Rassegna del 13 Gennaio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

SICURAUTO

Omicidio stradale: i pro e i contro della legge in arrivo

La legge al vaglio alla Camera non sembra avere basi solide su alcol e droga al volante poiché l'imputato potrebbe farla franca

13 Gennaio 2016 - Ma perché la telenovela "omicidio stradale" è così lunga? Semplice: il Parlamento ha dovuto più volte mettere mano alla bozza originaria del Disegno legge. Addolcendo la versione iniziale. Fra l'altro, le pene per chi uccide sotto l'effetto di alcol o droga verranno sì aumentate (ci mancherebbe altro) rispetto all'attuale omicidio colposo (per imperizia), e quindi dovrebbero migliorare la sicurezza stradale; ma non saranno così forti come prospettato anni fa. E alla Camera, da cui si attende l'ok finale, è approdato un Ddl senza ergastolo della patente: niente ritiro a vita, ma sospensioni lunghissime per chi causa incidenti mortali in stato alterato. Adesso, la stessa Camera traccheggia per via di alcuni problemi che riguardano il futuro reato di omicidio stradale. Aspetti che Maurizio Caprino, sul Sole 24 Ore, ha messo in evidenza.

RISCHIO CHE SIA INCOSTITUZIONALE - Anzitutto, le incertezze in merito all'accertamento su alcol e droghe nascono dal fatto che l'inasprimento delle pene che la nuova legge porta con sé non solo rischia di essere incostituzionale per disparità rispetto ad altri tipi di omicidio colposo aggravato (come quello con violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro). Quindi, arriverà un reato trattato in modo diverso da quello che già c'è. La questione potrebbe essere portata davanti alla Corte costituzionale, e far saltare il reato di omicidio stradale. Sarebbe il colmo, vista la fatica per far sì che il Ddl divenisse legge.

IL GUAIO ALCOL - Caprino ricorda come, con l'omicidio stradale, si alzi la posta in gioco. La difesa degli imputati (o perlomeno di quelli che potranno permettersene una agguerrita) farà emergere le incertezze scientifiche del sistema, che non a caso sono state ricordate e precisate in un recente studio della Scuola di specializzazione in medicina legale dell'Università di Trieste, compiuto proprio nell'ottica dell'introduzione dei nuovi reati stradali e delle relative, pesanti pene. Nel caso dell'alcol, ci sono dubbi soprattutto sull'affidabilità degli etilometri, che desumono quanto ce n'è nel sangue sull'incerta base di quanto ce n'è nell'aria espirata: la correlazione tra le due misure non è fissa, ma varia secondo le caratteristiche del singolo individuo e secondo le condizioni in cui la persona si trova al momento del test. Basti rammentare la perizia effettuata nel 2011 dall'Università di Pavia in sede giudiziaria, con cui si dimostrava che i valori rilevati dall'etilometro possono essere dal 10% al 27% superiori rispetto a quelli trovati nel sangue.

ANCHE LE MEDICINE - Nel caso della droga, evidenzia Caprino, i problemi rilevanti sono legati innanzitutto al fatto che la normativa italiana considera non solo le sostanze classificate come stupefacenti, ma anche medicinali che hanno effetto sulle capacità di guida, come antidepressivi, antipsicotici, anticonvulsivanti, taluni antistaminici, anticinetosici, antinfiammatori non steroidei e antiipertensivi, che possono dare sedazione, sonnolenza, vertigini e disturbi della vista (possibili anche con alcuni colliri). A complicare il tutto, vanno segnalate altre perplessità, come quella del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, intervistato da Corrierelive: "Spero che il Parlamento rifletta meglio sul reato di omicidio stradale. Sono contrario ad eccessi di sanzione penale. Oggi la sicurezza stradale è presidiata da un complesso di sanzioni molto esteso e incisivo. L'omicidio stradale va benissimo in termini di principio, ma eviterei di considerarlo alla stregua di un omicidio doloso".

di E.B.

QUOTIDIANO.NET

L’ergastolo della patente

CI RISIAMO. Volendo potremmo riproporre, con un copia e incolla, uno dei mille articoli che il Carlino ha pubblicato negli ultimi vent’anni. Aspettando (speriamo a giorni) la benedetta legge sull’omicidio stradale, continua a capitare che gente fatta e strafatta si metta al volante e poi succede quel che succede. Come quella maledetta mattina di Natale, in autostrada, nel Riminese. Se davvero verrà confermato che il conduttore dell’auto (con precedenti per guida in stato di ebbrezza) era drogato, cosa succederà? Con le leggi attuali, poco o nulla: ci sarà magari una condanna che non comporterà neppure un giorno di carcere, una multa e un po’ di tempo senza patente. Col rischio che la scena, con lo stesso protagonista, si ripeta: capita spesso, troppo spesso. Con l’omicidio stradale, invece, il documento di guida potrà essere sospeso anche per 30 anni: quasi un ergastolo della patente, e ci sta. Come ci può stare un po’ di galera.

