Rassegna del 2 Gennaio 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

LA CLASSIFICA DELLA MORTALITA’ DELLE DROGHE

ALCOL PRIMA SOSTANZA PER MORTALITÀ

   La prestigiosa rivista Nature ha comparato alcune droghe per quanto riguarda il rischio di morte per overdose, l’alcol risulta la più pericolosa.

Un recente studio promosso da Nature e pubblicato su Scientific Reports, una rivista sussidiaria del prestigioso magazine scientifico americano rilancia una classifica sulle droghe “ricreative” più conosciute da cui l’alcol esce pesantemente incriminato.

Premesso che tutte le droghe prese in esame sono a loro modo pericolose per la salute e possono portare tutte a morte per il loro consumo, ciò che è abbastanza inatteso è che al primo posto non vi è una droga illegale ma una sostanza di libera vendita (almeno nella maggior parte dei paesi occidentali) o al massimo limitata ai maggiorenni.

Stiamo parlando dell’alcol appunto che dallo studio risulta essere addirittura 114 volte più mortale della cannabis (l’ultima della classifica tra le sostanze prese in esame).

La cosa abbastanza sconcertante è che la marijuana è illegale nella maggior parte dei paesi OCSE mentre ci sono solo altre due sostanze che sono legali nella classifica, una è 4° ed è il tabacco, l’altra è incredibilmente 1° ed è l’alcol.

Lo studio non si sofferma sui danni alla salute o al rischio di morte per uso continuato ma analizza solo la quantità minima da assumere per incorrere in un quasi certo rischio di morte.

Più precisamente il grafico che emerge dallo studio mostra il rapporto tra la dose media consumata della sostanza e la quantità minima che può portare al decesso.

 

 Grafico classifica mortalità droghe

 Si può vedere che per poter causare la morte del consumatore occorrerebbe assumere 150 volte la dose generica di cannabis, laddove per l’alcol il rapporto tra consumo medio e quantità letale è molto molto più risicato.

Questi dati posizionano la cannabis, unica droga dello studio, nella sezione delle droghe a basso rischio di mortalità, laddove l’alcol è la prima tra le droghe ad elevato rischio mortalità. Simili risultati sono confermati da altri studi dell’OMS che per voce di Wayne HAll (Direttore dello Youth Substance Abuse Research presso l’università del Queensland) sostiene che sia praticamente impossibile per un dipendente da cannabis morire di overdose a differenza di quanto avviene con altre droghe.

In conclusione lo studio sancisce che l’alcol è la droga più mortale quando si abusa di quantità rispetto alla dose media. Un tragico primato per una sostanza così diffusa e spesso oggetto d’elezione da parte di tanti dipendenti che vedono unirsi ai vari effetti collaterali dell’alcolismo anche questo rischio di morte improvvisa.

 

 CHIUNQUE CONSUMA BEVANDE ALCOLICHE E’ A RISCHIO!

 PERSONALITÀ E ALCOLISMO

Esiste una personalità tipica che predispone all’alcolismo, oppure siamo tutti a rischio dipendenza?

Sia studi psicopatologici che l’esperienza clinica indicano che non esiste precisamente una personalità specificamente legata all’alcolismo (Chevalier, 1982).

Fatta questa ormai storica premessa vi sono alcune caratteristiche che accomunerebbero il dipendente da alcol:

Intolleranza alla frustrazione; 

tendenza all’ansia; 

tendenze depressive; 

sensi di inferiorità o scarsa autostima (con problematiche di dismorfofobia o rifiuto di sé e del proprio corpo); 

dipendenza affettiva nei riguardi di un genitore, di una figura di riferimento o di un gruppo.

Se dovessimo sintetizzare queste caratteristiche potremmo usare il termine fragilità vedendo come l’alcolismo potrebbe essere visto come un compensativo o stampella per situazioni di sofferenza psichica.

Detto questo confermiamo che le suddette caratteristiche sono presenti in vari individui con gradazioni variabili e che non sempre portano alla dipendenza da alcol o da altre sostanze, quindi va ribadito che non esiste una personalità che predispone verso l’alcolismo quanto piuttosto possono esserci dei fattori che possono rendere maggiore il rischio di sviluppare la dipendenza.

