Rassegna del 9 Gennaio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

IL TIRRENO

Inghilterra: scatta la crociata anti-alcol (*)

«Non più di sette bicchieri di vino alla settimana», il ministero abbatte limiti suggeriti. ed evoca il “pericolo cancro”

di Alessandro Logroscino

L’equivalente di sette bicchieri di vino alla settimana, non uno di più. È il nuovo limite draconiano suggerito ai bevitori dagli specialisti del dicastero britannico della Salute. Limite oltre il quale viene ritenuta superata la soglia di rischio nel consumo di alcolici, indicati fra l’altro in modo esplicito come potenziali concause di alcune forme di cancro.

Due notizie in poche ore: dopo quella sulle carni, inchiesta dell’Organizzazione mondiale della sanità anche sul caffè; e poi il Parlamento europeo che dà il via libera al consumo di insetti, larve, alghe e cibo sintetico. Il clima è più o meno quello del farci vivere da malati per morire sani. Certo, il problema delle risorse c’è ma non è che si risolve con gli anatemi

Annunciate fin dai giorni scorsi, le linee guida aggiornate fissate in materia dal “chief medical” del ministero, Sally Davies, sono state pubblicate oggi. E rappresentano un giro di vite significativo rispetto al passato, tanto da far temere ad alcuni commentatori lo spettro di una sorta di tendenza verso un proibizionismo soft.

O, come denuncia il Daily Telegraph, da proiettare l’ombra di un severo «Stato balia» («nanny State») impegnato a sollecitare, se non imporre, comportamenti virtuosi. Al di là delle polemiche, tuttavia, il rapporto ministeriale firmato da Sally Davies accredita il concetto che il consumo di alcol non sia salutare neppure se moderato.

Innanzi tutto liquida come un’idea ormai sorpassata – a dispetto di alcuni studi diffusi qualche anno fa – quella in base alla quale un sorso di vino a pasto, faccia bene e allontani persino il pericolo di attacchi al cuore. Al contrario cita il sospetto di legami diretti fra l’assunzione di alcolici e un incremento del rischio di tumori «alla bocca, alla gola, al seno».

Di qui la revisione al ribasso dei limiti consigliati e la fine di ogni distinzione fra uomini e donne. Si passa da 21-28 dosi (drink units) settimanali ad appena 14 per gli uomini; e da 14-21 a 14 tassative per le donne.

Dosi che significano sei pinte di birra o sette bicchieri di vino da 175 millilitri ciascuno. Ma non è tutto: il ministero di Sua maestà consiglia di bere non più di quattro giorni alla settimana e di riservare alla sobrietà totale («alcohol free») gli altri tre. Mentre per le donne in gravidanza l’indicazione è radicale: zero alcolici.

Ogni anno fra 30 e 40mila morti legate all’alcol

In Italia i problemi e le malattie legate all’alcolismo rappresentano una fra le principali emergenze principali che l’Italia deve affrontare, con enormi implicazioni a livello medico, psicologico e sociale

In sostanza il messaggio è che non esiste un livello di consumo sicuro e salutare di alcol, dato che anche piccole quantità possono aggravare i rischi di patologie serie. E che non vi sono territori franchi nemmeno per il vino, bevanda che negli ultimi anni sta recuperando terreno rispetto alla popolare birra nel costume e sulle tavole dell’isola. Messaggio che del resto non sarà facile far digerire ai sudditi del Regno Unito.

Un Paese in cui resta vivo e leggero il ricordo di figure quali l’amatissima ultima “regina madre” – morta centenaria dopo aver sorseggiato quotidianamente per decenni le sue razioni di gin tonic – e dove il rapporto con gli alcolici appare una tradizione consolidata. Al punto da diventare talora una piaga, specialmente fra gli adolescenti. A testimoniarlo sono le statistiche: basti pensare che, stando a un’indagine recente ripresa oggi dalla Bbc, nella realtà dei fatti oltre un terzo dei britannici ammette di scolarsi con regolarità più di 28 dosi alla settimana. E un 15% di sfiorare o superare addirittura la cinquantina.

(*) Nota: per adesso il termine crociata non si addice a delle semplici linee guida che devono ancora essere fatte proprie dal governo. Pur nel pragmatismo anglosassone, difficile attendersi delle decisioni veramente coerenti con i dati scientifici. 

