Rassegna del 14 Gennaio 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 ANSA - Amica Ashley lascia a casa vino e rosa

Polizia scientifica ancora al lavoro in appartamento

(ANSA) - FIRENZE, 13 GEN - "Cara Ashley non dimenticheremo mai il tuo sorriso spettacolare ed il tuo buon umore contagioso. Santo Spirito ti ricorderà sempre e splenderai tra noi. L'amore non muore mai". E' il messaggio lasciato sull'etichetta di una bottiglia di vino toscano rosso da un'amica di Ashley che ha utilizzato la bottiglia per deporci una rosa chiara. Intanto proseguono i rilievi della polizia scientifica al lavoro da questa mattina nell'appartamento di via Santa Monaca 3 dove lo scorso sabato è stato ritrovato il corpo senza vita di Ashley Olden, 35enne americana. (*)

 (*) Nota: siamo così impregnati della nostra cultura alcolica da non vedere il paradosso dell’omaggiare con un alcolico una persona uccisa (anche) a causa dell’alcol. Sarebbe un po’ come omaggiare un amico morto impiccato portandogli una rosa avvolta in una corda.

 

 YOUMEDIA

Omicidio Firenze, parla il procuratore: 

"Hanno assunto alcol ma forse anche altro"

Parla il procuratore Giuseppe Creazzo che indaga, in collaborazione con la polizia, sull'omicidio di Ashley Olsen, la 35enne americana trovata strangolata sabato scorso nella sua casa dell'Oltrarno Fiorentino. Creazzo ha precisato che i due soggetti avevano assunto alcol, ma probabilmente anche altre sostanza e poi chiarisce: "Non risulta che si conoscessero prima di quella sera".

 

 IL RESTO DEL CARLINO

L’assicurazione non vuole pagare "Gionatan investito per colpa sua"

di Andrea Colombari

Ravenna, 14 gennaio 2016 - Investito in prossimità delle strisce pedonali sotto casa sua a Ponte Nuovo da un pirata della strada ubriaco. E poi trascinato per quasi 120 metri prima che il suo corpicino ormai senza vita si staccasse dalla scocca di quella Mercedes Clk scura sparita verso l’Adriatica. Il tutto davanti al fratellino maggiore e ai genitori. Era la notte del 22 giugno 2014. L’assicurazione chiamata ieri a rispondere dei risarcimenti per la morte a nemmeno tre anni di Gionatan Lasorsa, quantificati in oltre quattro milioni di euro, invece che pagare vuole ora riscrivere la dinamica dell’incidente. E poco importa che la sentenza contro il bulgaro al volante, il 38enne camionista Dimitrov Krasimir Denchev, sia già passata in giudicato. Nell’atto di costituzione depositato dal legale milanese incaricato, in particolare si sostengono due cose. Che il piccolo Gionatan non dovesse attraversare da solo e all’improvviso: come dire che i suoi genitori sarebbero responsabili dell’accaduto. E che a impedire l’adeguata visuale al bulgaro, soprattutto in ragione della statura del bimbo, c’era un’auto parcheggiata in sosta vietata. Un veicolo estrapolato da tre fotogrammi ricavati da un consulente di parte dal video registrato dal vicino ufficio postale. L’assicurazione inoltre fissa la velocità del bulgaro ai 50 orari, il limite su via Romea sud: ben distante dai 62 dedotti dalle indagini coordinate dal pm Isabella Cavallari.

E contesta infine l’entità di quanto chiesto. Per certo finora alla famiglia Lasorsa non sono stati dati nemmeno i soldi per il funerale del bimbo. La ragione della causa civile iniziata ieri mattina davanti al giudice Massimo Vicini, sta proprio nel fatto che l’assicurazione bulgara competente non ha tirato fuori un euro. Così l’avvocato Manuela Mengucci per conto dei familiari di Gionatan ha dovuto chiamare in causa sia l’ufficio delegato in caso di sinistri di auto straniere, l’Uci di Milano, che lo stesso Krasimir. Il bulgaro, arrestato dalla polizia a 48 ore dai fatti nel suo domicilio di Lido Adriano, ha già patteggiato due anni nove mesi e 10 giorni di carcere e 400 euro di ammenda per omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebrezza. Il gip Piervittorio Farinella gli ha anche inflitto sette anni e mezzo di sospensione patente, il massimo.