Neppure nelle valutazioni testologiche (quali MMPI, Rorschach, TAT) gli alcolisti dimostrano di non essere un gruppo omogeneo bensì di essere un insieme trasversale per problematiche e personalità.

Se si vuole notare una caratterizzazione, che vale però per gli alcolisti adulti e non per gli adolescenti con alcol dipendenza, si è notata in studi precedenti agli anni ’90, una maggiore presenza di personalità depressive o antisociali rispetto alla media della popolazione (il consumo di alcol, in psicopatologia dell’adolescente 1990, D. Marcelli, A. Braconnier).

Nello stesso testo viene sottolineato che la classificazione delle problematiche pregresse allo sviluppo della dipendenza da alcol non ha valore in quanto classificazione medica fine a se stessa ma serve ad inquadrare la fonte del problema dell’alcolismo nel caso si sia instaurato come un’illusoria autocura per una sofferenza psicologica precedente. L’attenzione alla cura dell’alcolismo di questo tipo deve chiaramente avere un approccio psicoterapeutico che affronta le difficoltà mentali siano esse dell’adulto o dell’adolescente.

Ferma restando la gravità dello status di alcolismo cronico, la suddetta attenzione a problemi pregressi può essere minore o assente nel caso dell’alcolismo classico indotto da una semplice cumulazione di comportamenti di abuso in funzione, per dir così, ricreativa e non come capita nell’altro caso autocurativa.

Un’altra distinzione tra alcolista minore e alcolista adulto, e che va considerata in terapia, è che l’adolescente è meno propenso a interagire in associazioni di mutuo soccorso quali quelle che raggruppano gli ex-alcolisti precludendosi le possibilità di sostegno psicologico che questi incontri offrono nel percorso riabilitativo e post cura.

 

 IN RICORDO DELL’AMICO TORE MELE

 

L’ULTIMO SALUTO A SALVATORE MELE

È morto il promotore del Club 39 “La Risorsa” in aiuto agli alcolisti

31 dicembre 2015

DORGALI. Ieri l’ultimo saluto a Salvatore Mele scomparso dopo una lunga malattia. Promotore e responsabile del Club 39 La Risorsa di Dorgali, è stato punto di riferimento per tante famiglie con problemi alcolcorrelati in tutta la provincia di Nuoro. Il centro è tuttora frequentato da cittadini oltre che di Dorgali, della Baronia, dell’ Ogliastra, di Oliena e Orgosolo. Dopo una breve esperienza personale da alcolista, Tore Mele, una volta uscito dal tunnel si era messo a completa disposizione per aiutare gli altri. «C’è ancora tanto da fare – diceva i primi anni dopo l’apertura del Cat 39 – ma, credo che Dorgali stia cambiando. C’è più sensibilità sul problema, se ne parla, e questo è già un buon risultato perché fino al 1997 non se ne poteva parlare in quanto l’alcol era considerato un vero e proprio taboo. L’alcol faceva parte della cultura e della nostra quotidianità invece, adesso si sta prendendo coscienza che comporta dei problemi – rimarcava –. Un cambiamento che deve partire dalle famiglie, dalle scuole e dalle associazioni». Tore era questo, sempre in prima linea all’uscita delle scuole con tavolini per dare continuamente informazioni ai ragazzi. Impegno che viene sottolineato dai soci con un necrologio del club “La Risorsa” che piangono «Il loro

amico e guida. Le persone grandi sono quelle che offrono le loro esperienze di vita a favore degli altri e tu su questo sei stato un vero maestro perciò noi continueremo il tuo esempio». Un anno fa aveva inaugurato a Orosei il club alcologico territoriale promosso dal Comune. (n.mugg.)

 

 L’ESEMPIO E’ LA MIGLIOR PREVENZIONE

DAL FORUM NUTRIZIONE DEL CORRIERE DELLA SERA

ADELMO DI SALVATORE giovedì, 31 dicembre 2015

ABBRACCI

Caro Andrea, mi trovo d'accordo con la tua risposta e ti ringrazio per il tuo contributo alla diffusione di una cultura libera dai danni provocati dal consumo di bevande alcoliche. In aggiunta, e in armonia con quanto ha rilevato Alessandro Sbarbada, desidero sottolineare che bere alcolici durante gli anni dell'adolescenza può determinare danni cerebrali permanenti, con conseguenti problemi di memoria, incapacità di apprendimento, problemi di abilità verbali, dipendenza e depressione. Per quanto riguarda l'aspetto educativo, la nostra esperienza ci insegna che ai nostri figli non è tanto utile proibire, quanto piuttosto trasmettere atteggiamenti, valori, comportamenti. «Bevi quando vedi bere me». Una scelta silenziosa, senza grandi trionfalismi o baccani, produce molto più di 100 conferenze sui danni alcolcorrelati.

