Rassegna del 6 Gennaio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 COME POTETE VEDERE NEI PROSSIMI TRE ARTICOLI, IL MONDO DEL VINO E’ IN CRISI E PER SALVARLO I VITICOLTORI ITALIANI VORREBBERO CAMBIARE LA LEGGE CHIEDENDO CHE IL VINO DIVENTI PATRIMONIO NAZIONALE: UN PRODOTTO CANCEROGENO CHE CONTRUISCE ALLA MORTE DI 17.000 ITALIANI ALL’ANNO, DOVREBBE DIVENTARE PATRIMONIO NAZIONALE! ROBA DA MATTI! 

 

LA BOLIVIA ARRIVA PRIMA DELL’ITALIA: IL PRESIDENTE EVO MORALES FIRMA LA LEGGE CHE RICONOSCE IL VINO COME PATRIMONIO NAZIONALE DEL PAESE. DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO, IN UCRAINA, LO “CHAMPAGNE SOVIETICO” CAMBIA NOME E SI SCOPRE “DECOMUNISTIZZATO”

Tarija - 05 Gennaio 2016, ore 13:35

In Italia è ancora una proposta di legge, ben articolata, che vede come primi firmatari gli onorevoli Luca Sani e Massimo Fiorio, presidente e vice presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, e sottoscritta da oltre 50 parlamentari, ma presto il “Riconoscimento del vino quale elemento del patrimonio culturale nazionale” sarà realtà. Come in Bolivia, certo non uno dei punti di riferimento per l’enologia mondiale, dove il presidente Evo Morales proprio ieri ha promulgato una legge che dichiara i vini di altura ed il Singani, distillato di vino simbolo del Paese (da uve “moscatel” di Alajandrìa) patrimonio nazionale del Paese, ed istituendo anche un “Día Nacional de la Uva”, l’ultimo venerdì di febbraio, in tempo di vendemmia. La firma è avvenuta, simbolicamente, nella città di Tarija, la capitale della Regione in cui si coltiva la metà del vigneto boliviano (3.500 ettari), ad un’altezza di 1.800 metri sul livello del mare, e nei prossimi mesi scatteranno nuovi provvedimenti, per proteggere dalla concorrenza dei big confinanti, Cile ed Argentina su tutti, il piccolo vigneto boliviano.

Dall’altre parte del mondo, c’è un altro Paese che non ha certo legato la propria storia a quella di Bacco (semmai a quella del grano, ndr), ma che sul vino ha importanti novità, almeno da un punto di vista simbolico. Parliamo dell’Ucraina, il “granaio d’Europa”, dove sorge la “Fabbrica capitolina di vini champagne di Kiev spa”, principale produttore di “champagne sovietico”, lo spumante dolce nato in Urss nel 1937 e, da allora, popolarissimo a Mosca come a Kiev. La novità è che non si chiamerà più “sovietico”, in ottemperanza con la legge voluta dal presidente Petro Poroshenko nell’aprile del 2015, che vieta l’uso ideologico dei simboli sia del nazismo che del comunismo. Al posto di “sovietskoe”, così, comparirà il neologismo “sovietovskoe”, mentre la dicitura “champagne”, che forse avrebbe ancor più motivi per essere cambiata, resterà al suo posto ...

 

TRA TASSE, PREZZO MINIMO SUGLI ALCOLICI ED UNA POLITICA OSCURANTISTA, IL 2016 DEL VINO IN GRECIA, IRLANDA E TURCHIA, PAESI DI SECONDO PIANO PER IL COMMERCIO ENOICO, MA DOVE LA CULTURA DI BACCO HA AVUTO UN GRANDE PASSATO O UN FUTURO PROMETTENTE

Atene - 05 Gennaio 2016, ore 13:40

Per il vino si prospetta un 2016 pieno di ostacoli, da quelli più impegnativi, come la sfida sui mercati di Cina e Russia, a quelli meno altisonanti, che limitano e limiteranno la crescita del business enoico in Paesi dall’appeal decisamente meno intrigante, ma dal passato glorioso o dal futuro promettente. In Grecia, ad esempio, con il nuovo anno arrivano anche nuove tasse, che colpiranno proprio il consumo interno di vino, e porteranno nelle casse di Atene qualcosa come 55 milioni di euro, una goccia nel mare dei 2 miliardi di euro di finanziamento ottenuti a novembre 2015 dall’Europa.