Dopo un po’ di cella e un periodo ai domiciliari a casa di amici a Marina di Ravenna, è tornato libero. In ogni modo, la dinamica dell’incidente che ha provocato – ha in buona sostanza rilevato con veemenza l’avvocato Mengucci – appare chiara. E per quanto riguarda la vettura finora mai emersa dalle pur minuziose indagini della polizia Municipale, l’avvocato ha fatto notare come la Panda rossa che quella notte precedeva la Mercedes e che dal retrovisore aveva visto tutto l’incidente, avesse notato il bimbo in maniera chiara. Il conducente, sentito ben tre volte, era stato chiaro sul punto. Come dire nessun ostacolo ma solo un’ulteriore sofferenza per i genitori del piccolo. Il loro legale ha ora chiesto che l’assicurazione versi una provvisionale per potere almeno sostenere le spese di causa. Il giudice si esprimerà a breve sulla richiesta. (*)

 (*): Nota ASAPS: DOPO IL DOLORE ANCHE LA BEFFA! 

 

NON C’E’ PACE, NON C’E’ GIUSTIZIA PER IL PICCOLO GIONATAN. SIAMO CON LA SUA FAMIGLIA

Non c’è pace, non c’è giustizia per il piccolo Gionatan ucciso da un pirata della strada il 22 giugno del 2014. Dopo la condanna ridicola dell’omicida (ma applicabile con l’attuale legge) a 2 e 9 mesi e da subito libero di fare la sua vita, ora si aggiunge anche questa umiliazione, questa beffa! L’assicurazione con argomenti assolutamente deboli non vuole pagare i danni e contribuisce a metter in ginocchio la famiglia di Gionatan che si trova oggi in gravi difficoltà economiche e a cui va la solidarietà totale dell’ASAPS. 

Così Gionatan viene ucciso due volte!

Auspichiamo che le autorità e la comunità ravennate solidarizzino e sostengano la famiglia del bambino. 

L’ASAPS continuerà a battersi perché questo scempio della giustizia cessi. Facciamo appello al giudice della causa civile perché sia assegnata alla famiglia una adeguata provvisionale! 

E ora avanti con l’Omicidio stradale affinché venga posta la parola fine alla libertà, di fatto impunita, di uccidere sulla strada e alla ripetuta e umiliante offesa alla dignità delle vittime della strada come la famiglia di Gionatan, a cui siamo e saremo particolarmente vicini.

Forlì, 14 gennaio 2016

Giordano Biserni

Presidente ASAPS

 CORRIERE.IT - FORUM ITALIANS – a cura di Beppe Severgnini

Una generazione che alle disco preferisce i festival

L’industria del divertimento sta attraversando un momento maledettamente serio. Per chi opera nel campo, è sempre più difficile capire se un settore è in crescita, stabile o in crisi. Le variabili sono troppe: tecnologia, sicurezza, economia, salute. Rispetto a dieci anni fa siamo più connessi, più impauriti, più poveri e più salutisti. In queste condizioni, i ragazzi hanno voglia d’infilarsi in discoteche e locali notturni? Risposta: non pare.

The Economist snocciola dati interessanti. Dal 2001 al 2011 il numero di discoteche in Olanda è sceso del 38%. In Gran Bretagna c’erano 3.144 “clubs” nel 2005, solo 1.733 dieci anni dopo. A Berlino il numero dei locali notturni (350) regge, ma alcuni nomi storici hanno chiuso i battenti. In Italia, in vent’anni, le discoteche si sono dimezzate (da 5.000 a 2.500). A Milano in dieci anni ha chiuso un locale su tre.

Vicende tragiche come la morte di un sedicenne al ‘Cocoricò’ di Riccione – appena riaperto dopo quattro mesi di chiusura – hanno lasciato il segno. In Europa, l’uso di MDMA (ectasy) tra i 15-34 è in calo, e così il consumo di alcolici (Heineken ha capito l’andazzo e in primavera partirà con una costosa campagna in favore del “consumo responsabile aspirazionale”). Forse lo spirito del tempo s’è stancato di rinchiudersi fra quattro muri, con molto rumore nelle orecchie e un drink troppo caro in mano? (*)

Presto per dirlo. Ma non c’è dubbio: non è un gran momento per i locali notturni. Erano luoghi d’incontro e seduzione? Facebook raggiunge lo scopo, e non costa nulla. Erano ambienti rilassanti? Tutto si può dire della musica techno, non che aiuti a distendere i nervi. Erano posti sicuri? Il neo-terrorismo ha indotto nuove claustrofobie. Erano alla portata di tutte le tasche? Non più: se l’ingresso costa poco, i gestori si rifanno con le consumazioni. 

