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04

mar

2012

Rassegna del 04.03.2012

DI SEGUITO DUE ARTICOLI MOLTO ELOQUENTI, IN UNO SI SOTTOLINEA UN PROBLEMA DA OTTO MILIARDI DI EURO CAUSA TO DALLE BEVANDE ALCOLICHE E NELL’ALTRO SI SOTTOLINEA COME I NOSTRI PARLAMENTARI NON “SENTONO” QUESTO PROBLEMA: IGNORANZA SULL’ARGOMENTO? MA NON E’ DI QUESTI GIORNI LA RELAZIONE ANNUALE DEL MINISTRO DELLA SALUTE AL PARLAMENTO SU ALCOL E PROBLEMI ALCOLCORRELATI?

 

ALCOLNEWS

Alcolismo, per l'Italia un problema da otto miliardi di euro

Fonte: Giovanipsichiatrisip.wordpress.com 2 marzo 2012

La Stampa, 16.02.2012

Nei suoi bilanci, l’Italia deve fare i conti anche con i problemi legati all’alcolismo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel nostro Paese l’abuso di alcol costa almeno 8,4 miliardi di euro all’anno. La stima considera i costi sanitari diretti, pari ad almeno 1,5 miliardi di euro, e quelli indiretti, provocati da assenteismo, perdita di produttività e mortalità. Nel nostro Paese, oltre un milione di persone ha problemi di alcolismo, che causa almeno ventimila vittime all’anno.

All’estero c’è chi promette un giro di vite contro le sbornie. È il caso della Gran Bretagna: il premier David Cameron intende infatti presentare un piano di misure contro il fenomeno dell’alcolismo, che Oltremanica costa 2,7 miliardi di sterline al servizio sanitario nazionale. Un problema aumentato notevolmente: nel 2011 i ricoveri per abuso di alcolici sono stati duecentomila, ovvero il doppio rispetto a dieci anni fa. Tra le possibili azioni suggerite da Cameron: l’aumento di prezzo degli alcolici, e l’istituzione di autobus antisbornia, con infermieri a bordo, per riportare a casa i ragazzi dopo una serata di eccessive bevute. Proposte anche “prigioni volanti” senza incriminazioni, per impedire a chi è ubriaco di mettersi in strada finché non smaltisce l’alcol.

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 

WINENEWS

SENATO DELLA REPUBBLICA - CONVEGNO “QUANDO L’IMPEGNO NEL VINO È DONNA” IL 6 MARZO A ROMA, CON IL PRESIDENTE SCHIFANI, IL PRESIDENTE DEI SOMMELIER MAIETTA E RICCI, L’ASSOCIAZIONE PARLAMENTARE LUIGI VERONELLI, CAPITANATA DA LAURA BIANCONI(*)

Roma - 02 Marzo 2012, ore 15:29

A convegno sul vino, simbolo dell’unità nazionale, del “made in Italy” nel mondo e dell’imprenditoria femminile “Quando l’impegno nel vino è donna”. Dove ? Di scena il 6 marzo (ore 16) a Palazzo della Minerva. L’iniziativa, promossa da Laura Bianconi, presidente della Associazione parlamentare Luigi Veronelli, con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, intende “contribuire alla valorizzazione del settore vitivinicolo italiano ponendo un’attenzione particolare alle donne che in qualità di produttrici, enologhe ed esperte si sono rese protagoniste nel tempo di un comparto economicamente vitale”.

Ad aprire i lavori sarà il presidente del Senato, Renato Schifani; quindi, Laura Bianconi, Franco Ricci, presidente del Worldwide Sommelier Association, Antonello Maietta, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier; gli interventi dei ministri Mario Catania, responsabile delle Politiche Agricole, Lorenzo Ornaghi, a capo del dicastero per i Beni e le Attività culturali e del senatore questore Benedetto Adragna, tesoriere dell’Associazione parlamentare Luigi Veronelli, seguiranno quelli delle imprenditrici, proprietarie e operatrici delle grandi aziende italiane.

