Rassegna del 19 Gennaio 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 GEISHAGOURMET.COM

È l’Australia la regina dei consumi (+19). 

Ecco tutti i numeri del vino nel mondo

E’ uscita la nuova edizione della ricerca che l’Unione italiana vini in collaborazione con AIS edita ogni anno. Un lavoro preziosissimo che evidenzia tendenze in tutto il mondo molto dettagliate, utili agli operatori del settore come a tutti quelli che vogliono farsi un’idea di come gira il mercato del vino e i suoi consumi.

A questo proposito, l’Australia si piazza al vertice della classifica con un +19% di incremento 2014 su 2013 dei consumi. Nessun altro Paese al mondo registra un exploit così evidente: seguono Spagna con +9,9%, Regno Unito con +8,9%, Svezia +7,9%, Danimarca +4,8%, Norvegia *3,5% e Usa +3,2%. Crollano i consumi in Cina con -9,6%, Russia -8,6% e (triste medaglia di bronzo) Italia -6,4%. (*)

Se questi sono i dati che fanno capire a grandi linee dove sta andando il mondo del vino sia per i produttori sia per i consumatori, ci sono molti altri dati da considerare, tutti racchiusi nella ricerca che potete scaricare gratuitamente in PDF sul sito del Corriere Vinicolo, QUI, previa registrazione.

Buona lettura!

 (*) Nota: dopo 50 anni di continuo calo dei consumi di vino, in Italia in un solo anno siamo scesi di un ulteriore significativo 6,4 per cento.

Loro sono tristi, noi festeggiamo.

Naturalmente con Abbracci anziché brindisi!

 CORRIERE FIORENTINO

palazzo vecchio

Firenze, stop ai market dell’alcol

«Un cancro da estirpare»

Piano anti liberalizzazioni: nell’area Unesco non potranno aprire nuovi negozi con vendita di alcolici con superficie inferiore ai 40 metri quadrati e senza bagno. Il divieto sarà retroattivo, ma spunta la norma per salvare i bar. E più tutele per i negozi storici

FIRENZE - I minimarket dello sballo, quelli che vendono solo alcol e senza regole, sono «un cancro da estirpare» perché «venditori di morte». Il sindaco Dario Nardella, davanti al Consiglio comunale, usa parole pesantissime per presentare lo storico regolamento che, secondo Palazzo Vecchio, dovrebbe salvaguardare identità, tradizioni e vivibilità nel centro storico di Firenze (area Unesco), intervenendo con forza sul settore del commercio. Da oggi, con l’approvazione da parte della giunta, aprire minimarket, money transfer, compro-oro, centri massaggi e negozi di bassa qualità sarà molto più difficile (il Comune spera «impossibile»), perché si dovranno rispettare regole molto rigide, soprattutto per quanto riguarda l’alcol. Firenze si mette all’avanguardia a livello nazionale, e il sindaco vuole trasformare tutto ciò in una battaglia politica: il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha già chiesto il testo del regolamento approvato lunedì in Consiglio comunale. «Oltre all’identità della nostra città, qui c’è in gioco anche la salute pubblica, dei giovani in particolare — attacca Nardella — Vinceremo questa sfida dando un duro colpo a rendita e degrado, fermando chi fa affari sfruttando Firenze». E poi: «Gran parte dei problemi sono causati dalle liberalizzazioni, di Bersani prima e di Monti poi. Io non le demonizzo, ma quei due provvedimenti non hanno tenuto conto delle conseguenze su contesti storici e monumentali come il nostro», dove le attività tradizionali sono state soppiantate da centinaia di negozi turistici. 