L’impressione è che stia crescendo una generazione che alle discoteche preferisce i festival, al privé l’aperitivo, al locale pubblico la casa privata, al night-club una cena tra amici, alla pista da sballo la spiaggia da ballo. Se così fosse, ci sarebbe da rallegrarsi. Vuol dire che i ragazzi d’Italia e d’Europa sono diventati, nel complesso, più saggi. Se così fosse, sia chiaro: il merito è loro, non nostro.

(dal Corriere della Sera)

Beppe Severgnini

 (*) Nota: dalla lettura del prossimo articolo emergono segnali preoccupanti sui consumi alcolici della generazione successiva, quella dei bambini di età inferiore ai tre anni…

 IL FATTO QUOTIDIANO

Vino, gamberi e ansiolitici nei conti degli asili nido comunali di Rieti: la Procura apre due inchieste

Le indagini sono scattate dopo una segnalazione all’ufficio anticorruzione del Comune. Nella quale viene messo in luce “l’acquisto di prodotti farmaceutici non prescrivibili ai bambini”. Fra questi, medicinali per curare l’ipertensione, l’ansia e la gotta. Ma sotto la lente d’ingrandimento sono finite anche le forniture di cibo: in dispensa salsicce secche, pancetta e salmone

di Giorgio Velardi

La questione potrebbe sbarcare presto in Parlamento. Con vari deputati e senatori pronti a sollevarla. Tre chilogrammi di salsicce secche, quattro e mezzo di pancetta tesa, addirittura dieci di salmone. Senza contare le bottiglie di vino. Ma non solo. Medicinali come il Lasix, un diuretico usato per curare l’ipertensione, il Tranquirit, un ansiolitico con cui vengono trattati stati di tensione anche a sfondo depressivo, o il Diclofenac, un antinfiammatorio indicato per le patologie reumatiche croniche come l’artrosi o per attacchi acuti di gotta. Tutti prodotti acquistati dai due asili nido comunali di Rieti, cittadina a 80 chilometri a Nord di Roma, per bambini di età compresa fra i tre mesi e i tre anni. Avete capito bene. Tanto che la Procura ha deciso di aprire due diverse inchieste per accertare eventuali irregolarità: una per l’acquisto dei farmaci, sulla quale indaga il Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) di Viterbo, l’altra per quello delle derrate alimentari, affidata alla Guardia di Finanza di Rieti. Indagini entrambe aperte dopo una segnalazione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Simone Petrangeli (Sinistra Ecologia Libertà) risalente al 24 dicembre 2013.

ALTA PRESSIONE Nella lettera, redatta da un dirigente del settore servizi sociali e inviata all’ufficio anticorruzione del Comune, si segnala come “da una verifica a campione dei farmaci acquistati presso gli asili nido comunali su ordine della coordinatrice, Adonella Scopigno, venivano evidenziati dagli uffici l’acquisto di prodotti farmaceutici non prescrivibili ai bambini”. Prodotti che, sempre secondo quanto sottolineato nella missiva – alla quale sono state allegate le dichiarazioni dei pediatri assegnati dall’Ausl di Rieti nei due asili –, sarebbero stati acquistati per “fronteggiare eventuali emergenze che dovessero presentarsi anche tra il personale”. Circostanza che però “appare incomprensibile”, è scritto nella lettera, perché “la prescrizione di farmaci per la pressione alta” (il Lasix, appunto) o quella di “Tranquirit, Moment, Aulin e Oki esula dalle competenze dei pediatri e non rappresenta in alcun modo la normale dotazione di un armadietto di pronto soccorso pediatrico né, in ultima analisi – spiega ancora la denuncia – tali farmaci possono essere considerati funzionali ad emergenze che dovessero riguardare il personale comunale quali scottature, abrasioni, urti accidentali”. Anche perché “per il personale comunale è previsto uno specifico servizio di vigilanza medica”. Rilievi a seguito dei quali è scattata la perquisizione dei Nas. Che, su disposizione del pubblico ministero Giuseppe Saieva, hanno acquisito tutte le fatture dei medicinali acquistati fra il 2010 e il 2014. 