C’è un’emergenza nell’emergenza: la droga. Perchè, diciamola tutta, se è vero che per i controlli anti-alcol l’Italia ha fatto negli ultimi dieci anni passi da giganti (leggi, sanzioni e abitudini sociali: il ‘chi beve non guida’ va di moda), per la droga siamo più o meno rimasti fermi. I ‘drogometri’ – equivalenti agli etilometri utilizzati per l’alcol – sono pochi, i controlli annuali anti-droga (poche migliaia) sono venti volte inferiori a quelli della Spagna. Insomma, non ci siamo. E purtroppo ci risiamo.

ORTICALAB

La ricerca

Alcool e abitudini: come si beve nel Capoluogo? Excursus tra i locali avellinesi

Per farci un’idea sulla qualità e sulla tipologia di bevande richieste nel Capoluogo, abbiamo chiesto a quattro tra i più gettonati esercenti che operano nel settore, concentrati nel cuore della città e con una clientela variegata che spazia dai 18 ai 35 e più anni di età. Ecco cosa è emerso

Si chiama "#Beremeglio" ed è il progetto che nasce a Padova come sito pilota e punta ad essere rilanciato su scala nazionale: scopo dell’esperimento è quello di promuovere consumi responsabili e di qualità in ristoranti, bar e luoghi d’intrattenimento. Per compiere questa “missione” il progetto prevede venti corsi di formazione che coinvolgono 600 addetti di esercizi pubblici.

L’iter previsto da questa iniziativa è articolato in diversi punti che riguardano sia la conoscenze delle diverse tipologie di alcool offerte ai clienti, sia le modalità del servizio di somministrazione. Un bella idea che nasce anche in virtù della valutazione degli ultimi dati ISTAT – che risalgono al 2014 - sul consumo di bevande alcoliche in Italia: «Beve vino il 50,5% della popolazione di 11 anni e più che ha consumato alcolici nell’anno, mentre il 45,1% consuma birra e il 39,9% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori. Tra il 2005 e il 2014 la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche scende dal 31% al 22,1%. Aumenta, invece, la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 38,6% al 41%) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 25,7% al 26,9%)».

Sono dati su scala nazionale che poco ci dicono sulle abitudini dei nostri concittadini in tema di alcoolici.

Per farci un’idea – seppur sommaria – sulla qualità e sulla tipologia di bevande richieste nel Capoluogo, abbiamo chiesto a quattro tra i più gettonati esercenti che operano nel settore, concentrati nel cuore della città e con una clientela variegata che spazia dai 18 ai 35 e più anni di età.

Sono state escluse da questa piccola statistica vinerie e locali dediti esclusivamente a serate a tema perché poco rappresentative del campione generico.

Il “TILT” riesce a restituirci un quadro che si differenzia per fasce di età: il target 18-25 cerca soprattutto bevande economiche e talvolta drink impiastricciati, c’è poca ricerca della qualità. La bevanda più richiesta è soprattutto la birra; la fascia 25-35 punta ai digestivi, ai long drink come gin-tonic o vodka lemon, c’è però maggiore interesse alla qualità, alla birra particolare o al cocktail più elaborato; discorso ancora differente per gli over 35 che chiedono amari di qualità e marca elevata ed anche bevande più legate al territorio come il vino, soprattutto il bianco. In generale, però, il livello si attesta sul classico cicchetto o su drink in voga come vodka-lemon, rum e coca, whisky e coca e birre alla spina.

Per il “WHYNOT” le distinzioni si rivelano soprattutto in base al periodo dell’anno: l’estate resta il periodo privilegiato per i cocktail, la vodka e le birre leggere; in inverno si preferiscono i long drink più pesanti, gli amari, le birre più decise. Ad inizio serata si privilegiano birre leggere poco alcoliche, man mano, con il trascorrere delle ore, la richiesta di cocktail più elaborati, cicchetti e bevande a gradazione più alta sale. Certamente, anche in questo caso, il livello medio delle bevande richieste resta fermo sulla birra tendenzialmente economica, ma una discreta parte dei fruitori non disdegna birre in bottiglia dal prezzo più alto e di qualità, così come gin o whisky più ricercati che il gestore può consigliare ai propri clienti.

I gestori del MYSIDDHARTA ci spiegano che, oltre le fasce di età, alcune differenze nelle abitudini del bere si rilevano anche per i diversi giorni della settimana: durante la settimana c’è una maggiore richiesta di vino (Aglianico, Fiano o Greco) e di liquori e amari; nel fine settimana aumenta esponenzialmente la richiesta di cocktail classici come rum e coca, avana e coca, vodka Redbull e birre economiche. In generale, circa il 70% dell’utenza preferisce il cocktail generico e più in voga, insieme ai classici cicchetti, mentre la restante parte chiede cocktail più raffinati e ricercati, ma anche bevande più specifiche come Margarita o grappe invecchiate.