Un tributo al loro impegno per la Giornata internazionale della Donna e un segnale di attenzione ad una realtà al centro nel dicembre 2011 di una mozione volta alla valorizzazione dei prodotti vitivinicoli e olivicoli italiani approvata all’unanimità dall’assemblea di Palazzo Madama: ‘‘le donne italiane - osserva Bianconi - hanno fortemente contribuito al progetto dell’Italia unita ma non meno, in questi anni, sono state eroine in tanti settori e non potevamo ignorare le grandi protagoniste del settore vitivinicolo italiano(*) che hanno promosso in qualità di produttrici, enologhe ed esperte, la cultura e la qualità del nostro vino in tutto il mondo. Vogliamo far emergere le loro storie e l’impegno di figure femminili che hanno accettato la sfida del cambiamento e che hanno partecipato attivamente ad incrementare questo comparto imprenditoriale del nostro Paese”.

 

(*)Nota: ma non hanno altro a cui pensare?

(**)Nota: possibile che nella Giornata internazionale della Donna si debbano ricordare con un apposito convegno, solo le donne impegnate in viticoltura? Cosa c’entra la festa della donna con il vino? C’è un aumento del bere delle donne ed il Parlamento reagisce in questo modo?

 

LA SITUAZIONE IN TRENTINO

 

TRENTINO

I trentini in vetta all’abuso di alcol (*)

Meno vino e più superliquori. Molte le ragazze che alzano il gomito

Il 36 per cento dei bevitori viene considerato a rischio, cioè avviato a una cronica dipendenza

ROBERT TOSIN

DOMENICA, 04 MARZO 2012

TRENTO. L’allarme arriva dal Ministro della sanità che ha presentato la relazione sul consumo di alcol e sui problemi connessi dal punto di vista sanitario (malattie e ospedalizzazione) ma anche sociale (incidenti e atti di violenza): se cala il consumo di vino, aumenta in modo esponenziale quello dei superalcolici, soprattutto tra i giovani che in Trentino vantano il poco invidiabile record delle “sbornie”. In aumento marcato l’abuso di alcol tra le ragazze.

Ancora una volta la nostra provincia si insedia nelle parti alte della classifica dei consumatori d’alcol. Le cifre parlano di un mantenimento delle posizioni, con dati ben al di sopra della media nazionale. A spiccare su tutti c’è il vizio di bere alcolici fuori dai pasti. Insomma, non è il classico bicchiere di rosso a tavola il problema, quanto piuttosto l’abitudine del 56,1% dei bevitori maschi e del 21,7% delle femmine di alzare il gomito in qualsiasi momento della giornata. Cifre altissime, superate solo dalla provincia di Bolzano, con la media nazionale sotto di almeno tre punti percentuale. Questa situazione porta le autorità sanitarie a indicare un’altissima percentuale di bevitori a rischio, cioè di abitudinari che sono destinati a diventare alcolizzati cronici. Questa condizione toccherebbe al 36,4% dei bevitori trentini e al 9,5% delle donne inclini al bere. Non solo. A livello nazionale questa situazione ha portato ad un aumento di problemi sociali legati all’alcolismo: al di là del “classico” incidente stradale, cominciano ad aumentare i casi di omicidi, suicidi e violenze in genere provocati dall’abuso di alcolici. E’ su questo aspetto che la relazione ministeriale si sofferma parlando della situazione trentina: «Nonostante gli indicatori sul consumo di bevande alcoliche risultino in linea con la media nazionale in entrambi i sessi, tutti gli indicatori relativi ai comportamenti a rischio risultano statisticamente superiori al dato medio italiano». In più, rispetto ad altre regioni, risulta anche che il Trentino non sia avviato ad una riduzione del fenomeno, come ad esempio sta succedendo in Veneto.