ABBUFFATE INFANTILI Poi c’è l’altra questione, cioè quella relativa agli alimenti. Fra i quali, oltre agli episodi già citati in precedenza, ci sono anche trentasei code di gambero – costate 372,24 euro ma difficilmente presenti nella dieta dei bambini – e ottantanove chilogrammi di carne, acquistati in ventiquattrore pochi giorni prima di Natale. Senza dimenticare 16 pandori e altrettanti panettoni, per i quali sono stati pagati 135 euro e 68 centesimi in totale. Più che un menù per i piccoli ospiti dell’asilo sembra la spesa per un cenone di Natale. Ma a stabilirlo dovrà essere la magistratura.

 GAZZETTA DI MANTOVA

mantova 

Senza assicurazione. Sono più di cento le auto sequestrate 

Il bilancio Polstrada: 40 punti patente bruciati ogni giorno. 

Lieve calo delle denunce per ebbrezza: 276 contro 328

MANTOVA. Due decessi in più, da 8 a 10, una lieve flessione del numero complessivo degli incidenti stradali e dei feriti e 863 infrazioni in meno rispetto all’anno precedente.

Eccoli i numeri della Polizia Stradale di Mantova e Ostiglia che in queste ore hanno divulgato il bilancio dell’attività 2015.

La media delle infrazioni registrate dalle pattuglie della Polstrada è di 35 al giorno, la maggior parte (2.570 in totale) per eccesso di velocità.

Resta alto, seppure in diminuzione, anche il numero delle denunce per guida in stato di ebbrezza: 276 contro le 328 del 2014. In calo anche i sequestri dei veicoli senza copertura assicurativa, passati da 180 a 105. I punti decurtati dalle patenti sono stati 14.786 (40 al giorno) contro i 17.196 dell’anno precedente mentre le patenti ritirate sono state 407.

Il settore in cui vi è stato un netto incremento delle attività di controllo è stato quello del trasporto professionale di merci e persone, dove sono stati attivati specifici dispositivi di controllo anche mediante l'impiego del Centro Mobile di Revisione, con la presenza di funzionari della Motorizzazione civile di Mantova, e del trasporto animali vivi e trasporto alimentare, che ha visto impegnati oltre agli agenti della Polstrada i veterinari dell'Asl.

È stata inoltre rivolta attenzione alle ispezioni amministrative degli esercizi commerciali correlati al mondo dell'automobile (carrozzerie, officine, centri revisione privati autorizzati, autosaloni, autoscuole) che a fronte di 33 controlli hanno determinato 16 contravvenzioni e 3 denunce penali. Un particolare impegno è stato rivolto alla diffusione della cultura della sicurezza stradale grazie all'organizzazione di incontri nelle scuole. Sono stati eseguiti specifici controlli agli autobus in partenza per le consuete gite scolastiche, che hanno portato a sanzionare 12 pullman per mancato rispetto delle normative che regolano i tempi di guida e riposo, estintori scaduti e mancanza della cassetta del pronto soccorso.

Molte risorse sono state investite anche nel contrasto al fenomeno della guida in stato di alterazione psicofisica dovuta all'assunzione di alcol: nell'anno in corso sono stati controllati 18.283 conducenti rispetto ai 15.759 dell'anno precedente e nonostante l'aumento dei controlli si è potuta riscontrare una diminuzione delle denunce per guida in stato di ebbrezza, passando da 328 a 276. (*)

Sono state elevate infine 18 sanzioni ex art. 186 bis del codice della strada ai conducenti di età inferiore ai 21 anni, neopatentati e a chi esercita professionalmente l'attività di trasporto persone e cose per i quali è prevista tolleranza zero nell'assunzione di alcol. (bo)

 (*) Nota: per guida in stato di ebbrezza 2500 controlli in più e 52 sanzionati in meno: mi pare una bella notizia.

 LA PROVINCIA DI SONDRIO

Alcol al volante, l’allarme è alto: raffica di denunce

I dati dei Carabinieri: ritirata una patente al giorno. 

L’ebbrezza causa l’ottanta per cento degli incidenti. 

Cala invece il numero dei furti e dei sinistri stradali.

L’allarme più elevato, sotto il profilo della sicurezza in provincia, resta quello legato all’uso di alcol e sostanze stupefacenti. 

