Rassegna del 22 Gennaio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

ASAPS

Omicidio stradale

Dopo 4 passaggi in Parlamento un emendamento affossa la legge all’ultimo minuto

Offensiva per le vittime della strada quella immagine dei parlamentari che esultano dopo il voto 

Che l’Omicidio stradale avesse vita dura in Parlamento lo avevamo capito anche noi promotori della legge che combattiamo già da 5 anni.

Quattro passaggi, due alla Camera e due al Senato non sono bastati, seppur in presenza di una fiducia da parte del Governo, a portare a risultato la legge.

Appena c’è stata l’occasione del voto segreto ecco che è arrivato il siluro che ci affonda questo atteso provvedimento.

Cosa è accaduto? E’ stato approvato un emendamento col solito sistema che permette ai parlamentari di non metterci la faccia, ma a volte col rischio di perderla.

A noi sembra sia stato approvato un emendamento inutile, anzi utile solo a fare rallentare il percorso della legge. Se non avevamo letto male la legge all’esame della Camera prevedeva l'arresto in flagranza per chi uccide guidando drogato o ubriaco ma non nel caso di lesioni gravi. Molti parlamentari dell'opposizione hanno invece sostenuto che così si sarebbe incentivato la fuga e quindi l'omissione di soccorso. Peccato che l'arresto era previsto solo in caso di morte. Per cui si perderà tempo per incentivare il soccorso dei morti. In quanto alla pirateria stradale a giorni l’ASAPS fornirà i dati completi del 2015 che faranno sicuramente riflettere i nostri parlamentari circa l’urgenza della legge sull’Omicidio stradale.

Consideriamo questa una gran brutta giornata per la politica, per di più aggravata da quella offensiva e incomprensibile esultanza dei parlamentari dell’opposizione, quasi che la loro squadra avesse segnato un gol! Ma forse non si sono resi conto di avere segnato il gol nella porta dei familiari e vittime della strada e di associazioni come ASAPS che si stanno spendendo da anni sul versante della sicurezza.

In compenso esulteranno i pirati e i conducenti confidenziali con alcol e sostanze e quelli del piede di piombo sull’acceleratore.

Ma la partita non è finita e le associazioni Lorenzo Guarnieri, ASAPS, Gabriele Borgogni con il supporto anche dell’associazione Massimo Massimi e tante altre ancora non molleranno la presa, stiano sicuri i nostri parlamentari. 

Le vittorie sofferte - e alla sofferenza siamo abituati più di quelli che esultano – a volte sono anche più belle.

Associazione Lorenzo Guarnieri - ASAPS - Associazione Gabriele Borgogni

Nota ASAPS: una giornata di delusione e rabbia. Per un emendamento secondo noi neppure necessario la legge è stata stoppata. Ma sarà solo una fermata, non una sosta. Abbiamo aspettato 5 anni, possiamo aspettare ancora un altro mese! Però la giornata di oggi serva da lezione per capire tante cose. 

HEALTDESCK

La proposta

Una tassa su smog, fumo e alcool per finanziare farmaci innovativi

È quanto prevede un emendamento al Milleproroghe presentato alla Camera che vuole mettere fine alle disparità nell’accesso ai nuovi trattamenti anticancro

Redazione, 22 Gennaio 2016 - Una tassa di scopo annuale della misura del 2 per mille a gravare sul fatturato delle attività economiche inquinanti e sulle produzioni di beni contenenti alcool e tabacco i cui proventi sarebbero destinati all’istituzione di un Fondo per i Farmaci Innovativi in Oncologia (FFIO) destinato a garantire l'accesso uniforme alle cure innovative ai pazienti affetti da patologie oncologiche su tutto il territorio nazionale finanziato attraverso 

È quanto prevede un emendamento al decreto Milleproroghe presentato alla Camera dei Deputati dall’onorevole Walter Rizzetto in rappresentanza dell’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”.

A sollecitare la presentazione dell’emendamento è stato il gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere" promosso da Salute Donna onlus, di cui fanno parte alcune Associazioni di pazienti onco-ematologici. (*) 

«Come abbiamo potuto sentire in occasione della recente conferenza sul clima di Parigi, l’Italia è uno dei Paesi più inquinati. La correlazione tra inquinamento e incidenza delle malattie oncologiche è supportata da evidenze scientifiche, pertanto occorre che le attività economiche inquinanti siano ulteriormente responsabilizzate, nonostante rispettino i parametri minimi stabiliti dalla legge, in quanto anche questi si stanno rivelando nel tempo non sostenibili per la salute dell’ambiente e dell’uomo», ha affermato la presidente di Salute Donna onlus Annamaria Mancuso.