Poco lontano, in Turchia, la rinascita del settore, che sembrava in rampa di lancio solo pochi anni fa, forte di una nuova generazione di giovani produttori capaci di riscoprire e rilanciare le varietà autoctone del Paese, deve vedersela con le politiche del Governo Erdogan, sempre più vicino alle posizioni filo islamiche, e sempre più rigido nei confronti di alcolici e vino. Una rigidità che si traduce in leggi particolarmente restrittive, ai limiti dell’assurdo, come quella che vieta la somministrazione all’interno delle cantine, proibendo così le degustazioni, a meno che la cantina non si munisca, oltre che della licenza di produttore anche di quella di bar e di operatore gastronomico. La legge sugli alcolici voluta dal Governo di Istanbul, entrata in vigore nel 2013, vieta anche la vendita entro 100 metri da moschee e scuole di qualsiasi tipo, mentre i siti internet dei produttori di vino devono richiedere ai visitatori di confermare che siano maggiorenni, e su Facebook, i viticoltori possono avere solo gruppi chiusi, non aperti al pubblico. In tutto ciò, la pressione fiscale incide per il 60% sul costo finale della bottiglia, e la Turchia “vanta” ancora uno dei consumi medi pro capite più bassi d’Europa, a quota 1,5 litri, con l’83% dei turchi che si dichiara astemio.

Quella delle tasse e del prezzo minimo, del resto, è la stessa scure che il Governo irlandese è pronta ad imbracciare per fare cassa, inserendo nella legge sulla salute pubblica il prezzo minimo per gli alcolici, pari a 10 centesimi di euro per ogni grammo di alcol. Così, una lattina di birra non potrebbe costare meno di 1,95 euro, ed una bottiglia di vino non si troverebbe sotto gli 8,60 euro. La volontà, dichiarata dal Ministro della Sanità di Dublino Leo Varadkar, è quella di togliere dagli scaffali della gdo gli alcolici di basso prezzo, accessibili ma spesso e volentieri di bassa qualità. L’effetto collaterale, rilevato dalla Corte Europea, è quello di una limitazione evidente alla libera circolazione delle merci, visto che un prezzo minimo su un prodotto come il vino ne limiterebbe la vendita ed il consumo. La matassa è tutta da dipanare, ma Dublino vuole andare dritto per la sua strada.

 http://www.inumeridelvino.it/2015/05/i-consumi-di-vino-nel-mondo-2014-aggiornamento-oiv.html#more-16451 

I CONSUMI DI VINO NEL MONDO 2014 – AGGIORNAMENTO OIV

17 maggio 2015

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 Nella nota di OIV di fine aprile l’andamento dei consumi di vino è stato rivisto al ribasso rispetto alle stime precedenti. La realtà dei fatti è che il consumo di vino oscilla da diversi anni tra 240 e 245 milioni di ettolitri e che l’abbrivio degli anni pre crisi (quella globale del 2009, non l’agonia italiana) si è perduto perchè in una serie di paesi non si cresce più. Il mercato americano si conferma il più importante del mondo e l’unico con crescita quantitativamente interessanti (0.5-1 milione di ettolitri in più ogni anno da diversi anni), anche se con dati un po’ rivisti rispetto al passato. La seconda cosa da notare è che la Francia sembra aver preso la via del ribasso, qualche anno dopo l’Italia. La terza è che la Cina sembra aver subito un calo dei consumi di vino molto significativo, oltre 1 milione di ettolitri nel corso del 2014. Chiudiamo con l’Italia dove OIV attesta un consumo di vino calato del 6% nel 2014 a 20.4 milioni di ettolitri, minimo storico e peggiore performance insieme a Russia e Cina (che da mercati emergenti sembrano essere diventati immergenti). Direi che queste sono le cose da portare a casa da questo post sui consumi 2014, che ora però andiamo ad analizzare più in dettaglio.