Lo dicono i dati di un anno di attività dei Carabinieri diffusi ieri dal comando provinciale dell’Arma. Le cifre parlano chiaro: le denunce per guida in stato di ebbrezza e per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti restano preoccupantemente elevate: soltanto per l’alcol salta praticamente una patente al giorno. Confermati invece i segnali che si erano avuti nei mesi scorsi: i furti, compresi quelli in casa, stanno diminuendo.

Le denunce complessive sono state 1.501 nel 2015, mentre nel 2014 erano state 1.514, quelle per i furti in appartamento sono state 319 contro le 374 dell’anno precedente. Altre 8 persone sono state ritenute responsabili di razzie commesse nel 2014. Quattordici invece le rapine, per lo più di tipo improprio e non con l’utilizzo di armi. «Abbiamo aumentano i servizi di prevenzione, che nel 2015 sono stati il 2 per cento in più rispetto al 2014, e migliorato il coordinamento sul territorio con i colleghi delle altre forze dell’ordine - spiega il colonnello Paolo Ferrarese, comandante provinciale dell’Arma -. Sono risultati soddisfacenti, frutto anche della grande sensibilità dei cittadini della provincia nei confronti di un reato che definirei senza dubbio una violenza, visto che colpisce le persone nell’intimità. Molti risultati nel contrasto al fenomeno sono stati ottenuti proprio grazie alle segnalazioni dei privati. Penso per esempio all’agli arresti dei componenti di una banda di albanesi che abbiamo compiuto nei mesi scorsi».

In tutto, nel 2015 sono stati denunciati ai Carabinieri 3.667 reati, sul totale dei 4.448 complessivamente denunciati in provincia. Nel 2014 i militari avevano ricevuto 4.021 denunce.

 GAZZETTA DI REGGIO

“Niente alcol per te”: rapina in un negozio di via Secchi 

Reggio Emilia, commerciante indiano si rifiuta di vendere alcolici e lo aggrediscono: arrestato un tunisino 

di Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA. Si è trovato cinque persone nel negozio, alcune delle quali visibilmente ubriache, che volevano prendere dei superalcolici. «Ho detto che non potevano prenderle perché l'ordinanza del Comune lo vieta e loro hanno iniziato a mettersi delle lattine di birra nelle giacche, ne avranno prese 6 o 7».

 Karnail Singh, 37 anni, racconta così le prime fasi della rapina iniziata martedì poco prima delle 20 nel negozio d’alimentari di via Secchi dove lavora, vicino al kebab dove il 5 gennaio un tunisino ha aggredito il titolare nel corso di una violenta lite.

Il commerciante indiano, parente del titolare del negozio, quando si è reso conto che due persone erano uscite in strada senza pagare è andato fuori e ha chiuso la porta per bloccare gli altri all’interno e non farli scappare con le birre. A quel punto quelli fuori lo hanno aggredito per farlo desistere, spingendolo e strattonandolo.

La banda di rapinatori alla fine è riuscita a fuggire e Karnail ha chiamato la polizia per segnalare l’accaduto. Dopo circa mezzora, mentre il commerciante parlava con gli agenti, nel negozio è tornato uno della banda, un tunisino di 21 anni poi identificato come Salah Ben Hajaj.

La vittima dell’aggressione lo ha riconosciuto come uno di quelli che l’aveva spinto con violenza per fargli aprire la porta. Pertanto i poliziotti della volante, che stavano raccogliendo la denuncia, hanno arrestato il nordafricano per rapina impropria.

Le indagini proseguono per identificare i complici. La questura ha fatto sapere che a seguito di questo e dei precedenti episodi i controlli in via Secchi saranno intensificati, anche con un presidio fisso negli orari più a rischio. L’area vicino ai giardini pubblici è da tempo al centro di fenomeni di degrado, con ubriachi che stazionano a tutte le ore ed episodi di spaccio. «Purtroppo noi siamo qua a lavorare - dice Karnail - e poi ti trovi questa gente nel negozio».

 CORRIERE DI VITERBO

civita castellana

Carnevale civitonico, i genitori: "Vanno proibiti gli alcolici"

Ragazze contese, gelosie, vecchie antipatie, “sgarri” da punire, botte ricevute in discoteca da “vendicare”. Sarebbero queste alcune delle ragioni delle faide in atto tra gruppi di giovani civitonici e quelli dei paesi vicini. Faide che dovrebbero trovare “sfogo” durante le prossime sfilate del Carnevale. Almeno di questo si parla da giorni sui social network e sulle chat frequentate dai ragazzi.