Ho scelto di consumare solo bevande analcoliche. Altrettanto hanno fatto tante altre persone, in Italia e nel mondo. Nella nostra famiglia, a tavola, si consuma solo acqua. Ai nostri ospiti offriamo bevande analcoliche. Nessuno protesta.

Nessuno, ormai da anni, ci regala alcolici. I nostri figli non consumano bevande alcoliche e questo ci dona tranquillità. Con il tempo abbiamo imparato che il nostro comportamento vale molto più delle discussioni sul bere-non bere, nelle quali ci lasciavamo ingenuamente intrappolare negli anni passati, con risultati deludenti per noi e per gli interlocutori. Abbracci, non brindisi.

Risposta Ghiselli giovedì, 31 dicembre 2015

Grazie Adelmo, quello che dobbiamo cercare di far capire alla gente è che bere bevande alcoliche, qualsiasi bevanda alcolica, si chiami vino, birra o grappa, è un comportamento che espone a rischio. Siamo troppo abituati a sentir parlare del "buon" bicchiere di vino, del consumo consapevole, addirittura mediterraneo per poter scorgere in un sorso di alcol un pericolo per la salute. Una volta che saremo riusciti a rompere questa pseudocultura avremmo creato le basi per una corretta informazione. Io non sono per nulla astemio e in famiglia mia non mancano le occasioni di consumo di alcol. Ma, sapendo del pericolo che corro, bevo il meno possibile sapendo che sto correndo un rischio. Rischio che sarà tanto più piccolo quanti meno sorsi e brindisi farò. 

Buon anno sobrio

 

 SONO PIU’ PERICOLOSI I BRINDISI CHE I BOTTI, PER CUI MEGLIO:

“ABBRACCI ANZICHE’ BRINDISI”

 http://www.milanotoday.it/cronaca/capodanno-botti-feriti-incendi.html 

CAPODANNO: DIECI FERITI PER I BOTTI E NOVANTASEI INTOSSICATI DA ALCOL

Il bilancio delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco e dell'Azienda regionale emergenza urgenza (118): "Serata tranquilla". Anche il concertone di piazza Duomo si è svolto senza particolari problemi

Redazione 1 Gennaio 2016

Una notte tranquilla: senza ustionati gravi, solo con pochi principi d'incendio e incidenti stradali lievi (all'alba c'è stato un suicidio).

E' il bilancio che le forze dell'ordine, i vigili del fuoco e l'Azienda regionale emergenza urgenza (118) fanno della notte di San Silverstro a Milano. E, come ciliegina sulla torta, anche il concertone di piazza Duomo si è svolto senza particolari problemi.

Il bilancio dettagliato della Sala operativa Metropolitana del 118 parla di 706 chiamate, 514 invii, 266 dei quali nella sola Milano: di questi, due tossicodipendenze, cinque feriti lievi per botti (ai quali se ne aggiungono altri cinque che si sono presentati da soli in ospedale) e novantasei abusi alcolici. 

Dei dieci feriti per i botti, otto sono italiani e due stranieri. Sono di età compresa tra i 10 e i 68 anni ed hanno riportato da tre giorni di prognosi per una piccola scottatura ai 30 giorni di un 22enne che ha riportato ferite da scoppio di petardo al viso e alla mano destra, ricoverato al S.Carlo.

L'unico ferito grave resta il 22enne di Leggiuno (Varese) che si trova da due giorni in prognosi riservata all'ospedale Niguarda per le gravi ustioni riportate confezionando un grosso petardo. Ha perso le due mani.

"E' stata una notte tranquilla, paradossalmente come altre serate normali". E' il commento delle forze dell'ordine. "Qualche furto in appartamento, approfittando del caos, come ogni anno", aggiungono.