«Per noi pazienti – prosegue Annamaria Mancuso – è fondamentale l'accesso all'innovazione in quanto da ciò potrebbe dipendere la nostra sopravvivenza. Ci auguriamo fortemente che il Fondo venga istituito al fine di superare le disuguaglianze oggi presenti a livello regionale per mancanza di sufficienti risorse economiche». 

«La presentazione di questo emendamento sulla costituzione di un Fondo per permettere un’uniforme assistenza in tutte le regioni fa parte di un più ampio progetto che abbiamo messo in atto, che vede la tutela della salute quale obiettivo primario dell’azione politica, partendo dalla riduzione del carico di malattia del cancro, il male dei nostri tempi», ha aggiunto Rizzetto, membro dell’Intergruppo parlamentare e vicepresidente della XI Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati.

Del gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” fanno parte insieme a Salute Donna onlus: ACTO Onlus - Alleanza contro il Tumore Ovarico, A.I.G. - Associazione Italiana GIST Onlus, AMOC Onlus - Associazione Malati Oncologici Colon-Retto Onlus, A.S.S.O. - Associazione Siciliana Sostegno Oncologico, Associazione Arlenika onlus, Associazione Schirinzi A. Mario, GAPLMC - Gruppo AIL Pazienti Leucemia Mieloide Cronica, Gruppo AIL Pazienti Malattie Mieloproliferative, NET Italy - Associazione Italiana Pazienti con Tumori Neuroendocrini, Officine Buone, WALCE Onlus - Women Against Lung Cancer In Europe.

(*) Nota: le precedenti proposte di tassare gli alcolici, solitamente vino escluso, hanno sempre avuto in parlamento una vita travagliata e una morte precoce. Vedremo questa volta come andrà a finire. Il copione, ormai collaudato, prevede tra qualche giorno le proteste dei produttori di alcolici e della Coldiretti. 

CASTEDDUONLINE

Poetto, una 20enne racconta:"Troppi ubriachi in giro, paura di uscire"

Le impressioni dei giovani cagliaritani sulla vita notturna

di Veronica Mascia

21/01/2016 - “Cagliari non è una città per i giovani”. In tanti lo hanno ribadito negli ultimi tempi. Ma cosa ne pensano i diretti interessati? “lo abito al Poetto” racconta una ventenne “e metterei volentieri una bomba in discoteca. Non tanto per la musica che non mi crea disturbo, ma per la gente. Di notte non posso uscire da casa per paura che gli ubriachi facciano qualcosa. E non sono quelli che ridono e cantano, sono quelli che lanciano le bottiglie contro le macchine, in terra, che si picchiano. E ogni volta che c'è serata, è sempre la stessa storia. Facessero tutti come i ragazzi che si incontrano il venerdì al Cavalluccio che non creano nessun disturbo, si divertono e sanno come divertirsi”.