Crea allarme il fenomeno del momento, quello dei binge drinking, vale a dire quel vizio di bere diverse unità alcoliche (oltre le 6 dicono i criteri di valutazione) in un arco di tempo molto ristretto con lo scopo, più o meno cosciente, di arrivare alla sbornia che sempre più spesso degenera fino al coma etilico. Qui il Trentino è al terzo posto, superato in questo poco piacevole record da Molise e Bolzano. I maschi che passano la serata ad ubriacarsi sono il 24,4% dei bevitori, ma il dato più allarmante è quello della crescita sempre più alta delle ragazze (il 5,3%).

A conferma, se ce ne fosse bisogno, dei danni provocati dall’alcol anche e soprattutto dal punto di vista fisico, il Ministero nella sua relazione sottolinea anche l’alto tasso di ospedalizzazione che si registra in Trentino, giusto dietro a Bolzano e Valle d’Aosta, anche se, in linea con il trend nazionale, il dato è in diminuzione se non altro per le diverse attività territoriali e “diurne” attivate dai vari centri che combattono la dipendenza, oltre che per la tendenza generale a diminuire il ricorso ai ricoveri.

 

(*)Nota: mi sorge un dubbio: non è che nei consumi dei trentini sono compresi anche i consumi degli sciatori dell’est che, come noto, sono grandi bevitori di superalcolici?

 

TRENTINO

Il 10 per cento va al volante anche dopo aver bevuto

DOMENICA, 04 MARZO 2012

TRENTO. Il maggior numero di incidenti stradali causati dall’alcol coinvolge giovani tra i 23 e i 28 anni anche se in oltre la metà dei casi (56%) alla guida c’è un automobilista che ha più di 33 anni. Nell’85% dei casi il conducente è un maschio. Sintomatico il fatto che la maggior parte degli scontri avviene o all’inizio della serata (tra le ore 20 e le 21) oppure tra le 2 e le 3 di notte. Per quanto riguarda i giorni della settimana più nefasti, il grafico segnala un costante aumento che va dal lunedì “sobrio” ai picchi del sabato e della domenica. Dicembre, invece, è il mese più sfortunato, anche perché in questo periodo ai problemi dell’alcol si aggiungono anche quelli del tempo e delle strade spesso ghiacciate. I mesi meno costellati di incidenti dovuti all’alcol sono settembre e maggio. I trentini stanno imparando, ma c’è ancora un 10% di automobilisti che non ha scrupoli a mettersi al volante pur dopo aver bevuto.

 

TRENTINO

«Più controlli, ma serve una nuova cultura»

Di Maio: sì al reato di omicidio stradale proposto dal Governo

DOMENICA, 04 MARZO 2012

TRENTO. Le allarmanti classifiche snocciolate dal Ministero della sanità hanno convinto il governo anche a valutare l’ipotesi di un aumento delle pene per chi provoca incidenti mortali a causa dello stato di ebbrezza. Si sta pensando di introdurre il reato specifico di omicidio stradale, con pene che possono variare dagli 8 ai 18 anni di carcere. In Trentino è ancora alta la percentuale di chi si mette al volante ubriaco o, comunque, dopo aver bevuto: il 10%. Dal 2002 al 2010 in Trentino si sono registrati 625 incidenti per guida in stato di ebbrezza con 917 feriti e 24 morti. I dati sono fortunatamente in calo. Ne è buon testimone il comdandate della Polizia stradale trentina, Luigi di Maio, impegnato con i suoi uomini in un lavoro a tappeto di prevenzione.

Comandante, sono ancora molti i trentini che guidano ubriachi. I giovani, soprattutto.

Purtroppo sì, il problema tra i ragazzi è particolarmente evidente. Però il grande lavoro di informazione e di prevenzione, unito a quella della repressione, sta dando frutti. Negli ultimi anni il numero degli incidenti mortali è praticamente dimezzato.

Per merito di cosa?