A Milano, nonostante i divieti comunali, i cittadini hanno sparato i botti ma in maniera più "responsabile". Ci sono stati alcuni cassonetti bruciati per via dei fuochi d'artificio. Ora, avvertono le autorità, è importate non toccare i petardi inesplosi.

 

CAPODANNO 2016: POCHI BOTTI, NESSUN PARTO E TANTO ALCOL

Articolo di Matteo Berlenga - matteo@marsciano7.it

2 Gen 2016

Un bollettino relativamente tranquillo quello che viene dall'Ospedale di Pantalla per la notte di Capodanno; quest'anno nessun nuovo nato nella notte dell'ultimo dell'anno e nelle prime ore del 2016 all'ospedale della Media Valle del Tevere; l'ultimo parto è avvenuto il 31 dicembre alle 8,25 e si tratta di Enkelejd, un bambino nato da genitori albanesi residenti a Todi.

E' comunque un bilancio positivo quello del 2015 dell'Ospedale di Panatalla, visto che il numero dei parti è salito dai 330 del 2014 ai 350 dell'anno che si è appena concluso, avvicinandosi alla media di un parto al giorno.

Al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Pantalla invece si sono presentati sia 4 ubriachi (l’ultimo nella mattinata intorno alle 7) mentre poco dopo la mezzanotte è arrivato un uomo di 42 anni residente nel comune Collazione che per lo scoppio di un petardo in mano ha riportato una lesione profonda dei tendini ed è stato trasportato all’ospedale di Perugia per la ricostruzione.

 

FESTA CON SBRONZA: OTTO IN OSPEDALE

Simona Carnaghi 

Sabato 02 gennaio 2016

Troppo alcol a San Silvestro anche per due minorenni (15 e 16 anni) ricoverati per intossicazione etilica. Donne peggio degli uomini. E c’è chi è arrivato a superare di sei volte il tasso consentito al volante

VARESE - San Silvestro a tutto alcol e il veglione finisce al pronto soccorso. Otto ricoveri in tutta la provincia per intossicazione etilica: e due sono minorenni. 

A cadere letteralmente al suolo privi di conoscenza sono stati un ragazzino di 16 anni soccorso dal 118 in piazza XX Settembre a Varese e una ragazzina di 15 anni “raccolta” in via Marconi a Gornate Olona. 

Caduti sotto i drink del Capodanno anche un ventunenne soccorso a Gornate Olona e un ragazzo di 25 anni raggiunto dall’ambulanza a Comabbio. Oltre alla presenza di minorenni tra gli sbronzi a rischio coma etilico del Capodanno, c’è un secondo dato rilevante: a finire in pronto soccorso per intossicazione etilica sono state tante donne.

Dimessi in mattinata

Con interventi del 118 tra Germignaga, Samarate e Luino in soccorso di festaiole di età compresa tra i 25 e i 46 anni. Le persone soccorse sono state trasportate negli ospedali di Varese, Luino, Tradate e Castellanza.

Il tasso alcolemico più alto registrato è di 2,95, quasi sei volte il massimo consentito dalla normativa per chi deve guidare. Tutti gli intossicati, anche i due minorenni, si sono fortunatamente ripresi e sono stati dimessi nella mattinata di ieri. Secondo i medici «tutte le situazioni si sono risolte in modo positivo. Non ci sono stati casi di particolare gravità».

Altro dato interessante: gli interventi di soccorso del 118 sono avvenuti tutti ben oltre la fatidica mezzanotte. Anzi parliamo quasi dell’alba in un orario compreso tra le 4.30 e le sei di ieri mattina. 

I collassi per intossicazione etilica sono arrivati a fine festa: chi si è sentito male stava bevendo da tutta la notte. E se per i maggiorenni finiti al pronto soccorso tutto finisce lì, la situazione per i due minori sbronzi sino allo svenimento è diversa. Come da norma il fatto è stato segnalato alle forze di polizia. Vendere o servire alcolici ai minorenni è vietato dalla legge eppure con gli ultimi due casi di inizio 2016 sono 25 i minorenni, tra i 13 e i 16 anni, finiti in ospedale negli ultimi 12 mesi a causa di intossicazione etilica. 

E questo dato definisce soltanto chi si è sentito male sino ad avere bisogno delle cure mediche. Ma nei mesi sono stati parecchi i locali multati perchè le forze di polizia hanno trovato minori sorpresi a consumare alcolici.