Parlando invece dei luoghi “in cui uscire la notte”, ad esprimersi e un giovane studente fuori sede: “Non è che non ci siano posti dove andare è che le persone rovinano quelli che ci sono. Parlo di ragazzi e adulti indifferentemente, che si strafanno e disturbano il prossimo”. “Uno dei problemi principali è che nei locali e nelle discoteche non chiedono il documento di identità. Sembra che ai gestori interessi solo guadagnare” racconta Carlo, un trentenne habitué della movida cagliaritana. “Alla fine ti ritrovi in seconda serata, dopo l'una di notte, con quindicenni ubriachi marci che rovinano la festa a tutti. Come ti comporti?” Ma quale è la posizione generale sulla mancanza di lavoro? “Le restrizioni alla vita notturna stanno in qualche modo togliendo possibilità di lavoro. Barman che lavorano di meno perché in settimana non c'è movimento. Camerieri chiamati in numero minore perché c'è poca affluenza. Se prima lavoravo sei giorni su sette, adesso vengo richiamata solo per il fine settimana” a parlare è Camilla, una delle tante cameriere/studentesse che lavorano nei locali di Piazza Yenne. “La colpa non la darei ai residenti che si lamentano, non tutta almeno, ma a chi non sa comportarsi fuori dai locali. Quando sono stata a Bangkok, non ho visto tanti locali, i giovani si riunivano in strada. O Madrid, strapieno di locali ma dove non si sentiva volare una mosca perché c'erano i controlli. Siamo noi giovani che dovremmo porci delle domande, che differenza c'è tra Cagliari e Madrid? (A parte la grandezza della città, la popolazione...) In proporzione noi dovremmo avere luoghi in cui divertirci serenamente”. È Michela, una giovane lavoratrice ventisettenne a mettere la parola finale: “Credo il lavoro sia davvero poco in linea generale ma,anche se poco, sono i giovani troppo selettivi e pretenziosi nel svolgere quei pochi lavori disponibili. Vorremmo tutti il lavoro dei nostri sogni e non riusciamo a farci andare giù l'idea della gavetta. Non qui in casa almeno, perché quando poi partiamo, siamo costretti a partire dal basso. Ma qui, per trovare un lavapiatti, certi ristoranti devono fare i salti mortali. A Londra invece, tutti a pulire pavimenti manco fossero chirurghi dopo un'operazione. Siamo il paese delle contraddizioni”.

QUINEWSFIRENZE

Ubriachi minacciano i passanti con spranghe

Due uomini violenti hanno minacciato i passanti con un palo in pieno centro, via Nazionale, e danneggiato un locale. Arrestati dai carabinieri

FIRENZE — Sul posto sono intervenuti i carabinieri dopo diverse segnalazioni al 112.

I militari hanno arrestato in flagranza di reato, con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato in concorso due rumeni, rispettivamente di 39 e 30 anni. 

I carabinieri hanno subito individuato i due soggetti in mezzo alla strada, uno aveva in mano un palo bianco e rosso di segnaletica stradale divelto dalla strada.

I due, alla vista dei militari si sono dati alla fuga in direzione del Mercato Centrale dove, con non poche difficoltà, sono stati raggiunti e fermati. 

Infatti, i militari dopo essere stati sfidati dal soggetto che brandiva il palo, sono riusciti a disarmarlo. 

Dagli accertamenti effettuati è emerso che i due sono entrati all’interno del bar, che il 30enne aveva un bastone di legno in mano e su invito del barista di lasciarlo fuori aveva risposto che gli serviva. 

Gli stessi, dopo aver preso da bere si sono messi a giocare alle slot. Quando il barista ha fatto presente che era orario di chiusura, i due hanno iniziato a danneggiare i tavolini e altri oggetti per poi allontanarsi. 

Fuori dal bar i due hanno fermato anche una macchina ed il 30enne gli ha sbattuto contro il vetro una tazza di cappuccino. 

A quel punto hanno divelto dal manto stradale il palo segnaletico bianco e rosso per minacciare i passanti.

ANSA

Alcol a minorenni, ma bar sanzionato 7 volte resta aperto

Gioca sulla distinzione tra "somministrazione" e "vendita"

Sette sanzioni e tre sospensioni della licenza da parte della Prefettura non sono state sufficienti a chiudere un bar a Saluzzo (Cuneo), "pizzicato" in più riprese dal 2013 ad oggi, da carabinieri e finanza, per somministrazione di alcolici a minorenni, e su cui hanno preso posizione anche alcune associazioni di genitori.

 L'ultima sospensione risale a pochi giorni fa, quando al bar è stata notificata la chiusura per tre mesi, al termine all'istruttoria nata da una segnalazione della guardia di finanza. La recidiva alla medesima violazione accertata più volte dai carabinieri nei due anni precedenti, ha portato alla terza chiusura coatta. Ma, come accaduto in precedenza, i titolari hanno presentato ricorso al Giudice di pace di Saluzzo, ottenendo la revoca del provvedimento in via cautelare.