 •Il consumo previsto 2014 è di 240 milioni di ettolitri, 2 in meno rispetto al 2013. Come dicevo nell’introduzione la crescita sembra scomparsa, anzi: se il dato sarà confermato siamo di fronte al livello di consumi più basso dal 2005 a questa parte (vedere l’ultima tabella per confronto).

•Il mercato americano cresce a 30.7m/hl, +1.6% nel 2014 e circa +2.4% annuo negli ultimi 5 anni, mentre il mercato francese scende del 3% a 27.9 milioni di ettolitri. Rispetto al 2009, i consumi di vino in Francia sono calati dell’1.6% annuo.

•Il mercato italiano resta il n.3 al mondo nel 2014, ma con questo calo del 6% siamo ormai arrivati al livello della Germania, che molto probabilmente prenderà il posto dell’Italia nel 2015.

•Detto della Germania, vale la pena di segnalare il calo ormai strutturale dei consumi in Russia, ulteriormente aggravato nel 2014 dalla svalutazione del Rublo. Siamo a 9.6 milioni di ettolitri, -8% nell’anno e -1.5% annuo.

•La battuta d’arresto della Cina, già vista in modo lieve nel 2013 si è esplicitata nel 2014, con una perdita di oltre 1 milione di ettolitri a 15.8 milioni. Resta dunque il quinto mercato.

•Superata la classifica generale vi ripropongo una tabella riassuntiva con i consumi procapite desunti da questi numeri. Nel mondo si bevono 3.4 litri di vini procapite, dai 44.4 della Francia agli 1.2 litri della Cina. Il grafico vi mette in relazione consumi pro capite e consumi totali… nella parte bassa del grafico ci sono i mercati interessanti, che dovrebbero essere Brasile, Russia e Cina e, invece, dai numeri che leggiamo sono Canada e USA. Tutto ciò a noi italiani ci lascia tranquilli: sono questi i mercati dove siamo forti!

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 http://www.genovatoday.it/cronaca/polizia-stradale-bilancio-2015.html 

MORTALI IN AUMENTO, ANCORA IN TROPPI ALLA GUIDA SOTTO L'EFFETTO DI ALCOL E DROGHE: IL BILANCIO DELLA STRADALE

A pochi giorni dalla fine del 2015 arriva il report dell'intensa attività della Polstrada, che nei 12 mesi appena trascorsi ha visto aumentare i decessi e controllato oltre 15mila persone alla guida

6 Gennaio 2016

A pochi giorni dalla fine del 2015 è tempo di bilanci anche per la Polizia Stradale che ogni giorno pattuglia le strade della regione, e che nei 12 mesi appena trascorsi ha dovuto gestire oltre 3mila incidenti di cui 21 mortali, in una lieve ma preoccupante inversione di tendenza rispetto al 2014, dove i decessi sono stati 13 in meno.

Quasi 34mila le infrazioni al Codice della Strada rilevate dagli agenti in servizio, ancora troppe delle quali legate alla guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe: i conducenti controllati con etilometri, alcol test e drug test sono stati 15.159, di cui 765 multati per guida in stato di ebbrezza alcolica e 54 denunciati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La polizia stradale ha proceduto al sequestro, ai fini della confisca, di 68 veicoli per guida in stato di ebbrezza alcolica con tasso superiore a 1,5 g/l e per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. 

Il numero di servizi effettuati con sistemi di controllo velocità (telelaser e altre apparecchiature) sono stati 160. Sono state contestate 3587 infrazioni per eccesso di velocità, 1043 per aver usato il telefonino durante la guida e 1558 infrazioni per il mancato uso di cinture di sicurezza e seggiolini per il trasporto dei bambini. 

