 32 adulti (16 uomini e 16 donne) in buono stato di salute, con lo scopo di quantificare gli effetti dell’alcool sulle capacità attentive dei soggetti durante la guida, nonché di verificare se i limiti legali previsti per una guida sicura dalla normativa vigente siano adeguati a prevenire il rischio di incidenti stradali dovuti alla guida in stato di ebbrezza. Il campione è stato sottoposto a una batteria computerizzata di test per valutare diverse capacità attentive prima di assumere del vino bianco, sufficiente a raggiungere il limite di 0.5 g / l e immediatamente dopo. In linea con alcune ricerche già svolte presso altri paesi, lo studio ha dimostrato che con questo quantitativo di alcol nel sangue la nostra velocità di reazione a uno stimolo (allerta), la capacità di mantenere la concentrazione nel tempo (vigilanza), la capacità di focalizzare la nostra attenzione (attenzione selettiva) e quella di prestare attenzione a più stimoli contemporaneamente (attenzione divisa), risultano tutte significativamente compromesse, con notevoli rallentamenti a tutti i livelli testati. Questi dati hanno dunque dimostrato, quantitativamente, l’effetto negativo dell’alcol sulle principali capacità coinvolte nella guida di un veicolo, così come l’affidabilità degli attuali limiti di legge italiani per prevenire comportamenti di guida a rischio.

ASKNEWS

Studio inglese: 70% introiti vendite alcol da bevitori a rischio

In Inghilterra 1,6 milioni di alcolisti

Roma, 23 gen. (askanews) - A dispetto delle campagne sul bere responsabile, la gran parte degli introiti dell'industria dell'alcol proviene dalle tasche dei clienti più a rischio. L'ha rivelato uno studio del professor Nick Sheron della Southampton University, co-fondatore dell'Alcohol Health Aliance, secondo quanto riferisce oggi il Guardian.

Quasi il 70 per cento delle vendite avviene verso clienti che rischiano problemi di salute. "Noi abbiamo guardato ai dati dal sondaggio sulla salute per l'Inghilterra e abbiamo fatto alcuni calcoli, scoprendo che , in termine di alcol totale consumato durante il sondaggio, il 69 per cento è stato consumato da bevitori a rischio", ha spiegato il professore. Il sistema sanitario inglese stima che 10,8 milioni di persone bevono oltre il livello di rischio e 1,6 milioni hanno sviluppato livelli di dipendenza dall'alcol.

IL MATTINO

Sarah Palin, il figlio Track finisce in manette per aver picchiato la fidanzata

Sarah Palin torna a far parlare di sé, non solo per l'endorsement a Donald Trump, ma anche per motivi "personali". In questo caso si tratta di vera cronaca nera dal momento che il figlio maggiore di Palin, il 26enne Track, è stato arrestato per violenza domestica, accusato di aver aggredito e minacciato con un'arma la compagna mentre era ubriaco.

Secondo quanto ha reso noto la polizia dell'Alaska, stato governato da Palin fino al 2009, l'arresto è avvenuto poche ore prima del comizio in Iowa in cui la repubblicana, amatissima dagli ultra conservatori, si è schierata al fianco del miliardario newyorkese. «La nostra inchiesta ha rivelato che Track Palin ha commesso violenza domestica, aggredendo una donna, impedendole di denunciare il crimine alla polizia e impugnando un'arma mentre era ubriaco», si legge nella dichiarazione della polizia.

Secondo quanto ha reso noto una tv dell'Alaska, è stata la fidanzata di Track, Jordan Loewe, a chiamare il 911, il numero delle emergenze, dicendo che il fidanzato le aveva dato un pugno in faccia, aveva un'arma, un fucile d'assalto AR-15, ed era ubriaco. L'agente intervenuto ha trovato Palin fuori dall'abitazione che parlava al cellulare: «i suoi occhi erano iniettati di sangue, puzzava di alcol, si è dimostrato aggressivo, non collaborativo quando gli ho rivolto le mie prime domande», ha scritto l'agente nel rapporto dell'arresto che, considerando che non riusciva a farsi dire dove fosse la donna che aveva chiamato il 911, ha ammanettato Palin. I

l poliziotto poi è entrato in casa ed ha trovato Loewe «nascosta sotto il letto in lacrime». La ragazza, fidanzata con Palin da un anno, ha raccontato di una lite - provocata, pare, dalla gelosia del ragazzo - iniziata quando la coppia era in macchina e poi continuata una volta arrivati a casa. Nel tentativo di calmare il ragazzo, Loewe ha detto che aveva chiamato la polizia, cosa che ancora non aveva fatto, intimandolo di «non toccarla».