 Il giudice ha concesso la sospensiva, rinviando a giugno la prima udienza di discussione. La difesa eccepisce sulla distinzione tra "somministrazione" e "vendita". Su questo punto gli inquirenti si rifanno invece al chiarimento del Ministero dello Sviluppo Economico che, dopo i dubbi interpretativi, ha precisato l'impossibilità di differenziare le condotte, a salvaguardia della ratio della Legge del 2012 per tutelare i minorenni dal consumo dell'alcol. (*)  

(*) Nota: una nota del ministero dell’Interno ha da tempo chiarito che non esiste distinzione tra somministrazione e vendita. Evidentemente non c’è comunicazione tra i vari ministeri. Meno che mai tra ministeri e giudici di pace. 

GENOVAPOST

Assest: `Ok alla movida ma l´alcool non venga venduto dopo un certo orario`

Genova, Giovedì 21 gennaio 2016 - Martedì è stato approvato il regolamento di polizia annonaria per la convivenza tra le funzioni residenziali e commerciali e le attività di svago nella città di Genova (regolamento movida). Soddisfazione è stata espressa da Assest, Associazione Centro Est Storico.

Regolamento - "Siamo contenti - ha aggiunto Giancarlo Bertini - Abbiamo seguito tutta la partita del regolamento passo passo, partecipando a tutte le commissioni consiliari. Speriamo che questo giro di vite sia un primo passo, anche alla luce dei provvedimenti decisi e attuati a Firenze dove è stato vietato a negozi, minimarket e supermarket la vendita di alcolici dopo le 21.15. Chiediamo che venga adottato un analogo provvedimento e che sino messe in campo adeguate forze di polizia per i controlli, altrimenti le nuove regole, come quelle vecchie, saranno vane".

Centro storico - "Siamo soddisfatti che le associazioni di categoria dei commercianti finalmente concordino con noi sul fatto che l'attuale movida non è sostenibile e sul rischio desertificazione del centro storico, dove le botteghe vengono sostituite solo da bar e negozi di vicinato", ha concluso Bertini.

TEMPOSTRETTO

Tornava a casa ubriaco e bastonava moglie e figli: finisce l'incubo per una famiglia di Mistretta

Aveva il vizio di bere, il cinquantunenne, e per questo non riusciva più a trovare lavoro né stipendio per garantire alla famiglia la stessa sopravvivenza. Dilapidava tutto in alcool, trascorrendo la maggior parte delle sue giornate al bar.

E’ una storia fatta di minacce e violenze all’interno delle quattro mura di casa quella che ha visto come scenario il piccolo comune nebroideo di Mistretta, e come protagonista un 51enne disoccupato della zona. Vittime di anni ed anni di soprusi, la moglie 43enne dell’uomo ed i due loro bambini, di 6 e 12 anni.

Aveva il vizio di bere, il cinquantunenne, e per questo non riusciva più a trovare lavoro né stipendio per garantire alla famiglia la stessa sopravvivenza. Dilapidava tutto in alcool, trascorrendo la maggior parte delle sue giornate al bar, e poi a casa si scagliava contro la compagna ed i figli. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Mistretta hanno messo in luce comportamenti di una violenza inaudita. Spesso l’uomo, più che ubriaco, tornava a casa e, con un bastone, colpiva moglie e bambini, insultandoli e minacciandoli di morte. Una volta, in un raptus di follia, avrebbe anche preso un coltello lanciandolo contro al maggiorenne dei figli che, solo per puro caso, non sarebbe stato colpito in pieno.

Le indagini sono scattate quando la moglie, già assistita al Centro Antiviolenze “Co.Tu.Le.Vi.” di Messina, ha deciso di denunciare tutto alle autorità.

I bambini sono stati ascoltati, così sono state riprese tutte le cartelle cliniche che accertavano lividi e maltrattamenti refertati in più occasioni. Durante una perquisizione, i militari hanno anche ritrovato quel coltello con cui l’uomo aveva cercato di ferire il figlio.

L’inchiesta, supportata anche dall’aiuto di uno psicologo del Centro di Valutazione e presa in carico della Famiglia Maltrattante e Abusante di Sant’Agata di Militello, ha infine fatto sì che il cerchio si chiudesse. Il Giudice per le Indagini Preliminari, Ugo Domenico Molina, ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare e adesso l’uomo è finito ai domiciliari (in una casa diversa da quella in cui abita la famiglia) con l’accusa di maltrattamenti. Per lui sono scattate anche le denunce per violazione degli obblighi di assistenza familiare e porto di armi od oggetti atti a offendere. 

(Veronica Crocitti)