Particolarmente fitta anche l’attività di polizia giudiziaria: in una regione considerata nodo strategico per il traffico di veicoli rubati, la Stradale lavorando in stretta collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e nel corso del 2015 ha individuato svariati container contenenti auto di alta gamma, per lo più Suv, rubati in Italia e destinati al mercato africano. Tali veicoli sono stati restituiti ai legittimi proprietari. Le persone fermate o arrestate sono state 61, le denunce 1358, i veicoli 88. In ambito stupefacenti i poliziotti hanno poi sequestrato quasi 50 kg di sostanze e 35 piante, mentre per quanto riguarda le armi sono state 20 quelle sequestrate insieme con 839 munizioni, oltre a 6 kg di tabacchi di contrabbando e altri 79 di merce contraffatta.

 

AUMENTANO GLI INCIDENTI MORTALI SULLE STRADE DELLA SARDEGNA

Le persone che hanno perso la vita sono 30: nove in più del 2014. Il bilancio della polizia stradale: oltre 2mila le patenti ritirate: la metà per stato di ebbrezza

di Alessandro Pirina

06 gennaio 2016

SASSARI. Aumentano i morti sulle strade. Nel 2015 le croci sull’asfalto sono state 30, nove in più di dodici mesi prima. Il bilancio della polizia stradale, dunque, anche quest’anno assomiglia a un bollettino di guerra. Più di mille incidenti, 30 morti e oltre 900 feriti in dodici mesi. Ma anche 2.320 patenti ritirate di cui 1.029 per guida in stato di ebbrezza e 41 per persone al volante sotto l'effetto di droghe. Ieri, come ogni anno, il Compartimento Sardegna della polizia stradale ha illustrato i numeri della sua attività annuale, dal 1 gennaio al 31 dicembre. 365 giorni in cui complessivamente sono state messe in campo 12.351 pattuglie e rilevate 31.896 infrazioni al codice della strada.

Incidenti. Il numero degli incidenti stradali è stato leggermente superiore rispetto a un anno fa, da 1.034 a 1.043, ma ad aumentare è stato soprattutto il numero dei sinistri mortali: erano 20 con 21 morti nel 2014, sono stati 28 con 30 decessi nel 2015. In calo il numero dei feriti, dai 1.009 di dodici mesi fa si è passati ai 942 dell’anno appena terminato.

Attività di controllo. Nel corso del 2015 sono stati intensificati i controlli sull'uso delle cinture di sicurezza di conducenti e passeggeri - multati 3.629 automobilisti - e del telefono cellulare al volante - registrate 1.027 infrazioni. Effettuati in totale 60.110 controlli con etilometro e precursore.

Sabato sera. Controlli che ogni settimana vengono intensificati il sabato sera quando l’eventualità di bere un drink di troppo e mettersi poi al volante è molto più diffusa. In totale sono stati effettuati 384 posti di controllo, utilizzando 450 pattuglie.

Etilometro. A risultare positivo è stato il 6,5 per cento delle persone, perlopiù giovani, controllate con l’etilometro: di queste 423 erano uomini e 40 donne. Sotto la lente d’ingrandimento della stradale sono finiti in totale 7.156 conducenti (5.862 uomini e 1.294 donne). Di sabato notte denunciate 442 persone per guida in stato di ebbrezza e 38 per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Inoltre, nell’isola sono stati confiscate 75 auto.

Polizia giudiziaria. Significativa anche l'attività di polizia giudiziaria. Controllati 252mila veicoli e identificate 307.242 persone, cinque quelle arrestate e 135 denunciate. Ispezionati anche 347 esercizi pubblici legati alla circolazione stradale.

Prevenzione. La Polstrada è stata anche impegnata durante l'anno nell'attività di prevenzione ed educazione con incontri che si sono svolti nelle scuole primarie e secondarie, in tutte le province della Sardegna e con il coinvolgimento di circa 1.500 studenti. Sono stati realizzati due servizi televisivi di sensibilizzazione:

il primo a Carbonia, il secondo a Sassari.