Le regole

L’abuso dell’alcol è uno dei problemi chiave del degrado di Firenze. Palazzo Vecchio parte proprio da qui: nell’area Unesco non potranno aprire nuovi negozi con vendita di alcolici con superficie inferiore ai 40 metri quadrati e senza bagno (quelli esistenti avranno 3 anni di tempo per adeguarsi con una toilette anche per disabili, mentre bar e attività di somministrazione potranno beneficiare di una deroga). Una misura studiata per arrestare la proliferazione dei minimarket, oggi oltre quota 260, molti dei quali l’amministrazione spera debbano abbassare il bandone perché non in grado di adeguarsi alle nuove regole. Il piano prevede inoltre il divieto di vendita di alcol da asporto dalle 21 alle 6. I dehors dei locali, proprio per tutelare il diritto al sonno dei residenti, potranno essere usati solo fino alle 23. Pub e ristoranti dovranno cessare la somministrazione di alcolici dalle 2; mentre per tutti sarà vietato promuovere la vendita e il consumo di alcolici, con promozioni o esposizione in vetrina stile «bevi tre e paghi due». I proprietari delle attività dovranno inoltre garantire a proprie spese pulizia esterna e rispetto della quiete pubblica, evitando assembramenti. Importante, sempre per fermare il dilagare dei minimarket, l’obbligo (per le attività che vendono alcolici) di commerciare almeno cinque delle seguenti tipologie di merci: prodotti da forno, frutta, verdura, gastronomia, latte e derivati, carne e pesce. 

Divieti e sanzioni

L’approvazione da parte del Consiglio comunale è un passaggio studiato per rafforzare il provvedimento a livello giuridico e resistere il più possibile ai ricorsi che fioccheranno al Tar, tribunale che aveva già annullato l’ordinanza del sindaco che vietata dalle 22 la vendita di alcolici da asporto. Da oggi, tutte le attività commerciale nell’area Unesco (nella cerchia dei viali) avranno tre mesi di tempo per rimuovere tutti pannelli luminosi (con o senza led ad intermittenza), mentre saranno consentite le insegne approvate dagli uffici. Vietati, inoltre, slot machine e video poker all’interno delle nuove attività che apriranno ex novo. Vietato aprire locali che producono e vendono solo pizza, ma anche nuove discoteche. Per frenare la perdita d’identità del tessuto commerciale, sarà istituito anche il divieto di aprire money transfer, money change, internet point e phone center e centri massaggi che hanno monopolizzato intere strade. Le sanzioni per chi non starà alle regole saranno molto dure: da 500 a 5 mila euro, con sospensione dell’attività fino a 20 giorni per i recidivi. Questione di forma, ma anche di storia: viene infatti istituita la funzione di «esercizio storico». Si tratta di una norma che vieta il cambio di destinazione di un immobile in presenza di una funzione commerciale «tradizionale» (entro 90 giorni il Comune metterà nero su bianco i parametri), per tutelare un’attività storica, che così sarà vincolata al «proprio» immobile. 

Il «salva» Ponte Vecchio

Sono previste disposizioni particolari per via Tornabuoni e Ponte Vecchio. Nei locali che si affacciano direttamente sulla via delle boutique, sono consentiti solo negozi di moda di alta gamma, librerie, gallerie d’arte e antiquari, somministrazione di alimenti e bevande, banche e assicurazioni, commercio di oggetti preziosi, orologi, oggetti d’arte, cose antiche o articoli di antiquariato, articoli di numismatica e filatelia, artigianato tradizionale e artistico. Sul Ponte Vecchio è consentito solo il commercio di oggetti preziosi, orologi, oggetti d’arte, cose antiche o articoli di antiquariato, articoli di numismatica e filatelia, mentre è vietata la somministrazione di alimenti e bevande.

Polemiche in consiglio

Il nuovo regolamento è passato con i voti del Pd, l’astensione di Sel e Fratelli d’Italia ed il voto contrario di Forza Italia: il M5s ha abbandonato invece l’aula in segno di protesta contro «il troppo poco tempo concesso ai consiglieri di opposizione per studiare il documento». Una «delibera di buoni propositi — contesta Cellai, capogruppo dei berlusconiani — Si triplicano le regole senza garantire in alcun modo il controllo».

 OGGI TREVISO

Alcol e balordi, più controlli anche nei locali pubblici

Nel mirino dei vigili ancora la zona dei giardinetti S. Andrea e via Roma

TREVISO - Prevenzione è la parola d’ordine per il 2016 da parte della polizia locale di Treviso. L’obiettivo condiviso con l’amministrazione comunale è quello di continuare con una puntuale azione di prevenzione, con servizi di pattugliamento nelle zone calde del centro, rispetto a una diffusa azione meramente repressiva.