LA REPUBBLICA

Gb, Farage tuona contro le linee guida sull'alcol

Il leader dell'Ukip, noto anche per l'immagine di "uomo da pub", insorge dopo le direttive delle autorità sanitarie ("non più di una pinta" al giorno"). E rivendica: "E' un diritto farsene almeno un paio, che accorci la vita o meno"

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

08 gennaio 2016 - Non più di una pinta di birra al giorno, per sei giorni alla settimana. Oppure sette bicchieri di vino alla settimana, uno al dì. Oppure 14 bicchierini di super-alcolici alla settimana. Sono pochi o sono tanti, secondo voi? Ebbene sono i nuovi limiti per il consumo di alcol consigliati dalle autorità sanitarie alla popolazione (uomini e donne) del Regno Unito: un calo considerevole rispetto alle linee guida precedenti, che consentivano fino all'equivalente di nove pinte (i bicchieroni da un po' più di mezzo litro di birra ciascuno) alla settimana. Bere più dei nuovi limiti suggeriti può essere altamente nocivo per la salute, afferma il ministero della Sanità britannico. In Italia, mediamente, ogni abitante beve 54 pinte di birra, 209 bicchieri di vino e 77 unità di alcolici all'anno, che ne fanno l'85esimo paese del mondo per consumo di alcolici. Volete sapere se il vostro consumo è quello tipico di un italiano o si avvicina a quello di un inglese, di un tedesco, di un russo o di qualche altra nazionalità? La Bbc offre un "calcolatore di alcolici" a questo link. Intanto Nigel Farage, leader dell'Ukip, il partito populista anti-immigrati e anti-Ue, tuona contro le nuove linee guida, sostenendo che è diritto dei cittadini farsi un paio di birre al giorno, "che questo accorci loro la vita o meno". Ma Farage non si preoccupa della salute della gente, né del peso che le spese sanitarie causate da eccessivo consumo di alcolici hanno sul bilancio dello stato: pensa solo a rafforzare la propria immagine di "uomo da pub", sempre con una pinta in mano, convinto che serva a fargli aumentare i consensi. (*) 

(*) Nota: bere alcolici è considerato una sorta di diritto naturale intoccabile. Tant’è che nessun governo si azzarderebbe a proibirne il consumo. Il semplice consiglio medico viene preso come una violazione di un diritto. Questo non accade per altre indicazioni, come ad esempio rispettare i limiti di velocità, controllare il proprio peso, evitare l’ipertensione, ecc. 

ITALIAOGGI

Alcol e tabacco bomba cancerogena

In Francia, due tumori orofaringei su tre sono dovuti all'associazione di tabacco e alcol, secondo lo studio condotto dal gruppo Icare e pubblicato su BioMedcentral Cancer. La ricerca analizza la quota di rischio attribuibile a questi due fattori responsabili dell'insorgenza dei tumori della sfera orale.

Il cancro della bocca non è il più frequente fra questi tipi di tumori, ma non è neppure il meno formidabile dal momento che si trova al 7° posto come causa di morte per gli uomini e al 12° per le donne. Il tasso di sopravvivenza è basso per gli uomini (25%), un po' più alto per le donne (40%). Nel suo ultimo report, l'istituto francese dei tumori stima che il cancro, rispettivamente, di bocca, labbra, e faringe abbia causato, complessivamente, oltre 3 mila decessi l'anno: nel 2012, 2.465 uomini e 727 donne. L'insorgenza di questi tumori è tardiva negli uomini come nelle donne: all'incirca 9 casi su 10 sono diagnosticati fra i cinquantenni e più. Tuttavia, l'evoluzione di questi ultimi anni dimostra un calo fra gli uomini e un aumento tra le donne, dovuto perlopiù all'incremento del fumo, secondo i dati forniti dall'Inca.

Lo studio del gruppo Icare indica che il rischio di sviluppare un tumore della cavità orale è dello 0,3% se si tratta di consumi occasionali. L'alcol da solo è un fattore di rischio molto debole, quasi nullo per chi beve in piccola quantità. Peggio è per il tabacco, che da solo incide per il 13% come causa di rischio e aumenta con la durata del vizio del tabagismo. Tuttavia, l'associazione di alcol e fumo, insieme, diventa un cocktail esplosivo che fa salire al 70% l'incidenza, più per gli uomini (74%), che per le donne (45%). Bere e fumare insieme poi, è la cosa peggiore, perché l'alcol provoca una vasodilatazione delle mucose e irritazioni locali che facilitano la penetrazione delle sostanze tossiche del fumo.