Riduzione organici. Rispetto al 2014 ha però dovuto ridurre le pattuglie di vigilanza sulle strade in seguito alla progressiva riduzione degli organici decisa dal Viminale. Una diminuzione pari all’1,7 per cento.

 

ALCOL E GIOVANI. 15 ENNE FINISCE IN OSPEDALE A POZZUOLI DOPO UNA SBRONZA

LUNEDÌ 04 GENNAIO 2016 12:55 

POZZUOLI- Nonostante i divieti imposti ai locali dal comune di Pozzuoli sulla vendita di alcol a minorenni, un 15 enne ha rischiato la vita la notte di Capodanno, dopo aver bevuto talmente tanti cicchetti da svenire e finire in ospedale.

Secondo quanto si apprende dalle indagini svolte dalla municipale, il minorenne avrebbe bevuto, nel giro di un’ora, 8 cicchetti e 4 drink. Poco dopo, si è sentito male, fino a svenire e perdre i sensi. Immediatemnte sono scattati i soccorsi. Il ragazzino è stato trasportato all’ospedale “La Schiana” in codice arancione. Dopo circa 30 minuti si è ripreso da un’intossicazione da alcool che poteva diventare coma etilico. Gli agenti della Municipale indagano ora sulla vicenda.

 http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/alcol-e-freddo-cocktail-rischioso-cinque-giovanissimi-in-ospedale_1159439_11/ 

ALCOL E FREDDO, COCKTAIL RISCHIOSO: CINQUE GIOVANISSIMI IN OSPEDALE

Lunedì 04 gennaio 2016

Quattro i casi a Livigno, uno in Bassa Valle. Quasi tutte ragazze. Le richieste di soccorso sono scattate all’alba e nel tardo pomeriggio di ieri.

Ci risiamo. Per fortuna questa volta non c’è stato lo strascico di risse e pestaggi che si è verificato la notte di San Silvestro, ma non per questo la situazione può essere ritenuta meno preoccupante: solo ieri, 5 giovani - tra di loro anche una minorenne - hanno avuto bisogno dei medici per quella che tecnicamente i soccorritori definiscono “intossicazione etilica”.

Una ragazza di 16 anni e un’altra di 18 sono state portate al pronto soccorso di Livigno in codice giallo ieri poco prima di cena; una giovane donna di 24 anni è stata invece soccorsa a Morbegno nelle prime ore di ieri per lo stesso motivo. E sempre per aver alzato il gomito - fino a sentirsi male - hanno avuto bisogno di cure mediche una ragazza di 19 anni e un ragazzo di 20, finiti al pronto soccorso del Piccolo Tibet poco dopo l’una di notte. Si tratta di turisti che si trovano in Alta Valle per trascorrere la classica settimana bianca.

 UNA PRESENTAZIONE CHE FA RIFLETTERE! 

ALCOLISMO: UN’EMERGENZA DA NON DIMENTICARE, ANCHE A SONA

Vogliamo parlare in questo articolo di un problema che sta assumendo dimensioni notevoli e che non può passare inosservato agli occhi di nessuno: l’alcolismo.

La definizione di alcolismo, cronico si intende, data per esempio dall’enciclopedia Treccani è “abuso di bevande alcoliche nei suoi aspetti sociali e medici.” Che cosa significa? Significa che un individuo beve a tal punto da perdere la cognizione di sé stesso, la sua memoria vacilla, il suo atteggiamento si fa polemico e litigioso e in molti casi perfino violento. E questo solo per l’aspetto sociale, se ci spostiamo infatti su quello medico innumerevoli sono le conseguenze provocate dall’alcol: a livello fisico si hanno tremori, disturbi digestivi, alterazioni della funzionalità epatica che nei peggiori dei casi necessitano di trapianti d’organo e infine, ma non meno importante, subisce forti danneggiamenti anche il cuore, la pompa della nostra stupenda macchina, il corpo umano.