 Così, dopo la stretta sui controlli per spaccio e consumo di droga, con l’aiuto dell’unità cinofila Trixie, che nel corso nel 2015 hanno portato a 196 denunce, 167 soggetti segnalati alla Prefettura, ora i controlli saranno serrati anche per i locali considerati a rischio, che ad esempio somministrano alcol ai minori o diventino punti di ritrovo di balordi. I controlli per quanto riguarda il centro saranno concentrati nell’area dei giardinetti S. Andrea, Riviera Santa Margherita, via Roma e via Fiumicelli. Continua anche la lotta al consumo di alcol nelle aree verdi della città, che ha prodotto 134 sanzioni. Lo ha annunciato ieri il vicesindaco Roberto Grigoletto con il comandante della polizia locale Roberto Manfredonia, e il vice comandante Roberto Mazzon, durante la presentazione del bilancio dell’attività svolta dalla polizia locale nel 2015, in occasione della festa di San Sebastiano, patrono del corpo, che si tiene domani.

Giro di vite anche per chi non rispetta il codice della strada, la sosta selvaggia, le aree a traffico limitato e chi occupa i parcheggi riservati ai disabili o al carico scarico. Nel corso del 2015 sono state ben 100.532 le multe staccate dagli agenti della polizia locale per infrazioni al codice della strada, contro le 97mila del 2014. Tra le norme violate più frequenti al primo posto la sosta irregolare, violata ben 20.435 volte, in leggero calo rispetto alle 22.876 dell’anno precedente. L’ordinanza anti-accattoni ha portato, invece, a 352multe, segno che i pattuglioni costanti hanno portato a buoni risultati.

 Per il 2016, ha sottolineato il Comandante della polizia locale Roberto Manfredonia, saranno intensificati i controlli sugli accessi alle Ztl e sulle autorizzazioni in attesa dell’attivazione dei varchi elettronici prevista per il prossimo autunno. Infine, dopo l’avvio lo scorso ottobre, del “Controllo del Vicinato” in centro, proseguirà l’ampliamento del progetto nei quartieri. A Breve partirà a Santa Bona e Santa Maria del Rovere.

 LA STAMPA – Cuneo

Alcolici ai minorenni: il giudice autorizza la riapertura del bar a Saluzzo 

A fine dicembre era arrivata una nuova decisione del prefetto che imponeva la chiusura fino a marzo

La sospensione per tre mesi. Poi il ricorso immediato al Giudice di pace. Infine, la revoca, in via cautelare, del provvedimento. La serranda del «Bodoni wine bar» di via Bodoni 4 a Saluzzo, all’imbocco della strada che sale verso la collina è stata rialzata l’altra mattina. A fine dicembre era arrivata una nuova decisione del prefetto che imponeva la chiusura fino a marzo. All’origine dell’atto amministrativo, le segnalazioni della Finanza sulla somministrazione da parte dei gestori di alcolici a ragazzi minorenni, con età tra i 16 e i 18. 

L’avvocato della titolare Sara Bianco, Umberto Costamagna di Torino, ha presentato la richiesta di sospensione dell’istanza del prefetto e il giudice di pace l’ha concessa, in attesa di entrare nel merito della vicenda in un’udienza fissata per giugno. 

 BERGAMO NEWS

Alcol e guida, all’oratorio san Paolo incontro “Prevenzione e sicurezza”

Mercoledì 20 gennaio alle 20,45 al teatro Lottagono dell’oratorio San Paolo a Bergamo si tiene “Prevenzione e sicurezza”, incontro pubblico sul problema alcol e guida. L’appuntamento, a ingresso libero, affronta le conseguenze di alcuni atteggiamenti negativi legati all’uso e abuso di alcol e stupefacenti quando si è sulla strada. I relatori sono Mauro Romagnoli (Polizia di Stato) ed Elio Carminati (ex agente squadra mobile di Bergamo).

 Nel corso della serata, promossa dal bar San Paolo e dalla parrocchia di San Paolo, verranno proiettati dei filmati originali girati dalla Polizia Stradale sui luoghi degli incidenti.