Di tutta una serie di fattori sui quali si stanno impegnando diverse realtà. Ci sono strade più sicure. La A22 ad esempio su questo fronte ha operato molto e bene. Ma poi ci sono anche auto dotate di dispositivi obbligatori che diminuiscono le possibilità di incidente. E poi ci sono i controlli delle forze dell’ordine. Noi abbiamo aumentato del 40% le prove con alcoltest, rilevando circa il 4% di automobilisti oltre la soglia consentita. Ma poi, soprattutto, c’è la sensibilizzazione e lo sforzo culturale.

E’ questo il canale migliore?

Senza dubbio. Facciamo molti interventi, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi. E’ sulla testa dei ragazzi che bisogna lavorare per far capire a loro quali sono i rischi. Andiamo nelle scuole, superiori, medie, elementari. Anche alla scuola materna, perché non è mai troppo presto per imparare queste cose.

E funziona? I trentini sono comunque in vetta alle classifiche dei bevitori.

Questo è vero, ma sì, credo che funzioni. Sono sempre più frequenti i giovani che si accordano per chi deve guidare e quindi si astiene dal bere. Certo, non bisogna mai abbassare la guardia.

A proposito, il governo intende introdurre il reato dell’omicidio stradale con pene molto severe per chi causa incidenti mortali sotto l’effetto di alcol o droga.

Non conosco nel dettaglio come dovrebbero declinarsi il reato e le pene connesse, ma credo che tutto quello che si fa sul fronte della lotta alla guida in stato di ebbrezza possa contribuire a evitare tragedie.

 

ANCHE LUI PRIMA E' STATO UN BEVITORE MODERATO E CONSAPEVOLE!!!

 

TERMOLIONLINE.IT

Vagabondo si ubriaca e si sente male in strada, soccorso e portato al San Timoteo

03-03-2012 - TERMOLI. Degrado sociale, emarginazione e vizio. Sono questi gli ingredienti di un cocktail micidiale, quello che porta specie gli adulti che vivono in modo disadattato a ricorrere al pannicello caldo dell'alcol, cartoni di vino il più delle volte, per abbandonarsi poi dove capita.

L'ultimo triste episodio è accaduto nel pomeriggio di ieri in via Corsica, poco dopo la rotatoria del vecchio ospedale.

Un uomo, tra i 50 e i 55 anni, si è seduto, accasciandosi quasi, sul marciapiede con accanto la scatola del nettare di Bacco appena scolata, dando segni di evidente malessere.

Più di un passante si è preoccupato della sua salute, con qualcuno che ha rotto gli indugi e oltre a cercare di parlargli e chiedere come stesse, ha allertato il 118.

In pochi minuti il soccorso medico è arrivato, con l'ambulanza della Misericordia.

I presenti hanno dovuto faticare non poco per convincere il vagabondo a salire sull'autolettiga, un conciliabolo durato almeno mezz'ora.

Alla fine, l'uomo è stato portato al pronto soccorso, ma poco dopo, appena dimesso, è tornato a zigzagare pericolosamente in strada, in viale San Francesco, giusto in mezzo alla carreggiata, dove tendeva la mano alle auto in transito chiedendo l'elemosina.

Bem

 

LA TESTIMONIANZA DI UNA GIORNALISTA CHE HA AVUTO PROBLEMI CON LE BEVANDE ALCOLICHE

 

GIORNALETTISMO.COM

“Bevo per essere una donna migliore”

Redazione

3 marzo 2012

Anche la parte femminile soffre per la dipendenza da vino, birra o superalcolici

La dipendenza dall’alcol è un problema molto più diffuso di quello che si crede nelle nostre società, anche perchè una parte significativa nasconde questo problema.

MOLTO DIFFUSO – L’alcolismo è molto diffuso anche tra le donne, ma il sesso debole tende a celare questa dipendenza. “Un uomo trascinato via dagli amici da un locale perché ubriaco è festeggiato dagli amici nei momenti successivi, una donna nelle stesse condizioni viene considerata una sgualdrina ubriaca”.