Ora si tratta di capire chi ha dato l’alcol hai due ragazzini che naturalmente al momento non ricordano nulla.

In una casa privata

Nel caso del sedicenne varesino pare che il ragazzo abbia festeggiato in una casa privata, non in un locale. In ogni caso gli sono stati serviti alcolici in quantità, non solo spumante per il brindisi, ma anche superalcolici. 

Senza fermarsi al solo Capodanno la tendenza dei giovanissimi varesini ad abusare di alcolici soprattutto durante il fine settimana è in preoccupante espansione in particolare tra i minorenni che spesso, come denunciato da Agenzie per la tutela della salute (Ast, ex Asl) e strutture ospedaliere, all’abuso di alcolici affiancano anche quello di sostanze stupefacenti.

 

VEGLIONE AL GELO, FURTI E TANTO ALCOL. POLEMICA ALLO SPORTING DI TREVISO

Centinaia di ragazzi rimasti fuori dalla festa perchè era impossibile entrare. Rubati decine di cappotti dal guardaroba. E i genitori: «Fiumi di alcol ai minori»

di Massimo Guerretta

02 gennaio 2016

TREVISO. Doveva essere l’evento per eccellenza, per molti era la prima festa “da grandi”, con gli amici di scuola, fuori fino a notte fonda. Una super festa di Capodanno iniziata invece con due ore di coda al gelo - molti costretti alla resa - e finita con il furto dei propri giubbotti e qualche ubriaco minorenne - free drink a sedicenni? - soccorso dall’ambulanza. Non proprio un San Silvestro da ricordare per i tanti giovanissimi che volevano arrivare al 2016 con “Candyland”, il nome della festa di ieri notte allo Sporting Zambon. Ingolositi dal prezzo per partecipare alla serata, 15 euro per un party free drink (10 per le ragazze), particolare che piace a molti. Peccato però che l’addio al 2015 si sia rivelato una mezza fregatura.

«Due ore di coda, al freddo, senza possibilità di capire quando entrare», rivela uno dei tanti genitori che ci ha contattato. Già perché, poco prima delle 21, i ragazzini hanno iniziato ad accorrere allo Sporting Zambon. Risultato? Staccate moltissime prevendite - tanto che il giorno prima la festa era stata spostata, era prevista al Le Club, in Fonderia - ma la location poteva contenere 700 persone. «Almeno 500 ragazzi non sono entrati, forse mille», spiega un altro genitore, «eppure tutti avevano la prevendita. Le foto parlano chiaro: si spingeva per entrare, qualcuno ha anche cercato di sfondare i cancelli. Mia figlia, alle 23.30, si è arresa e sono stata costretta ad andare a prenderla: era congelata». Infatti moltissimi si sono ritrovati fuori dalla location, al gelo, con dubbie speranze di entrare.

I buttafuori all’ingresso non facevano sconti, i più temerari hanno atteso il loro turno, ma la stragrande maggioranza si è ritirata in centro o a casa. «Servivano un documento e la prevendita», spiegano gli organizzatori, «ma non ci risulta che a mezzanotte ci fosse gente fuori». Eppure sono stati molti i ragazzini a richiamare i genitori, impegnati nelle loro cene dell’ultimo dell'anno, pregandoli di andarli a riprendere. Capodanno rovinato anche ai “vecchi”, quindi.

Qualcuno, invece, forse avrebbe preferito che il proprio figlio fosse rimasto in coda: dal guardaroba infatti sono spariti nel nulla decine di cappotti e giacche, anche di valore. «Erano custoditi in un tendone, bastava alzarlo da fuori e si faceva man bassa», spiega un altro genitore, «tra ragazzi gira voce che c’era una banda a portar via decine di giacche. Alla faccia dei 2 euro per la custodia». «Qualche mano losca c’è sempre», si giustificano gli organizzatori , «purtroppo non si può controllare tutto. Rimborseremo chi ha subito danni». E c’è un altro dato di cronaca: l’ambulanza è dovuta intervenire per un paio di ragazzi che avevano esagerato con l'alcol e uno che si è ferito a una mano da quanto era ubriaco.

«Sono furibondo», spiega un altro parente, «c’era alcol libero per i minorenni: chi ha dato da bere a sedicenni?». E la mamma Roberta: «I biglietti? Un cartoncino senza timbro Siae. Tutto regolare per il Fisco?».