Segnali e avvertimenti di cui sono venute a conoscenza alcune mamme, le quali ora sono in forte e comprensibile apprensione. Tanto da chiedere al Comune e alle autorità competenti una stretta sugli alcolici durante la manifestazione. Lo stato di ebbrezza, infatti, induce molti soggetti ad avere comportamenti violenti e il timore è quindi che gli animi di queste bande di ragazzi, già esacerbati da vecchie ruggini, possano ulteriormente scaldarsi durante la manifestazione. Venire alle mani, in circostanze in cui si è parecchio su di giri, è molto facile, e d’altra parte i precedenti di scazzottate e risse anche furibonde durante il Carnevale civitonico non mancano. 

Ordinanze che vietano, da parte dei bar, la vendita di vino e alcol lungo il percorso delle sfilate vengono emanate già da diversi anni. Ma si tratta, come tutti sanno, di un palliativo. Procurarsi l’alcol prima delle sfilate nascondendolo dentro bottiglie di bevande “innocue” è un gioco, per così dire, da ragazzi. Per questo alcuni genitori chiedono una stretta dei controlli, anche relativamente all’uso degli stupefacenti, da parte di chi è preposto all’ordine pubblico. Controlli soprattutto tra le maschere libere tra le quali spesso si aggirano le teste più calde. Maschere libere che poi tradizionalmente, a un certo punto della sfilata, vanno a confluire nei gruppi organizzati, creando della “grandi ammucchiate” e facendo salire inevitabilmente la “temperatura”. In quel frangente basta un nulla a innescare la scintilla. E’ quello che molti genitori vorrebbero appunto evitare.

 WINENEWS

La proposta è troppo bassa, e dopo 15 anni finisce il rapporto di sponsorship tra il big dello Champagne G. H. Mumm e la Formula 1, dove i piloti celebrano le proprie vittorie con una doppia magnum di bollicine dal lontano 1967 ...

La fine del rapporto tra il big dello Champagne G. H. Mumm ed il circus della Formula 1, iniziato nel 2000, campeggia sulle pagine di tutti i siti specializzati (più che di vino, di sport, ndr). Alla base della rottura, dopo 15 anni di collaborazione, sembra che ci sia una proposta di sponsorship ritenuta troppo bassa dal boss della Formula 1 Bernie Ecclestone: 5 milioni di euro per portare le mitiche doppie magnum sul podio alla fine dei 20 Gran Premi della stagione 2016, la metà di quanto stanziato fino ad oggi. (*) Ed in attesa di sapere con cosa festeggeranno Hamilton, Vettel e company tra qualche mese, Mumm diventa lo Champagne ufficiale della neonata Formula E, il campionato delle monoposto elettriche.

Oggi, pensare al podio di una gara di Formula 1 senza la classica doppia magnum aperta dal vincitore, ed inevitabilmente stappata sul secondo e terzo classificato, è quanto di più strano ci possa essere, ma la storia dello Champagne sul podio dei Gp di Formula 1 è lunga e complessa. 

Tutto inizia nel lontanissimo 1950, quando il circus tocca per la prima volta il suolo francese, sul circuito di Reims, proprio nel cuore della Champagne. Fino al 2 luglio di quell’anno, infatti, le gare si correvano esclusivamente nel mitico circuito di Silverstone, ma l’arrivo del primo Gran Premio di Francia non lasciò per nulla indifferente due grandi fan della velocità: Paul Chandon Moët et Frédéric Chandon de Brailles , a capo, allora, della mitica griffe dello Champagne Moët & Chandon. Furono loro i primi ad offrire al vincitore, l’argentino Jaun Manule Fangio (vincitore del mondiale di Formula 1 per ben 5 volte, nel 1951, 1954, 1955, 1956 e 1957), una doppia magnum di Champagne, per celebrare sul podio il successo ottenuto in pista, come racconta il sito “Motorsport” (www.fr.motorsport.com ).