Il BAR PLATANI conferma la tendenza generale: molte birre e soprattutto vodka per gli abituali consumatori che preferiscono i long drink di facile consumo.

Come ribadito in precedenza, la nostra è stata una ricerca basata su semplici indicazioni di alcune delle tante attività presenti sul Capoluogo che però ci lascia intendere come la cultura del bere ad Avellino sia ancora poco diffusa: si beve ancora per bere e non per il gusto di provare qualcosa di specifico o espressione di una eccellenza del territorio. Il progetto #Beremeglio iniziato a Padova troverebbe certamente anche qui molto materiale dal quale ripartire per dare inizio ad una nuova fase per gestori e clienti.

WINENEWS

Londra - 13 Gennaio 2016 

PER I MILLENNIAL DEL MONDO E D’ITALIA IL BERE MODERATO È “COOL”: LO RIVELANO DUE INDAGINI DI CANVAS8 A LIVELLO MONDIALE, E DOXA NEL BELPAESE, FIRMATE DAL COLOSSO DELLA BIRRA HEINEKEN, CHE DA OGGI MANDA ON AIR LA CAMPAGNA “MODERATE DRINKERS WANTED”

Bere moderato è sempre più cool tra i giovaniMentre in Europa, ed in Uk, si dibatte sui limiti al consumo di alcol, con le nuove e ristrettissime linee guida presentate in Gran Bretagna, pare che, come spesso accade, il buon senso delle persone arriva all’obiettivo prima della legge: il consumo moderato di alcol sta diventando “cool” tra i Millennial, ovvero i giovani tra 21 e 35 anni, nel mondo. Lo rileva un’indagine realizzata da “Canvas8” per conto di Heineken in cinque Paesi (Usa, Gran Bretagna, Olanda, Brasile e Messico).

Il 75% dei Millennial, infatti, dichiara di limitare la quantità di alcol che beve durante la maggior parte delle serate che passa fuori casa. Il 38% modera il consumo d’alcol tutte le volte. A questo si correla la diffusione dei social media, che in questo gruppo d’età è particolarmente forte: per i Millennial il controllo della propria immagine su questi canali è di primaria importanza e cercano, dunque, di evitare situazioni che possano metterli in imbarazzo, come mostrarsi alterati a causa di un consumo irresponsabile di alcol. 

La ricerca sottolinea, inoltre, che il gusto (41%) e la qualità (32%) sono prioritarie nella scelta di cosa bere, e che il prezzo è importante nelle scelte per meno di una persona su cinque (19%). Inoltre, il 97% pensa che bere eccessivamente non aiuti a incontrare qualcuno e ad avere una relazione e il 71% crede che la sua vita sia migliore quando modera il proprio comportamento. Più di uno su tre (36%) si è sentito schernito per essere apparso ubriaco in una foto pubblicata sui social media. 

“Questo studio - commenta Alfredo Pratolongo, direttore Comunicazione e Affari istituzionali di Heineken Italia - dimostra che la moderazione nel consumo di alcol sta diventando una scelta attiva per una generazione che ha consapevolezza della propria immagine e che vuole mantenere il controllo. Bere responsabilmente consente ai Millennial di definire e controllare la propria reputazione e di raccogliere e gestire al meglio tutte le opportunità che vengono loro offerte”. (*)

Heineken ha svolto un’indagine affidata a Duepuntozero Doxa anche in Italia, da cui emerge che per la maggior parte dei giovani intervistati bere responsabilmente significa non eccedere (66%), ma anche rispettare la vita propria e altrui e conoscere i propri limiti. I termini che più di frequente sono stati associati dagli intervistati al concetto di bere responsabilmente sono: vita, non rischiare, divertimento, controllo, limiti, non guidare, giusta quantità. Ma quali sono le motivazioni che spingono i giovani a scegliere di comportarsi responsabilmente durante le serate? Il 53% non eccede per non stare male, il 47% per non incorrere in sanzioni amministrative e il 44% per non perdere il controllo. E da oggi gennaio sarà on air “Moderate Drinkers Wanted” (http://goo.gl/Qw7BMN), la nuova campagna di Heineken parte della piattaforma globale di comunicazione “Enjoy Heineken Responsibly” nata nel 2004 per promuovere il consumo responsabile. Per la prima volta le donne sono il cuore della campagna, con il compito di incoraggiare gli uomini, con toni leggeri, a moderare il consumo d’alcol quando passano una serata.