BIMBISANI

Alcol e giovani: i consumi finalmente calano

Buone notizie per alcol e giovani: gli adolescenti italiani riducono il consumo di bevande alcoliche. Fondamentale l’intervento della famiglia, che non deve avere paura di affrontare l'argomento

Cala il consumo di alcol tra gli adolescenti. La buona notizia arriva dall’Osservatorio permanente giovani e alcol, che ha effettuato un’indagine con la Società italiana di medicina dell’adolescenza e l’Associazione laboratorio adolescenza. I genitori devono essere contenti, ma non possono rilassarsi: il loro ruolo è ancora fondamentale per contenere il fenomeno.

Tanti adolescenti astemi

Il 16% dei teenagers italiani dichiara di non aver mai assaggiato una sostanza alcolica e quasi il 24%, pur avendo avuto una o più esperienze in passato, attualmente non beve. Quattro ragazzini su 10, insomma, risultano astemi: di più rispetto all’ultimo sondaggio effettuato nel 2012. Diminuiscono sia i bevitori occasionali sia quelli abituali.

Si inizia dopo i 10 anni

Anche se cala il consumo di alcol tra gli adolescenti, per oltre 8 giovanissimi su 10 l’alcol fa parte dell’esperienza personale. Quasi il 38% ha bevuto per la prima volta dopo i 10 anni, mentre il 26,4% tra i 6 e i 10 anni e l’8% addirittura sotto i 6. In questi casi, fortunatamente, l’episodio resta occasionale, legato a ricorrenze o feste, e avviene sotto il controllo di adulti. A dimostrazione che il contesto familiare mantiene una funzione positiva e regolativa. L’esperienza dell’ubriachezza tocca almeno una volta il 18,5% degli intervistati: trainante in questi casi l’effetto del gruppo.

No al consumo precoce

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, per gli adolescenti fino a 16 anni è raccomandata la totale astensione dall’alcol: dopo, si può iniziare con un bicchiere di vino al giorno fino ad arrivare al massimo a due in età adulta. Sulla base di evidenze scientifiche, infatti, chi inizia a bere prima dei 16 anni ha un rischio 4 volte maggiore di sviluppare dipendenza da alcol in età adulta rispetto a chi non inizia prima. Meglio ancora se si incomincia dopo i 21 anni.

Effetti sull’organismo

Il consumo precoce, inoltre, ha effetti negativi dal punto di vista neurologico, con sbalzi d’umore, perdita di controllo e aggressività, ma anche gastroenterologico, con danni gravi sul fegato e pancreas (steatosi epatica, cirrosi e pancreatite), ipertensione e cardiopatie.

Via di fuga dai problemi

Perché i giovani bevono? Nell’ordine: per appartenere al gruppo, divertirsi o sballarsi, dimenticare i problemi. E qui entra in gioco il ruolo fondamentale della famiglia come fonte di informazione, supporto e dialogo. Occorre passare messaggi corretti e insegnare che con l’alcol i problemi non si risolvono, ma anzi si moltiplicano.

TARGATOCN

Sorpreso per l’ennesima volta a somministrare bevande alcoliche a minori: la Prefettura chiude il “Bodoni Wine Bar” di Saluzzo

Tre mesi di sospensione della licenza

La Prefettura di Cuneo ha disposto la chiusura per tre mesi del “Bodoni Wine Bar” di via Bodoni a Saluzzo per aver somministrato bevande alcoliche ad alcuni minorenni. L’episodio è avvenuto la scorsa estate e sarebbe nientemeno che il settimo scoperto dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri di stanza in città, uno dei quali addirittura successivo a quello appena sanzionato dal Prefetto con la sospensione della licenza commerciale, avvenuto nel dicembre scorso ed ancora in attesa degli eventuali provvedimenti del caso.

La "prima volta" del locale risale al 2013: in quei giorni i carabinieri avrebbero sorpreso a consumare alcolici all’interno del locale addirittura alcuni ragazzini con meno di 16 anni.

Un’azione senza sosta, quella di Guarda di Finanza e Carabinieri, tesa alla salvaguardia dell’integrità fisica e psichica dei nostri ragazzi, che meriterebbe di essere ampliata ed estesa a tappeto anche in tantissimi locali pubblici di centri minori del Saluzzese, dove la somministrazione di bevande alcoliche a minori sembrerebbe essere una pratica molto diffusa (ed impunita).

Certo in un paese dove tutti si conoscono è più semplice (e comoda) una multa per ubriachezza molesta che non una sanzione al titolare del bar: ma la soluzione del problema ha radici più profonde e soprattutto bisogno di soluzioni capaci di stroncarlo alla base.

Da Saluzzo, in materia, arriva un segnale importante.