 

CAPODANNO, TRE 15ENNI INTOSSICATI DA ALCOL. TANTI BOTTI, NESSUN FERITO

Piacenza - venerdì 1 gennaio 2016 - 16:44

Nonostante gli appelli alla cautela e le ordinanze di divieto, la moda dei botti di Capodanno non è assolutamente scemata. Anzi. Se Napoli si è riconfermata capitale italiana dei fuochi pirici, la notte di San Silvestro ha dato la sensazione che anche Piacenza non si sia risparmiata: fuochi, botti e tantissime “lanterne” che svolazzavano in aria portando i desideri dei piacentini a chissà chi.

Per fortuna non è accaduto nulla di grave e al Pronto soccorso non sono stati segnalati infortuni o ferite. Segnale decisamente più preoccupante, che tuttavia conferma una tendenza già nota, il ricovero di tre 15enni rimasti vittima di intossicazione da alcol. Solo un po’ di agitazione, invece, per una donna che ha dato in escandescenze nelle corsie del pronto soccorso riportata alla calma dalla polizia. 

 SE FOSSERO ANDATE ALLA FESTA “ABBRACCI ANZICHE’ BRINDISI” ORA SAREBBERO PIU’ FELICI!!!

 TRE RAGAZZINE SFIORANO IL COMA ETILICO

Erano a una festa nella palestra comunale di Castel Goffredo: hanno quindici anni. I carabinieri indagano

di Giancarlo Oliani

01 gennaio 2016

CASTEL GOFFREDO. Hanno sfiorato il coma etilico. Tre ragazzine di quindici anni, che stavano festeggiando l’ultimo dell’anno nella palestra comunale di Castel Goffredo, sono state trasportate d’urgenza al pronto soccorso di Castiglione delle Stiviere. I carabinieri sono al lavoro per cercare individuare chi, contro la legge, ha servito alcolici alle minorenni. Qualcuno, comunque dei barman, arrivati dal lago di Garda per animare la festa.

I militari, sempre nella serata di San Silvestro, sono intervenuti all’esterno di quella stessa palestra dove stava per scoppiare una rissa tra due gruppi di giovani. Le tre ragazzine, nel cuore della notte, sono state caricate sulle ambulanze e trasportate all’ospedale San Pellegrino dove i medici hanno messo in atto la terapia del caso. Non sono mancati, da parte del personale sanitario, i rimproveri alle minorenni che, come accennato, hanno davvero rischiato il coma. Oltretutto sono arrivate al pronto soccorso seminude. Preda del freddo avrebbero potuto avere una pericolosa congestione. Dopo alcune ore le tre sono state dimsse.

L’articolo 689 del codice penale parla molto chiaro. L'esercente un'osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande che somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità, è punito con l'arresto fino a un anno. Se dal fatto deriva l'ubriachezza, la pena è aumentata.

Proprio a Castiglione delle Stiviere, qualche giorno fa, la Guardia di Finanza ha denunciato un barista del centro per aver servito bevande alcoliche a un minore, il cosidetto “pirlo”: campari, vino bianco e selz.

Ma ricoveri ospedalieri per abuso di alcol si sono verificati anche a Mantova e Rodigo. Si tratta sempre di giovani, uno dei quali minorenne. Sono finiti al Carlo Poma dove, al termine della terapia prevista in questi casi, sono stati dimessi.

In caso di sbornia i medici consigliano di bere molta acqua: è il primo accorgimento da mettere in pratica. L'acqua favorisce la reidratazione dell'organismo e ripristina i fluidi perduti a causa dell'alcol. Bere molta acqua, inoltre, è un rimedio eccellente per incoraggiare l'eliminazione di alcol: seppur in quantità ridotte, una buona idratazione favorisce l'eliminazione di piccole quantità di etanolo attraverso sudore ed urine.

 

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 POSITIVO ALL'ALCOL-TEST CAUSA ROCAMBOLESCO INCIDENTE A BORDO DI UNA FERRARI

Sab, 2016-01-02 00:01 — La Redazione

Spettacolare incidente intorno alle 11.30 di ieri in viale Belfiore a Firenze, dove un fiorentino di 67 anni, alla guida di una Ferrari, ha perso il controllo dell'auto e dopo un testa coda ha sbattuto contro un'Audi che viaggiava sulla corsia opposta, e ha terminato la sua corsa sbattendo contro un lampione e poi contro un albero.