Tutto qui? No, perché in quel lontano 2 luglio 1950 il tappo non saltò, e lo Champagne arrivò, immaginiamo, integro, a casa del mitico Fangio. Dobbiamo aspettare fino al 1966 per veder scorrere le bollicine sul podio: quell’anno, Jo Siffert, vincitore della 24 Ore di Le Mans, innaffiò involontariamente il pubblico, con il tappo che saltò a causa del caldo. È solo l’anno successivo che il gesto diventò rituale, quando Dan Gurney, pilota della Ford GT40 e vincitore del Gran Premio, non a caso, di Le Mans, celebrò l’impresa stappando la 3 litri sulla folla festante, in un festeggiamento che voleva ricordare proprio i festeggiamenti di Siffert, del tutto involontari, dell’anno precedente.

Il resto è storia, tra ordinario e straordinario: nel circuito, dal 2004, si è aggiunta la tappa del Bahrein, dove la legge non permette di celebrare con bevande alcoliche, mentre in Francia, a causa della legge Evin, l’etichetta deve essere coperta, anche se l’aneddoto più celebre, probabilmente, risale al 1978, quando Gilles Villeneuve vinse il “suo Gran Premio, quello del Canada, celebrando, sul podio, con una bottiglia di birra ...

 (*) Nota: significa che, nel 2015, la sponsorizzazione della bottiglia stappata dal vincitore del Gran Premio è stata pagata dieci milioni di euro!!!

A chi della rassegna legge solo i titoli e le note in rosso (dai, non negate… noi vi vediamo…) suggerisco la lettura di questo articolo, davvero interessante.

 IL MESSAGGERO VENETO

Udine: ubriaco spara dal terrazzo otto colpi, poi fa un incidente 

E’ accaduto in via Marsala all'alba. 

In una palazzina, all'altezza del civico 168, la polizia ha trovato bossoli, vetri infranti e auto danneggiate. 

In casa aveva otto armi che sono state sequestrate. Con lui c'era anche una donna

UDINE. Ubriaco esplode otto colpi di pistola dalla veranda del terrazzo, uno dei quali colpisce anche un condominio vicino, quindi prende l'auto e si schianta contro le vetture in sosta.

L'episodio è avvenuto all'alba intorno alle 6 in un quartiere a sud di Udine. L'uomo, Walter Piccardi, 42 anni, di Udine, in preda ai fumi dell'alcol ha sparato dalla propria abitazione e quindi è scappato in auto.

La scena è stata notata da un abitante della zona, che ha chiamato le forze dell'ordine.

Sul posto si sono recati gli agenti della Questura di Udine, che lo hanno rintracciato e denunciato circa un'ora e mezza più tardi, dopo che si era schiantato contro le auto in sosta.

Dai controlli nella sua abitazione è emerso che l'uomo deteneva regolarmente otto tra fucili e pistole, armi che sono state tutte sequestrate.

L'uomo, centralinista in un istituto di credito della zona, affetto da una parziale invalidità, ha cominciato a sparare intorno alle 6 del mattino dalla cucina della sua abitazione.

Le ragioni del gesto non sono ancora chiare. I primi colpi hanno forato la sua stessa veranda, un proiettile ha raggiunto una vettura in sosta, mandando in frantumi il finestrino del lato passeggero, un altro è entrato nell'appartamento al piano terra di un condominio sul lato opposto della strada.

Solo per un caso nessuno è rimasto ferito. I colpi, sparati da una Smith & Wesson 357 Magnum e da una Ruger 44 Magnum, sono stati avvertiti dai vicini.

La chiamata al 113 è arrivata però solo intorno alle 7.30 del mattino, quando un uomo si è accorto dei fori sulle pareti del condominio e sull'auto. Sul posto è giunta la Polizia, con le pattuglie delle Volanti, della Polizia Scientifica e della Squadra Mobile che ora conduce le indagini.

Individuati i fori d'uscita dei proiettili dalla veranda, la Polizia ha controllato l'appartamento dell'uomo, in quel momento assente, e ha trovato le armi utilizzate per sparare i colpi: una appoggiata sul divano del salotto e una su un tavolino di una stanza in cui erano conservate diverse altre armi.

A terra, in cucina, ancora parte dei bossoli dei colpi. L'uomo è stato trovato poco dopo e a poca distanza. Uscito di casa con un'amica, è salito in auto ma dopo appena 300 metri ha fatto un incidente andando a sbattere contro alcune auto in sosta.