ALCOL TABU’ - A differenza che per gli uomini, l’alcolismo viene visto come una sorta di tabù tra le donne, come rivela un’analisi dell’agenzia tedesca DAPD presente sul sito elvetico 20 Minuten. Morena Schmitt, una giornalista che è stata alcolizzata per molti anni, rimarca che si inizia da adolescenti, e poi si prosegue nelle tappe successive della vita, perchè bere “dà coraggio, risolve problemi e permette di essere quello che a volte non sappiamo essere”. Se negli uomini l’alcol e il suo abuso sono sostanzialmente accettati, per le donne la condanna sociale è invece molto più elevata.

NASCONDERE, NASCONDERE, NASCONDERE – Ecco perchè chi è donna, soprattutto se madre, tende a nascondere questa dipendenza, aggravando in realtà il pericolo che corre. “Le donne, così come gli uomini, che sono alcolizzati corrono gravi rischi, ma le prime corrono più rischi perchè vivono con maggior vergogna la loro dipendenza, un fatto che ritarda a volte in modo molto pericoloso l’aiuto terapeutico necessario per risolvere i loro problemi”, rimarca il dottor Karl Mann, esperto della società tedesca che studia le dipendenze.

VERGOGNA DELLA DIPENDENZA - Le donne, come racconta la Schmitt, riescono a nascondere meglio questo problema perché funzionano. “In famiglia o a lavoro, nessuno si accorgeva dei miei problemi. Non ero il classico bevitore da bar, e quindi nessuno si capacitava della mia dipendenza”. Le donne diventano più facilmente dipendenti dell’alcol rispetto agli uomini, ci mettono circa quattro o cinque anni in meno. La famiglia è spesso un fattore decisivo per sviluppare l’alcolismo, sia per la componente genetica, sia per l’esempio fornito dai genitori.

SMETTERE E’ DIFFICILE - Il condizionamento sociale verso le sostanze psicotrope che si bevono è più forte rispetto alle droghe, perchè consumare alcol in compagnia è socialmente accettato come normale. Smettere però è molto difficile, e significa passare momenti spesso molto difficili, sia dal punto di vista psicologico che fisico, come ammette la stessa Schmitt. “Ho fondato un gruppo di ascolto, perchè è meglio non rimanere da soli coi propri problemi”.

 

SE RIUSCITE A LEGGERLO CANCELLATE LE ULTIME RIGHE: LA BUFALA DEL RESVERATROLO NON E’ STATA DIFFUSA A SUFFICIENZA!

 

Alcol e cancro, il legame c'è. Per il dottor Porzio "Un uso ...

Cronaca Flegrea

POZZUOLI - Per il Dottor Rosario Porzio purtroppo l'effetto cancerogeno dell'alcol è molto forte, soprattutto nei casi di uso quotidiano eccessivo anche se a volte dosi non eccessive giornaliere possono essere carcinogeniche. L' alcol provocherebbe uno ...

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

IL TIRRENO

Neopatentata

03 marzo 2012 — pagina 16 sezione: Empoli

EMPOLI In un solo colpo ha bruciato 38 punti sulla patente. Che gli è stata ritirata. Tutto merito di un cappotto di infrazioni al codice della strada, che ha lasciato di stucco i carabinieri che erano impegnati nei servizi di prevenzione sul territorio. Protagonista una neopatentata empolese, che di ieri si è resa protagonista di uno show sulle strade della città, che difficilmente riuscirà a dimenticare. Prima ha completamente ignorato il semaforo rosso, sotto gli occhi dei carabinieri. I quali, l'hanno inseguita. E lei in un primo momento li ha addirittura ignorati, tirando dritto davanti all'alt. Poi probabilmente ha capito che stava ulteriormente peggiorando la sua situazione. E si è fermata. Ma i guai non sono finiti. A quel punto infatti i militari del Nucleo operativo radiomobile empolese l'hanno sottoposta all'etilometro. La ragazza non era ubriaca, ma aveva comunque assunto alcol, mentre i neopatentati dovrebbero mettersi alla guida soltanto se non hanno bevuto niente (tasso zero). Così è scattato il conteggio dei punti da decurtare. Passaggio col rosso, tasso alcol emico e paletta ignorata, per un totale di 19 punti. Che quando si tratta di neopatentati, raddoppiano: risultato, - 38 punti. Patente ritirata e per riaverla dovrà ridare l'esame.