E a livello psichico? L’alcol è una sostanza psicoattiva che porta ad assuefazione e condiziona negativamente lo stile di vita. Le patologie che possono insorgere sono tantissime, ma le alterazioni più comuni riguardano un decadimento del senso etico, uno stato delirante, folle… mortale. In molti forse non sanno che l’alcol è stato classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una droga. È a tutti gli effetti giuridicamente legale, ma rimane una sostanza molto tossica, più di molte droghe illegali, ed è causa di una dipendenza il cui grado è superiore rispetto alle droghe più conosciute.

Per affrontare questo tema abbiamo avuto il piacere di incontrare coloro che si occupano in maniera attiva e premurosa di tutte quelle persone e delle loro famiglie che vivono queste situazioni complicate.

Loro sono Alberto Perina, presidente di ACAT (Associazione Club Alcologici Territoriali) Villafranca “Castel Scaligero” e servitore insegnante del club di Lugagnano e Mara Cameraria, vicepresidente.

Entrambi hanno deciso di intraprendere questo duro percorso in seguito a vicissitudini personali e quindi sanno bene cosa vuol dire dover convivere con persone quali amici, familiari o conoscenti, con questo tipo di problema. Si sono iscritti ai corsi formativi e sono diventati servitori insegnanti, ovvero le figure di riferimento durante la serata di incontro con il club. È una formazione dura e che pone sé stessi davanti a interrogativi da affrontare prima da soli e poi con il gruppo di famiglie.

Raccontatemi come si svolge un incontro con il gruppo ACAT di Lugagnano: quando, dove, chi? Cosa si fa e come lo si fa?

Il club si riunisce presso il Circolo Anziani di Lugagnano ogni martedì sera alle 20.30. Il servitore insegnante accoglie i “pazienti”, anche se non è il termine con cui ci piace definirli, e le loro famiglie. Li fa disporre seduti in cerchio e ad ognuno chiede il numero di giorni di astinenza. Non per forza tutti sono già in questa fase, ci sono persone che continuano a bere ma che desiderano smettere e noi cerchiamo di aiutarli, come cerchiamo di sostenere la perseveranza di chi ha già smesso da tempo. In seguito chiediamo a chi vuole di leggere la propria testimonianza.

In che senso testimonianza?

È una sorta di compito per casa che noi assegniamo. Invitiamo ciascuno a stendere delle proprie riflessioni in merito alla storia personale o a sensazioni provate di settimana in settimana e poi, chi se la sente le legge davanti a tutto il gruppo e questo costituisce il punto di partenza su cui poi svolgere l’intera serata.

All’incontro settimanale partecipano anche le famiglie. Perché?

Il nostro metodo, ma come il metodo che utilizzano tutti i servitori insegnanti dell’ ACAT, è basato su un sistema scientifico ideato dal neuropsichiatra dell’università di Zagabria, Vladimir Hudolin nel 1964.

In che cosa consiste?

Il metodo parte dal presupposto che l’alcolismo sia un disturbo che spinge l’individuo verso l’isolamento, la distruzione sociale e intima. Tutto ciò non è dipeso esclusivamente dall’alcol, ma è spesso condizionato da disagi psichici e relazionali radicati nell’essere, oltre a fare un utilizzo improprio di altre sostanze psicoattive. Il professor Hudolin ha quindi introdotto la “terapia familiare” che si basa su incontri periodici degli alcolisti, accompagnati dalle loro famiglie in modo tale da affrontare insieme e in maniera unita i problemi.

Quindi non si tratta solo del problema alcol?

No assolutamente. I problemi che emergono sono di qualsiasi tipo, dai sociali ai culturali, etici e persino ludici. In questo sono fondamentali le famiglie per diverse ragioni, la maggiore di queste è che forniscono supporto e fiducia, due moventi senza i quali non si potrebbe intraprendere un percorso di riabilitazione.

E il servitore insegnante?