Tre i feriti: oltre al 67enne anche le due persone a bordo dell'Audi, entrambe residenti a Roma. Tutti sono stati portati al pronto soccorso di Careggi, ma non in condizioni che destano preoccupazione.

L'uomo, titolare di una concessionaria, stava portando la Ferrari, andata distrutta nell'incidente, al piazzale Michelangelo per farla visionare a un cliente. Sottoposto al pretest alcolemico dagli agenti della municipale, intervenuti per i rilievi, è risultato positivo. Ulteriori accertamenti sulla guida in stato di ebbrezza saranno effettuati presso l'ospedale.

 http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-10_6_1-Capodanno,+incidenti+per+troppo+alcol,+due+patenti+ritirate.html?cm_id_details=77280&id_padre=5080 

CAPODANNO, INCIDENTI PER TROPPO ALCOL, DUE PATENTI RITIRATE

01/01/2016

Nella notte impegnati 125 agenti della polizia municipale. Stamani testacoda di una Ferrari in viale Belfiore

Due patenti ritirate perchè i conducenti avevano bevuto troppo e piccoli incidenti, ieri notte, durante i festeggiamenti di Capodanno. In strada, per i controlli, erano dispiegati 125 agenti di polizia municipale. Sedata anche una rissosa lite tra due coniugi. Stamani si è verificato uno spettacolare incidente in viale Belfiore che ha coinvolto una Ferrari.

Gli incidenti complessivi della notte scorsa sono stati cinque. In un caso un'auto è finita da sola contro quattro vetture in sosta in via Baccio da Montelupo, in un'altro la macchina è andata contro la centralina semaforica a Porta al Prato (il conducente era ubriaco) mentre una macchina ha picchiato contro le paline della segnaletica al centro della carreggiata a Poggio Imperiale. La polizia municipale è intervenuta anche per sedare una rissa scoppiata tra due coniugi peruviani sotto al comando di Porta al Prato all'alba. In centro, gli agenti sono anche intervenuti contro alcuni venditori abusivi che vendevano merce falsa durante i festeggiamenti.

Per quanto riguarda l'incidente che ha coinvolto una Ferrari, si è vericato intorno alle 11.30 in viale Belfiore. Il conducente della Ferrari era un fiorentino di 67 anni titolare di una concessionaria che la stava portando al piazzale Michelangelo per farla visionare da un cliente. L'uomo transitava verso Porta al Prato quando all'altezza dell'Inps ha perso il controllo, ha fatto testacolda e invaso l'altra corsia sbattendo contro un'Audi che proveniva dal senso opposto. La Ferrari ha terminato poi la marcia urtando sia un lampione che un albero e danneggiandoli entrambi. Sia il conducente della Ferrari che i due occupanti dell'Audi - residenti a Roma - sono rimasti feriti leggermente e sono stati trasportati a Careggi. Prima del ricovero in ospedale il conducente della Ferrari è stato sottoposto a pretest con risultato positivo. Ulteriori accertamenti sulla guida in stato di ebbrezza saranno effettuati presso l'ospedale. (edl)

 

BRESCIA, UBRIACHI ALLA GUIDA A CAPODANNO: NOVE PATENTI RITIRATE

Controlli a tappeto della Polizia Stradale sul lago di Garda e nei luoghi culto della movida: 90 punti decurtati e 9 patenti ritirate con tassi tra 0,5 e 1,5 g/l di sangue

di Redazione Online

Hanno esagerato con i brindisi prima di mettersi al volante: cominceranno il 2016 senza patente. Controlli a tappeto della Polizia Stradale su tutto il territorio di Brescia e Provincia anche nella notte di capodanno: nove le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza. Gli agenti hanno preso di mira i luoghi culto della movida e, in particolare, la sponda bresciana del lago di Garda. I numeri? 103 auto controllate, 90 punti complessivamente identificate e nove persone obbligate a chiamare amici, famigliari e taxi per farsi riportare a casa. Nessuno di loro aveva un tasso alcolemico superiore a 1.5 grammi per litro di sangue.