 

L’ADIGE

Corsa folle in auto:arrestato

3.3.12-- Una folle corsa in auto, che ieri pomeriggio ha seminato paura da Folgaria fino alle porte della città della quercia, è finita tra le «braccia» dei carabinieri. Protagonista un uomo che, secondo quanto è stato accertato dagli stessi militari in seguito, avrebbe alzato un po' troppo il gomito prima di mettersi alla guida e mettere in pericolo la sua vita e quella degli altri. Sulla sua auto, lanciata a grande velocità lungo la strada che scende da Serrada, pare ci fosse anche una bambina e questo ha reso ancor più delicato l'intervento dei carabinieri per fermarlo.

Tutto è cominciato sull'altopiano di Folgaria, dove l'auto in questione sarebbe stata segnalata alle forze dell'ordine dopo aver provocato un incidente. Il guidatore non se ne è curato, anzi, ha scelto di schiacciare il piede sull'acceleratore e scappare via, sperando evidentemente di poter sfuggire alle forze dell'ordine.

Sfrecciando a forte velocità però non ha fatto altro che richiamare l'attenzione della gente che lo ha visto scendere lungo i tornanti che portano verso valle e che, a loro volta, hanno preso il telefono per segnalare quell'auto impazzita alla centrale dei carabinieri.

I militari dell'Arma si sono dati da fare per cercare di rintracciare il guidatore spericolato, immaginando il percorso che avrebbe potuto seguire sulla base delle segnalazioni ricevute. Ci sono riusciti, dopo un rocambolesco inseguimento, fermandolo alle porte della città.

È in quel momento, quando se lo sono trovati davanti, che hanno notato la bambina in auto. Ed hanno notato anche lo stato dell'uomo, alterato dall'alcol come hanno confermato i controlli successivi. Anche per questo è stato accompagnato all'ospedale di Rovereto.

Ce l'hanno portato in manette i carabinieri, perché anche quando la folle corsa dell'uomo è terminata (finendo con l'auto fuori strada) lui non si è arreso ed avrebbe cercato di opporsi ai militari. A quel punto è scattato l'arresto.

Ora si tratta di ricostruire, oltre a quanto accaduto ieri pomeriggio, anche le motivazioni che hanno spinto l'uomo al folle gesto con la bimba in auto. Su questo stanno ancora lavorando in queste ore i carabinieri di Rovereto.

 

LA SICILIA

Romeni ubriachi, stop alla festa

Intervento dei carabinieri a S. Maria del Focallo

Domenica 04 Marzo 2012 RG Provincia, pagina 37 e-mail print

Ispica. Blitz nei locali ed alcol test sono il terrore del sabato sera. Alle forze dell'ordine non passano neanche inosservate le feste abusive organizzate in zone isolate. A Santa Maria del Focallo un modicano di 55 anni, titolare di una pizzeria- ristorante, ha trasfomato il locale in una sala danzante per 100 persone. L'evento è stato pubblicizzato tramite il passaparola, giunto fino a Catania da dove è arrivato anche un gruppo di rumeni. I carabinieri, in servizio di controllo, hanno fatto irruzione nel locale trovando quasi tutta la clientela in evidente stato di ubriachezza e sotto l'effetto di droga. I militari hanno sorpreso il dj, in preda ai fumi dell'alcol, mentre mixava musica ad altissimo volume diffusa dall'impianto sonoro installato su un soppalco, non rispettando le minime condizioni di sicurezza.