La nostra figura si astiene dal giudicare e dal dare qualsiasi tipo di consiglio. Non siamo psicologici, medici o altro, siamo semplici figure di riferimento che spingono una parte di comunità che condivide lo stesso problema a riunirsi settimanalmente. Col nostro operato vogliamo garantire un posto dove potersi esprimere senza timori e paure, un nido dove rifugiarsi, dove mettersi a nudo, dove la consapevolezza di poter star male è essa stessa uno star bene, vogliamo fornire un luogo dove liberare la propria anima e renderla pura. Gestiamo la serata ed evitiamo che argomenti ostici interferiscano con il nostro scopo.

Il Club ACAT di Lugagnano ha compiuto lo scorso 4 ottobre i quindici anni di attività. Per festeggiare è stata organizzata una grande festa in cui hanno partecipato tutte le persone che in questi anni hanno trascinato il progetto oltre a coloro che sono stati i fruitori del servizio.

Credo che col tempo abbiano dato vita ad una realtà molto interessante e sotto un certo punto di vista anche piacevole. Con il Club ACAT si possono affrontare problemi personali con uno spirito diverso, anche se l’ostacolo sembra insormontabile, la forza che un gruppo di dieci famiglie può dare è impareggiabile.

Quindi, per concludere, nessuno vieta o impone di abolire lo spritz ad aperitivo e la birra al bar con gli amici, quello che conta è prendere coscienza di quello che l’alcol è, una sostanza che può avere conseguenze gravissime e finire nel giro dell’alcolismo è veloce come un battito di ciglia.

Basta un carattere debole, una relazione finita male, una perdita… Stiamo attenti, sensibilizziamo chi ci è affianco e aiutiamo chi vediamo in difficoltà.

Per tutti coloro che volessero saperne di più è possibile contattare ACAT Villafranca “Castel Scaligero” – Associazione Club Alcologici Territoriali, Sede Via Fantoni, 1 Villafranca di Verona. Telefono 045.987337, sito internet www.acatcastelscaligero.it.

 BEVIAMO PERCHE’ NON “VOGLIAMO” FARE ALTRO!

BATTIPAGLIA. ALLARME SUL CONSUMO DI ALCOL TRA MINORI. “BEVIAMO PERCHÉ NON POSSIAMO FARE ALTRO”

Gennaio 5, 2016

Scritto da Rosario Galdi 

Battipaglia. Diventa sempre più frequente imbattersi in comitive di giovani, minori, che passeggiano per le vie cittadine con alla mano una bottiglia di birra. L’altra sera nel cuore della città in via Italia, abbiamo chiesto a un gruppetto di sedicenni perché alle sette di sera consumassero alcolici, come se fossero già adulti stanchi. “Beviamo perché non c’è nulla da fare, dopo aver passeggiato, ci rimane solo consumare una pizzetta o un panino accompagnato da una birra ”.

Sapete che la legge non consente la somministrazione di bevande alcoliche ai minori? “Sì, però solitamente mandiamo a comprare le birre al più grande del gruppo” (vi posso assicurare che sembrava effettivamente un ragazzo maggiorenne). “Questa sera volevamo andare al cinema per vedere il film di Checco Zalone - Quo Vado?” – Continua un giovane del gruppo “A Battipaglia però non c’è un cinema e i nostri genitori non possono accompagnarci. Abbiamo paura di andare alla “Villetta”, è buio, sporca e non ci sono giochi. Non possiamo girare con la bici perché sulla zona pedonale esistente la legge, lo vieta, per evitare che si possa investire qualche pedone giovanissimo o anziano, però non ci offrono possibilità. 

Non possiamo giocare con la palla perché non ci sono luoghi attrezzati per questo e a giocare per strada rischieremo di essere investiti, se giochiamo in piazza, ci becchiamo i richiami degli adulti”. Stiamo lasciando che la New Generation si avvicini sempre di più all’alcol e alla droga non offrendo loro nessuna alternativa. Battipaglia non mette a disposizione nessuna struttura per gli adolescenti e non cerca con sane attività di allontanarli dalla cattiva strada. Per i giovani però ci sono tanti NO.