Il problema alcol e guida è considerato un problema strategico da parte delle autorità di tutti gli stati europei (40 mila morti nei 15 paesi dell’Unione Europea). È ormai riconosciuto che tra i fattori umani, l’uso di alcol è certamente quello più rilevante sia in termini di rischio relativo che in termini di rischio attribuibile, data la grande diffusione dell’uso di alcol tra la popolazione. Attualmente in Italia (2014) si registrano ogni anno per incidenti stradali circa 4 mila morti, 20 mila invalidi gravi, 145 mila ricoveri e si stima circa 1 milione di accessi al Pronto Soccorso, con costi stimati in oltre 20-30 miliardi di euro. Molti studi epidemiologici rilevano che la quota di incidenti stradali gravi e mortali attribuibili all’alcol è attorno al 50% un quinto di tutti i ricoveri urgenti sono alcol-correlati. Dal 20 al 50% degli accessi al Pronto Soccorso per incidente stradale o lavorativo è correlato all’uso di alcol.

L’alcol alla guida è, in Italia e in Europa la prima causa di morte dei giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni

In Italia il numero e la gravità degli incidenti stradali aumentano notevolmente durante la notte o nei weekend. Inoltre, questi incidenti coinvolgono frequentemente giovani, fascia di popolazione che frequenta maggiormente i locali notturni.

 CORRIERE.IT

Guidava ubriaca, arrestata l’ex top model Stephanie Seymour

Arrestata e poi rilasciata su cauzione la top model americana Stephanie Seymour. 47 anni, venerdì sera è finita con il suo Suv contro un’alta vettura: nessuno è rimasto ferito. La Seymour, secondo il rapporto degli agenti, era malferma sulle gambe e si è rifiutata di sottoporsi all’alcoltest. L’ex modella è stata quindi arrestata per guida in stato di ebbrezza, per poi essere rilasciata dopo il pagamento di una cauzione di 500 dollari. Dovrà presentarsi in tribunale il prossimo 2 febbraio (Reuters)

 ALTOVICENTINONLINE

Schio-Santorso. ‘Non ho fatto niente di male’, ma era ubriaco alla guida

‘Non ho fatto niente di male, sono solo andato a cena con amici e abbiamo bevuto un pò’. Si è giustificato così il 62enne pizzicato sabato sera, alla guida della propria Subaru con un tasso alcolico di ben 4 volte superiore a quello consentito dalla legge. L’uomo, residente a Santorso, verso le 23,30, transitava in via Vicenza di Schio quando gli è stato intimato l’alt dagli agenti della Polizia Locale Alto Vicentino, con il vicecomandante Loris Revrenna.

Il 62enne dall’aria distinta parlava in maniera calma e non sembrava ubriaco, ma dagli accertamenti eseguiti con l’etilometro è risultato positivo e la quantità di alcol assunta non era affatto poca, nonostante l’apparenza. (*) E’ stato denunciato alla Procura della Repubblica di Vicenza per guida in stato ebbrezza alcolica con il conseguente ritiro della patente di guida ed il sequestro del mezzo.

N.B.

 (*) Nota: quando una persona con una alcolemia così alta non appare ubriaco può significare di solito due cose:

1. che è ubriaco anche chi lo vede, per cui quello – essendo come lui - gli sembra “normale”

2. che quella persona ha una elevata tolleranza/assuefazione all’alcol, il che significa che è abituata a bere sempre tanto.

Sono certo che ci troviamo di fronte al secondo caso: in queste situazioni è auspicabile che la famiglia di quest’uomo venga indirizzata a un Club.

 IL MATTINO di Padova

Ragazzo ubriaco, il padre lo prende a schiaffi davanti alla polizia 

Ha creato disordine alla pasticceria tanto che sono stati chiamati i poliziotti

PADOVA. Domenica mattina, intorno alle 7.30, un ragazzo italiano di 23 anni, si è presentato piuttosto ubriaco in una pasticceria del centro, l'Europa di via Europa.

Il gestore del locale ha telefonato alla polizia ma il giovane si è dimostrato subito ostile nei confronti dei poliziotti.