La festa è stata subito bloccata. I rumeni, tutti identificati, provenivano soprattutto da Zafferana Etnea e Catania. Nel locale non c'era alcun estintore e le uscite di sicurezza. Le uniche vie d'uscita erano la porta di ingresso e un'apertura sul cortiletto attiguo ai bagni, comunque non idonee all'evacuazione rispetto al numero di persone presenti. Il titolare del ristorante-pizzeria è stato denunciato per l'apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo ed intrattenimento. Il titolare, pur di trarne profitto, organizzava spesso le feste abusivamente la cui clientela assidua era proprio rappresentata da cittadini dell'est-europeo. Un altro blitz dei carabinieri si è concluso con una multa salata nei confronti del proprietario di una nota discoteca pozzallese che ospitava più di mille persone emettendo musica fino alle 3 del mattino. Le autorizzazioni rilasciate erano valide per ospitare 100 persone in pista fino all'una. v. s.

 

LECCEPRIMA

Controlli nel week end, ritirate sei patenti: guida in stato di ebbrezza

I carabinieri della compagnia di Gallipoli hanno denunciato 11 automobilisti, 118 invece le contravvenzioni al codice della strada e sequestri sette veicoli. Tra gli automobilisti un giovane neopatentato

di Redazione 04/03/2012

LuogoGallipoli

GALLIPOLI - Continuano i controlli sulle strade salentine durante la fine settimana. E nel corso di questo week end si sono è egistrato un cospicuo numero di patenti ritirate. I carabinieri della compagnia di Gallipoli hanno denunciato 11 automobilisti, 118 le contravvenzioni al codice della strada e sequestri sette veicoli. Ritirate inoltre sei patenti per guida in stato di ebbrezza e segnalati all'autorità prefettizia, cinque ragazzi come assuntori di sostanze stupefacenti.

Ad Aradeo e Gallipoli, durante i controlli effettuati in prossimità dei vari locali notturni, i militari del Nucleo operativo e radiomobile, unitamente ai colleghi della stazione di Aradeo, hanno ritirato le patenti di guida in quanto tutti i conducenti sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza. Tra questi un neopatentato, risultato positivo all'alcooltest, poiché trovato alla guida con un tasso alcolemico nel sangue pari a 1,03 G/L; ed ancora, un automobilista di Gallipoli, che ha fatto registrare un tasso di 2,13 G/L, pari ad oltre 4 volte il limite consentito.

A Soleto, studente minorenne arrestato per droga

Ieri pomeriggio a Soleto i militari del Norm di Maglie hanno arrestato in flagranza di reato per detenzione fini spaccio di sostanza stupefacente un 17enne del posto, studente. I militari lo tenevano d'occhio da qualche giorno, poiché il giovane si sarebbe reso particolarmente attivo nell'ambito dei contatti con altri assuntori già noti. Ieri la decisione da parte dei carabinieri di controllare il ragazzo. Infatti, nel corso della perquisizione personale e domiciliare è stato trovato in possesso di 27 grammi di marijuana già confezionata in dosi nonché materiale vario per il confezionamento e la coltivazione. Inoltre gli è stata sequestrata la somma di 20 euro, provento dell'attività illecita. L'arrestato è stato associato presso il centro prima accoglienza minori di Lecce.

 

LA SICILIA

Provoca un incidente stava guidando ubriaco

Domenica 04 Marzo 2012 Agrigento, pagina 35 e-mail print

denunciato uomo di 42 anni

l´incidente sulla statale 118È stato denunciato per guida in stato di ebbrezza alcolica, G.L., 42 anni, di Agrigento, che la notte tra il 29 febbraio e l'uno marzo scorso, al volante della sua autovettura, Opel Astra, si è scontrato frontalmente contro una Fiat Panda, appartenente all'istituto di vigilanza Ksm. L'incidente si era verificato lungo la strada statale 118 tra i territori di Agrigento e Raffadali.

Sia la guardia giurata, che il quarantaduenne, rimasti feriti, erano stati trasportati in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio. Dalle analisi effettuate dai medici di turno al presidio ospedaliero è emerso che G.L., aveva alzato di parecchio il gomito, prima di mettersi alla guida.