Per i rilievi dell'incidente erano già intervenuti i Carabinieri. Le due armi presumibilmente utilizzate per sparare sono state sequestrate. Le altre, tra cui un fucile a pompa di cui era in regolare possesso, per tiro a volo, sono state ritirate cautelativamente, in attesa che l'ufficio armi della Questura avvii le procedure per la revoca del porto e il divieto di detenzione.

In casa è stato trovato anche un modico quantitativo di hascisc. La posizione dell'uomo è al vaglio della Polizia, così come quella della ragazza che era con lui, un'udinese di 34 anni.

 IL CITTADINO

Monza: ubriaco si schianta alla Villa reale, 41enne in auto contromano (con la figlia neonata) 

Raffica di incidenti a Monza: il più grave davanti alla Villa Reale, prognosi di 45 giorni per un 48enne. Un 41enne percorre la via Canova contromano e centra uno scooter: in auto la figlia di pochi mesi (illesa).

Un 23enne molto ubriaco che si schianta davanti alla villa Reale provocando ferite, fortunatamente lievi, a due dei tre amici che aveva in auto. Un neo papà che percorre con la moglie e la bimba di pochi mesi una via in contromano e si scontra con un ciclomotore. Infine, una sessantenne diretta a una sala da ballo che perde il controllo della sua vecchia Fiat 600 e finisce contro un lampione. Incidenti a raffica negli ultimi giorni e in particolare nel fine settimana a Monza. 

Il più grave è quello accaduto venerdì notte all’incrocio tra viale Brianza e via Battisti. Un 23enne albiatese alla guida di una Volvo con a bordo tre amici tra i 21 e i 25 anni di Albiate e Carate proveniente da Vedano e diretto verso il centro città si è scontrato con una Citroen Xsara Picasso condotta da un 48enne di Limbiate proveniente dalla parte opposta e intenzionato a svoltare a sinistra in viale Battisti. L’impatto è stato violentissimo. La Citroen ha perso addirittura il motore. Il limbiatese ha riportato serio un trauma cranico guaribile in 45 giorni. Il conducente della Volvo, risultato positivo all’alcol test è stato sanzionato e si è visto ritirare la patente di guida.

La sera prima, attorno alle 20.35 un monzese di 41 anni in auto, una Peugeot, con la moglie e la figlia di pochi mesi, ha imboccato la via Canova in contromano e si è scontrato con uno scooter condotto da un moldavo di 22 anni residente a Monza. Il giovane, sbalzato a terra, ha riportato ferite guaribili in 6 giorni. L’automobilista è stato sanzionato. 

Agli agenti della polizia locale ha detto che il volante non rispondeva più ai comandi una 67enne di Agrate Brianza a bordo di una Fiat 600, diretta a una sala da ballo, che in viale delle Industrie sabato pomeriggio ha perduto il controllo dell’auto all’altezza di una rotatoria finendo contro un lampione. Prognosi di 6 giorni.

Trenta invece i giorni di prognosi per un 72enne di Cinisello alla guida di una Punto che domenica attorno alle 16 all’uscita del tunnel di viale Lombardia si è scontrato con un furgone a suo dire dopo essere stato tamponato da un terzo veicolo. Illeso l’altro automobilista coinvolto, un 39enne di Bollate.

 ESTENSE.COM

Bevono troppo vino, gli spacca una bottiglia in testa

Lite tra amici finisce a bottigliate. 

Il ferito è in ospedale, l'altro è stato denunciato per lesioni aggravate

Una serata tra amici, forse per colpa del vino, si è conclusa con un uomo in ospedale giudicato guaribile in 10 giorni, ed uno denunciato per lesioni aggravate.

Nella serata di ieri (mercoledì 13 gennaio) è giunta alla centrale operativa della polizia di Stato una richiesta di intervento per un ragazzo ferito. Sul posto gli agenti delle volanti hanno notato un ragazzo che perdeva sangue dalla testa. Immediatamente è giunto anche il personale del 118 che ha provveduto a medicare il ragazzo ed a trasportarlo al pronto soccorso.

Anche gli agenti delle volanti si sono recati presso il pronto soccorso per sentire come si erano svolti i fatti. L’uomo ha riferito che si trovava in casa di un amico, quando è giunta una terza persona. I tre uomini hanno cominciato a bere vino in compagnia quando, a seguito di una discussione, l’ultimo venuto, un ferrarese di 37 anni, ha preso la bottiglia ormai vuota di vino e gliel’ha sbattuta in testa.