(*) Nota: le ricerche ispirate dai produttori di alcolici si riconoscono non solamente per gli argomenti trattati: bere responsabile, benefici effetti del bere, ecc., ma anche dai risultati. Trovano immancabilmente riscontro di ciò che cercavano. 

MEDICINA LIVE

Stop agli alcolici: l’organismo reagisce così

Valentina Cervelli 

12 gennaio 2016 - Come reagisce l’organismo se diciamo stop agli alcolici? Molte persone che dipendono da questa sostanza spesso impiegano anni per liberarsi da questo demone. Ma cosa accade fisiologicamente quando effettivamente si riesce a fare a meno dell’alcol?

Rispondiamo a questa domanda grazie ad uno studio condotto dal London’s Royal Free Hospital: un team di esperti ha analizzato un campione di 102 persone moderatamente bevitrici, valutando il loro stato di salute prima dell’inizio dell’astinenza di un mese dall’alcol e nel corso della stessa.

Colesterolo e peso - Uno dei primi dati saltati agli occhi degli scienziati è stato il calo del livello del colesterolo nel corso del mese di astinenza. Quelli che risultavano alterati, eliminando gli alcolici, sono tornati a valori considerabili normali. Anche il peso grazie all’astinenza da alcol è sceso. I volontari hanno perso tutti 1-2 chilogrammi di media. Senza cambiare le proprie abitudini alimentari, né facendo ulteriore esercizio fisico. E’ bastato smettere di bere per intaccare due dei maggiori fattori di rischio di patologie a carico del cuore.

Pressione sanguigna - Anche la pressione del sangue è scesa, eliminando dalle condizioni di salute dei partecipanti che ne soffrivano, una leggera ipertensione.

Rischio diabete - I volontari dello studio non solo hanno mostrato i benefici cambiamenti fin qui illustrati ma hanno potuto sperimentare anche un calo nei punteggi del test sull’insulino resistenza di circa il 25%, allontanando lo spettro dello sviluppo di diabete di tipo 2. Non si tratta di un risultato da sottovalutare. Ovviamente anche il fegato è risultato più sano grazie all’astensione.

Spiega il dottor Kevin Moore, coordinatore della ricerca: I risultati ottenuti sono importanti. I forti bevitori sanno se sono fisicamente dipendenti. Se non bevono iniziamo a tremare e non riescono a controllarsi. Non sono in grado di smettere perché sanno che svilupperebbero una forte sintomatologia e necessiterebbero di aiuto medico.

In questo caso si è trattato di uno studio su persone prive di dipendenza reale. In caso di presenza della stessa, la ricerca inglese suggerisce di smettere ovviamente di bere per migliorare il proprio stato di salute. Ma anche di farlo con attenzione, affidandosi alle cure di persone esperte che in caso di necessità possano rendere possibile un’ospedalizzazione per condurre una disintossicazione in ambiente protetto.

UMBRIA24

Perugia, in auto ubriaco picchia la moglie che gli dice di andare piano e poi i genitori di lei

In manette un 37enne perugino pluripregiudicato: grazie ai racconti delle vittime emerso un contesto di violenze e percosse quotidiane

13 gennaio 2016 - Ubriaco aggredisce la moglie, gli anziani genitori della donna intervenuti per difenderla e poi, arrivata la polizia, invece di calmarsi si scaglia contro gli agenti. Protagonista di quanto successo martedì pomeriggio un perugino di 37 anni, già indagato in passato e ora arrestato. La lite fra moglie e marito, stando a quanto riferito dalla polizia, era cominciata in auto, quando la donna aveva espresso la sua preoccupazione per la guida spericolata dell’uomo, che sotto l’effetto dell’alcol era andata a prenderla sul posto di lavoro. Il 37enne però invece di rallentare l’ha presa a pugni in faccia. La lite è proseguita in casa, dove la donna secondo la ricostruzione ha ricevuto altri pugni, schiaffi, calci e contro di lei il marito avrebbe lanciato anche diversi oggetti.

Arrestato Dalla casa vicina dove vivono a quel punto sono arrivati i genitori di lei, i quali a loro volta vengono aggrediti. Neppure i poliziotti sono riusciti a calmarlo, tanto che il 37enne, alto e di corporatura robusta, con calci e pugni ha tentato di non essere caricato sulla volante. A fatica gli agenti lo hanno fatto salire in auto e lo hanno accompagnato in questura, dove grazie agli accertamenti è emerso che si tratta di un pluripregiudicato per lesioni, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, furto ma soprattutto con un analogo precedente per violenze domestiche, sempre nei confronti della giovane consorte, risalente all’agosto 2014. Dalla denuncia dei familiari dell’uomo infatti, arrivata solo dopo quest’ultimo episodio, è emerso un contesto di violenze e percosse quotidiane, commesse per motivi futili e quasi sempre amplificate dall’uso di alcol. La donna e i genitori sono stati curati al pronto soccorso.