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Agrigento, lo hanno quindi denunciato a piede libero alla procura della Repubblica di Agrigento, per guida in stato d'ebbrezza alcolica, e ritirata la patente.

a.r.

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

LA SICILIA

Spot su bullismo e alcol

concorso per gli studenti

Domenica 04 Marzo 2012 Prima Messina, pagina 33 e-mail print Da studenti a registi, attori e sceneggiatori, per lanciare un messaggio educativo con uno degli strumenti più amati dai giovani: il cinema. Parte la II edizione del concorso "Ciak ScuolaFilmFest", rivolto alle scuole di Messina e provincia. Alla conferenza stampa di presentazione, nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, hanno partecipato l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Pippo Di Bartolo, il presidente regionale Agiscuola Egidio Bernava, il delegato didattico regionale Agiscuola, Gustavo Ricevuto, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Messina, Emilio Grasso, il presidente di Lab Cinecittà Sicilia, Francesco Salvo e il direttore artistico Sergio Bonomo. Bullismo, sicurezza stradale, droga, alcol, legalità, donazione organi, diversamente abili, ma anche identità siciliana e integrazione culturale e le più attuali energia e ambiente, sono alcuni dei temi sui cui si misureranno centinaia di allievi impegnati nella realizzazione di spot cinematografici di pubblicità progresso.

 

LA SICILIA

oggi a Calascibetta

Abuso dell'alcol, la Fidapa promuove tavola rotonda

Domenica 04 Marzo 2012 Enna, pagina 35 e-mail print Calascibetta. I dati che emergono dalla Relazione del ministero della Salute su alcol e problemi correlati sono alquanto preoccupanti. Se da un lato in Italia si muore sempre meno, per fortuna, di malattie correlate all'assunzione di alcolici, dall'altro emerge un quadro desolante riguardo il consumo tra le fasce giovanili. Sono infatti oltre 8 milioni gli italiani che fanno uso di alcolici, e il dato diventa allarmante per le adolescenti. Le consumatrici tra 14 e 17 anni - si apprende dalla relazione del ministero - sono infatti raddoppiate nell'arco di 15 anni, raggiungendo il 14,6% nel 2010. Dati che preoccupano anche alcune associazioni che sono presenti nei vari paesi. Così a Calascibetta, la Fidapa, presieduta dalla dott. Maria Cristina Russo, e l'Aicat provinciale (Associazione italiana dei club alcologici territoriali) si sono messi al lavoro organizzando una conferenza-dibattito sull'alcolismo. "Verso casa mia" è il titolo del convegno tratto dal video clip (mostra i danni che produce l'alcol) del giovane cantautore Giancarlo Di Muoio. Un video i cui fondi verranno devoluti all'Aicat. All'appuntamento, previsto per le 18,30 di oggi all'Auditorium comunale, interverranno la Neuropsichiatra, nonché assessore provinciale alle Politiche Sociali e Giovanili Geppina Savoca, il comandante dei Vigili Urbani di Calascibetta Piera Dello Spedale Venti, lo Psichiatra Michele Parisi e Stefano Armenio, membro del Cat (Club Internazionale degli Alcolisti)(*), che parlerà del suo difficile passato(**). La Fidapa xibetana dunque ha deciso di farsi promotrice insieme all'Aicat di un interessante dibattito perché - come dicono gli organizzatori - "la problematica giovani-alcol interessa anche il piccolo centro xibetano". In passato infatti qualche adolescente è finito in ospedale per abuso di alcolici. Tra i dati del ministero, riguardanti naturalmente l'intero territorio nazionale, emerge purtroppo anche la pratica del binge-drinking, ovvero sballo da abbuffata di alcolici.

Francesco Librizzi

 

(*)Nota: questa definizione non l’avevo mai sentita, si chiamano Club Alcologici Territoriali, metodo Hudolin

(**)Nota: speriamo che parli anche del suo felice presente!!!

 

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