GAZZETTA DI MANTOVA

Tragedia in via d’Este. La donna era stesa di fianco al letto. Il rogo divampato da un mozzicone caduto sul materasso

Muore tra le fiamme nell’appartamento

di Rossella Canadè

La serpentina sottile di fumo che usciva dalla buca della posta nel portone non lasciava presagire la tragedia. Solo il colore, nero pece, a pensarci dopo, era segno dell’inferno nell’appartamento. I vigili del fuoco, chiamati dai vicini, hanno sfondato il portoncino e si sono trovati in mezzo ad una stanza annerita dal fumo, invasa da una puzza soffocante. Qualche passo in più e hanno spostato la tenda che fa da divisorio tra soggiorno e camera da letto. Tutto ancora più nero e per terra il corpo di una donna coperto di ustioni. A pochi passi dalla catasta di materassi che coprono la rete del letto. Sul pavimento un numero incalcolabile di mozziconi di sigaretta. È morta così, ieri pomeriggio, nel miniappartamento al pianterreno della casa di via Isabella d’Este 21, Dimma Quilates, 45 anni, di origine filippina, da anni in Italia con un regolare permesso di soggiorno. Bruciata, o forse, ed è l’ipotesi più probabile, asfissiata dal fumo che si è sprigionato dai materassi incendiati da una sigaretta. La posizione del corpo fa immaginare che la donna abbia cercato di fuggire per mettersi in salvo. Troppo tardi: forse, e il pensiero serpeggia tra gli investigatori della Questura, Dimma, da tempo in cura per problemi di etilismo, non si è resa conto di quello che stava accadendo ed è stata soffocata dal fumo e dal monossido. Al momento è poco più di un’ipotesi, che dovrà essere avvalorata dalle indagini di queste ore. Nell’appartamento, come ha confermato la proprietaria, non c’erano bombole di gas e anche la cucina era a induzione. Scongiurato quindi il pericolo di un’esplosione. Anche se il gas dell’intera palazzina è stato chiuso immediatamente dai vigili del fuoco. Sono stati loro i primi ad arrivare in via Isabella d’Este, dopo la telefonata dei vicini, allarmati per la colonnina di fumo. Subito è scattata la segnalazione alla polizia locale. Un’agente, arrivata per prima, intuita la gravità della situazione, ha fatto chiudere l’accesso alla strada. Nel giro di pochi minuti sono arrivati gli uomini delle Volanti e della Squadra Mobile seguiti dagli agenti della Scientifica. Nell’appartamento, devastato dal fumo, non c’erano tracce della presenza di altre persone. Dimma, ufficialmente operaia, ma ultimamente senza lavoro, viveva sola. I vigili del fuoco ricordano che qualche mese fa erano già stati chiamati dai vicini, che sapevano che Dimma era in casa ma non rispondeva. Si era barricata dentro: per controllarla i vigili del fuoco erano stati costretti a forzare la porta d’ingresso. Dimma era all’interno, stranita, disorientata, ma viva. Ben diversa la scena che si sono trovati davanti ieri pomeriggio: divani a brandelli, pavimento e pareti nere. E quel corpo accasciato a terra, vicino ai mozziconi di sigaretta. Per poter intervenire e mettere in sicurezza l’appartamento, con le maschere sul viso a proteggersi dal monossido, i pompieri hanno dovuto utilizzare anche dei getti d’acqua. Per questo è stato impossibile identificare il mozzicone di sigaretta che ha dato il via all’incendio. Difficile stabilire, al momento se la donna sia morta per le ustioni, che le coprivano soprattutto le gambe e la parte superiore del corpo o per asfissia. Sarà l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Andrea Ranalli, a stabilire con precisione la causa del decesso. La salma, terminati i rilievi della Scientifica, è stata portata nelle camere mortuarie del Poma. L’appartamento è sotto sequestro.

AGI

Supera esame patente e festeggia con troppo alcol, denunciato

Sassari, 9 gen. - Aveva appena superato l'esame teorico per la patente di guida e ha deciso di festeggiare il giorno stesso esagerando con l'alcol. Sorpreso al volante dalla polizia stradale di Sassari, un 34enne di Alghero e' stato denunciato ieri sera per guida in stato di ebbrezza. Il giovane non avrebbe potuto condurre la Lancia Y su cui e' stato fermato dalla pattuglia, in quanto ancora non ancora formalmente abilitato alla guida e la persona accanto a lui, la fidanzata poco piu' che ventenne, non era titolare di patente da piu' di dieci anni. (AGI)

Rob