Lo stesso comportamento l'ha tenuto anche in questura dove gli agenti hanno tentato il tutto per tutto chiamando a quel punto anche il papà.

Il quale è arrivato a prendere a sberle il giovane ma la situazione non è migliorata.

Alla fine è stato denunciato per violenza e minacce a pubblico ufficiale.

 WINENEWS

I vini a bassa gradazione alcolica sono ancora una nicchia, ma con un ottimo potenziale di crescita, specie in Canada, Usa, Uk e Germania. 

Il problema, come racconta il report di Wine Intelligence, è che in molti non ne conoscono neanche l’esistenza

Il vino a basso contenuto alcolico rimane una categoria complessa e interessante, con diversi mercati che mostrano segnali incoraggianti di crescita, nonostante ostacoli importanti ancora esistenti. Secondo il report “Lower Alcohol Wines - A Multi-Market Perspective 2016” di Wine Intelligence (www.wineintelligence.com ), che ha analizzato l’andamento dei vini a basso tenore alcolico su otto mercati differenti, è dal Nord America che arrivano le indicazioni migliori, con un 2015 in decisa crescita. Il Canada ha mostrato la crescita maggiore anno su anno, con i consumatori che sono passati dai 5,1 milioni del 2014 ai 7 milioni del 2015. La categoria 6-8,5 gradi ha visto un aumento particolarmente marcato nel 2015, conquistando il 22% dei wine lover, il doppio dell’anno precedente.

Nel frattempo, gli Stati Uniti rimangono il più grande mercato della categoria, con 40 milioni di consumatori, pari al 43% di tutti i wine lover del Paese. Un altro mercato in crescita è quello del Regno Unito, dove il 34% dei bevitori regolari ha acquistato vini a basso tenore alcolico, ed un altro 20% che si dice aperto alla possibilità. Una crescita dettata soprattutto da un aumento della preoccupazione per la salute, che riflette una tendenza più ampia di riduzione dei consumi alcolici. In questo senso, anche la Germania, che ha nella bassa gradazione alcolica una caratteristica stilistica di molti suoi vini, resta un mercato forte, con il 47% dei wine lover che, infatti, opta per vini a bassa gradazione, la percentuale più alta tra tutti i mercati analizzati.

A fare da contraltare alla crescita di molti mercati, c’è il tracollo della Francia, dove, al contrario, il numero di acquirenti è sceso da 12 a 7 milioni nel giro di un anno, un calo spiegato con un certo pregiudizio da parte dei wine lover d’Oltralpe: per un quarto di loro, infatti, il vino a bassa gradazione alcolica non è un vero e proprio vino. “È evidente che i vini a basso contenuto di alcol abbiano un enorme potenziale di crescita in diversi mercati, ma per ora - commenta Richard Halstead, Ceo di Wine Intelligence - la categoria rimane una nicchia. Un fattore cruciale per capire se avranno la capacità di uno slancio ulteriore ed uscire dal guscio è il superamento dell’ostacolo più grande: farsi conoscere, perché molte persone, molto semplicemente, dei vini a basso tenore alcolico non sanno neanche l’esistenza”.

 WINENEWS

Buone notizie per i viticoltori italiani ed europei: Bruxelles passa dal 20% al 50% l’anticipo dell’aiuto pubblico agli investimenti per l’innovazione (l’Italia ha un budget di 45 milioni di euro) nei programmi nazionali di sostegno al vitivinicolo

Buone notizie per i viticoltori italiani ed europei: Bruxelles, riporta l’Ansa, ha deciso di prorogare anche per il 2016 la fissazione al 50% (invece, del 20%) dell’anticipo dell’aiuto pubblico agli investimenti per l’innovazione (l’Italia nel complesso ha un budget di 45 milioni di euro), nel quadro dei programmi nazionali di sostegno al settore vitivinicolo. 

La decisione della Commissione europea é da ieri operativa e punta a “dare continuità all’innovazione nel comparto alla luce della difficile situazione finanziaria che perdura in molti Stati membri”.

L’Esecutivo Ue ricorda, però, “che é obbligatorio spendere tutto l’importo anticipato nell’attuazione dell’operazione entro due anni dalla data del pagamento”.